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Questo giorno che incombe

Antonella Lattanzi, “Il dolore del passato si può vincere andando avanti”

L’autrice Antonella Lattanzi ci ha raccontato del suo ultimo romanzo, Questo giorno che incombe, un thriller psicologico ispirato a un terribile fatto di cronaca

Dopo quattro anni da Una storia nera (Mondadori), Antonella Lattanzi torna in libreria con Questo giorno che incombe, edito da Harper Collins. Per questo romanzo dal titolo di ispirazione shakespeariana, Antonella Lattanzi ha attinto dal suo passato e da un terribile fatto di cronaca realmente accaduto, regalandoci un thriller coinvolgente, capace di indagare la paura, il sospetto, la malvagità, ma anche il coraggio e l’amore. Un romanzo che racchiude dentro di sé tante anime e che è un tributo a grandi autori e opere che hanno fatto la storia, da Shining a I Ponti di Madison County, da A sangue freddo a Rosemary’s Baby.

La genesi del romanzo

Come spiega l’autrice nel prologo, tutto è iniziato da una verità sconcertante raccontatale da suo padre. “Quando io e mia sorella eravamo piccole, la nostra famiglia si è trasferita in un condominio di Bari. Una volta adulta, mio padre mi raccontò che, poco prima che arrivassimo, da quel palazzo era scomparsa una bambina. Mi colpì molto che fosse successo qualcosa di così grave proprio lì, nel posto in cui ho vissuto per anni, perché si pensa sempre che queste cose siano lontane da noi. E che nessuno avesse mai detto niente né a me né a mia sorella, anche se in quel momento capii perché non potevamo mai giocare da sole in cortile. Mio padre mi disse qualcosa che mi interessa molto, e che ho voluto esplorare in questo libro. Quando in un luogo succede qualcosa di così orribile, rimane un’ombra, un’oscurità che non se ne va più. I posti conservano il nero che in quei posti è accaduto”.

Antonella Lattanzi, "La gelosia uccide l'amore"

Antonella Lattanzi, “La gelosia uccide l’amore”

Antonella Lattanzi nel suo terzo romanzo, “Una storia nera” (Mondadori), parla di un amore che sa essere violento, che può far male

L’incubo di Francesca, la protagonista

E proprio la scomparsa di una bambina è al centro del nuovo romanzo di Antonella Lattanzi. Anche se, come ci tiene a precisare, questo è stato solo uno spunto. “Sapevo di voler raccontare questa storia, ma non sapevo da che punto di vista. Non mi piace raccontare le storie così come sono accadute, mi piace esplorare le possibilità del romanzesco, l’invenzione, la creazione di qualcosa di nuovo. Ho aspettato tanti anni perché volevo trovare il modo giusto di affrontare questa storia, a cui tenevo molto”.

Poi, nel 2017, l’autrice ha trovato la sua protagonista: “Francesca è una donna apparentemente molto felice, ha un marito e due bambine che ama e una grande passione per il suo lavoro. Un giorno lascia la sua città, Milano, e va a vivere con la famiglia in un quartiere poco fuori Roma. Qui, nella sua nuova casa, pensa di essere finalmente libera di dedicarsi alla famiglia e scrivere e disegnare il suo libro per bambini. Immediatamente, invece, la sua vita prende una tonalità oscura. Nel momento stesso in cui tocca il cancello rosso del cortile del suo nuovo palazzo, si ferisce. Iniziano così ad accadere cose strane e inquietanti, e quello che sembrava l’inizio di una nuova, bellissima vita si trasforma in un incubo. Quando ho trovato questa protagonista, ho capito qual era la storia che volevo raccontare”.

Il diverso e il sospetto

La storia di Francesca, la sua discesa nell’incubo, si svolge all’interno di un condominio, un luogo apparentemente tranquillo e sicuro, ma che in realtà si rivela ostile, malvagio. “L’elemento del condominio per me è un topos letterario interessantissimo, perché il condominio è un nucleo chiuso che rappresenta un po’ il nostro mondo di oggi: per i condomini del romanzo, molto uniti tra loro anche se in modo perturbante, tutto quello che è diverso da loro corrisponde al Male. Ed è quello che viviamo da anni nella nostra società, in cui solo perché qualcuno è ‘diverso’ viene automaticamente considerato ‘strano’, e diventa un nemico. Mi interessava raccontare le dinamiche del sospetto: quando un sospetto entra di soppiatto in una comunità è difficile restarne esenti, anche se non è basato su niente. Crediamo di pensare con la nostra testa, ma se gli altri continuano a ripeterci ossessivamente qualcosa, alla fine iniziamo a farci delle domande, e a mettere in dubbio le nostre stesse convinzioni”.

L’amore e l’odio

Un altro aspetto indagato nel romanzo è il rapporto tra amore e odio. A questo proposito riportiamo un passaggio del libro: “Quando una persona ti fa solo male, la odi. Quando ti fa solo bene, la ami. Ma quando ti fa bene e male non ti rimane più neanche la forza indistruttibile dell’odio.” L’autrice lo ha approfondito, spiegandoci che “quando una madre, come nel caso di Francesca, ti fa del bene perché ti ama ma ti fa anche del male perché non sta bene, questo sarà un problema per la tua vita, per sempre. Perché se odi tua madre o tuo padre hai almeno la forza dell’odio, se li ami va tutto bene, invece se li ami e allo stesso tempo li odi sei in pericolo, sei fragile. Per me la risposta sta nel guardare avanti. Il passato ti sta addosso e ti bracca, ma ti può distruggere solo se ti fai distruggere, se invece trovi la forza di andare avanti e di non sentirmi sovrastato, allora si può vincere, venendo fuori da relazioni anche molto pesanti”.

Cecilia Mastrogiovanni

fotocredits: Cristiano Gerbino

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