Attilio Bolzoni, ”Occorre ricordare Giovanni Falcone andando oltre la retorica”

In occasione del 24° anniversario della strage di Capaci, abbiamo chiesto al giornalista il suo personale ricordo del giudice Giovanni Falcone

MILANO – Occorre portare avanti l’insegnamento di Falcone non con le chiacchiere e le parole. Bisogna ricordare Falcone semplicemente per quello che ha fatto: cose straordinarie come il maxi-processo di Palermo. E’ questo il parere di Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica e scrittore esperto di Mafia che ha avuto l’onore di conoscere di persona il giudice Giovanni Falcone. In occasione del 24° anniversario della strage di Capaci, abbiamo chiesto al giornalista il suo personale ricordo del giudice.
Quanto è attuale la figura di Giovanni Falcone oggi?

La figura di Falcone è sempre attuale. Se non lo ricordiamo solo dal punto di vista retorico, come è stato fatto a sproposito in questi anni, ma lo ricordiamo per l’insegnamento che ci ha consegnato, soprattutto per la sua sapienza, per la sua abilità nel suo lavoro, il suo rigore, la sua ossessione per il rispetto alle regole, Giovanni Falcone risulta sempre attuale.

 

Cosa rappresenta oggi la sua figura?

Pensiamo a tutti i passi in avanti fatti nei confronti della lotta alla mafia in Italia: Falcone rimane sempre un punto di riferimento importantissimo. Esiste un’era in Italia prima dell’arrivo di Giovanni Falcone ed un’altra era di segno opposto dopo i suoi insegnamenti. Il giudice-magistrato resta un punto di riferimento fondamentale se ne riusciamo ad apprezzare l’insegnamento. Non sappiamo cosa avvrebbe fatto Falcone oggi, purtroppo non c’è più. Cerchiamo di fare tesoro  del metodo che ci ha insegnato per andare avanti.


Cosa lascia in eredità alle attuali generazioni?

Occorre portare avanti l’insegnamento di Falcone non con le chiacchiere e le parole. Quest’anno è il trentennale dell’inizio del maxi-processo a Cosa Nostra. Questo processo è stato un insegnamento: mentre i precedenti finivano con una raffica di assoluzioni,  il maxi-processo rappresenta l’esempio concreto di cosa ha fatto Giovanni Falcone a Palermo in 11 anni. E’ inutile ricordarlo avvolto nelle bandiere, nei cortei, negli slogan, nella propaganda di una certa antimafia diventata sempre più consociativa e arsa di denaro. Bisogna ricordare Falcone semplicemente per quello che ha fatto: cose straordinarie come il maxi-processo di Palermo.

Solo in questo modo le nuove generazioni possono capire cosa ha fatto il giudice-magistrato per l’Italia e per il mondo. pochi sanno che subito dopo l’attentato di Capaci, il Congresso Americano si è riunito e all’unanimità ha votato una risoluzione dove ha dichiarato l’attentato a Giovanni Falcone “un atto di guerra contro gli Stati Uniti d’America”.

 

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