Il teatro dei sogni

Andrea De Carlo, “La pandemia lascerà tracce nella vita, come nelle letteratura”

Andrea De Carlo torna in libreria con "Il teatro dei sogni", in cui applica le sue capacità di osservazione sociale e di indagine psicologica a un romanzo fortemente contemporaneo, polemico ed esilarante
Andrea De Carlo, "La pandemia lascerà tracce nella vita, come nelle letteratura"

L’incompetenza, la tendenza a fomentare le paure e i risentimenti dell’elettorato per ricavare vantaggi a breve termine. Sono queste le colpe della classe politica oggi secondo Andrea De Carlo, tornato in libreria con “Il teatro dei sogni“. In questo libro, Andrea De Carlo applica le sue capacità di osservazione sociale e di indagine psicologica a un romanzo fortemente contemporaneo, polemico ed esilarante. Un libro che scava nelle ragioni dei quattro protagonisti e ne fa emergere verità, segreti, ambizioni, paure e sogni sopiti. Lo abbiamo intervistato per parlare del libro e di attualità.

 

Cos’è il Teatro dei sogni che dà il titolo al libro?

C’è un teatro di tipo ellenistico che un archeologo riporta alla luce nel parco della sua proprietà. Poi c’è il teatro più vasto in cui i diversi personaggi del romanzo mettono in scena le loro ambizioni, le loro pretese, i loro conflitti. Infine c’è infine il teatro metaforico del nostro paese, che io racconto nelle sue rappresentazioni di politica e costume.

Il libro rappresenta l’Italia di oggi, con le sue contraddizioni, legati anche ai concetti di social, fama e informazione. È possibile informare senza dover ricorrere al concetto di sensazionalismo/viralità?

Lo è certamente. Ma, come in tutto, dipende dalle intenzioni ultime: se lo scopo è solo quello di moltiplicare il numero dei propri elettori, spettatori, consumatori, allora la manipolazione della verità è inevitabile.

Nel libro è presente anche un’allegoria della classe politica odierna. Cosa rimproveri alla politica italiana oggi?

L’incompetenza, l’improvvisazione, la tendenza a fomentare le paure e i risentimenti dell’elettorato per ricavare vantaggi a breve termine. Ma soprattutto l’incapacità di sviluppare progetti a lungo respiro con l’obiettivo di creare modi di vivere, lavorare, interagire tra noi e con l’ambiente migliori di quelli che abbiamo sotto gli occhi.

Sei un autore molto sensibile e attento all’attualità e alla società. Pensi che l’emergenza sanitaria vissuta quest’anno avrà delle ripercussioni anche nella letteratura e nella scrittura?

Ne ha già avute, e ne avrà ancora, a tanti livelli. L’ombra della pandemia è entrata nel mio romanzo, in forma di un’ombra che si può intuire appena sotto la superficie satirica e a tratti farsesca della vicenda. Sono sicuro che succederà lo stesso ad altri autori, perché questa esperienza lascerà lunghe tracce nella nostra vita, e dunque anche nella letteratura in cui la vita si riflette.

 

Foto di AURA G

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