Annamaria Gandini, ”Da cinquant’anni Milano Libri è luogo di incontro e scambio culturale”

A mezzo secolo esatto dalla nascita di Milano Libri, la titolare Annamaria Gandini traccia un bilancio dell'attività svolta da questa libreria e piccola editrice. Dagli incontri organizzati con personaggi di primo piano nel panorama letterario – Sciascia, Eco e molti altri – alla pubblicazione dei Peanuts in Italia, all'ideazione della rivista Linus, emerge il ritratto di quella che ormai è un'istituzione...

La titolare della libreria milanese racconta la storia di Milano Libri e traccia un bilancio di mezzo secolo di attività

 

MILANO – Situata nel cuore di Milano, da cinquant’anni è per la città punto di riferimento e incontro del mondo della cultura: a mezzo secolo esatto dalla nascita di Milano Libri, la titolare Annamaria Gandini traccia un bilancio dell’attività svolta da questa libreria e piccola editrice. Dagli incontri organizzati con personaggi di primo piano nel panorama letterario – Sciascia, Eco e molti altri – alla pubblicazione dei Peanuts in Italia, all’ideazione della rivista Linus, emerge il ritratto di quella che ormai è un’istituzione.

Ci può raccontare come nasce Milano Libri? Qual è il bilancio di cinquant’anni di attività?
Milano Libri nasce nel 1962 grazie all’entusiasmo e all’impegno di tre signore che acquistano una libreria in via Verdi – io, Laura Lepetit e Vanna Vettori – e alla collaborazione e al sostegno di Neri Carano, che ne assume per un breve periodo il ruolo di direttore, del notaio Franco Cavallone e di mio marito Giovanni Gandini. Data la nostra scarsa esperienza iniziale, il successo dei primi tempi fu dovuto soprattutto all’entusiasmo e all’aiuto dei nostri amici. Il primo editore a credere in noi fu Giovanni Scheiwiller, che ci riforniva di libri illustrati, di prosa e poesia, con l’accordo di pagargli solo il venduto. Nel 1963 ci contattò poi Vito Laterza, da Bari, che cercava un punto d’appoggio a Milano, e questo ci fece fare il salto di qualità, guadagnandoci facendo di noi un riferimento per il mondo della cultura.
Il bilancio su questi cinquant’anni è assolutamente positivo per quanto riguarda l’immagine personalizzata della libreria, piuttosto critica dal punto di vista economico-finanziario, come per tutte le librerie indipendenti.

Quali fattori hanno concorso a fare il successo della libreria?
Probabilmente il fattore principale è che la Milano Libri è una libreria diversa. Non punta sui best seller ma sulla forza del catalogo, sulla competenza del personale e su un rapporto molto stretto e cordiale col cliente, a cui offriamo non solo un servizio ineccepibile ma anche un continuo scambio di opinioni.

 

Ci può riportare un aneddoto che le sta particolarmente a cuore legato alla storia della libreria?
Ce ne sono tanti. Nella nostra libreria Leonardo Sciascia, che veniva a farci visita ogni volta che si trovava a Milano, incontrò l’agente letterario Eric Linder, nostro amico e assiduo frequentatore. Ricordo la presentazione di “Morte di un inquisitore” di Sciascia, edito da Laterza, tenutasi nella nostra libreria, o il convegno organizzato con Vito Laterza, Eric Linder e Vittorio Spinazzola, intitolato “Anatomia dell’industria editoriale”. E ancora quando acquisimmo i diritti sui Peanuts, battendo sul tempo Umberto Eco che voleva acquistarli per Bompiani – qualche giorno dopo venne in libreria a lamentarsi. Ma rimanemmo in buoni rapporti, anzi, fu lui a scrivere l’introduzione al primo volume. E quando decidemmo di pubblicare la rivista Linus, Eco organizzò nella nostra libreria un incontro con Elio Vittorini e Oreste Del Buono, da cui scaturì il testo introduttivo al primo numero.

Com’è avvenuta la scoperta dei Peanuts? E la nascita di Linus?
Siamo sempre stati curiosi di quello che veniva pubblicato nel mondo dei fumetti, di cui eravamo appassionati. I Peanuts sono stati scoperti per caso, ma l’idea di Linus è nata da Giovanni Gandini e ha coinvolto intellettuali e amanti dei fumetti, decretando il successo della rivista e di riflesso anche della libreria.

Vedendo la situazione attuale del mercato editoriale e le trasformazioni legate al mondo degli e-book e dell’editoria digitale, come vede il futuro delle librerie?
Certamente le librerie dovranno cambiare sostanzialmente, curando particolarmente il loro “luogo” come punto di incontro e scambi e puntando su proposte e creatività personali. Sarà un modo di vendere i libri diverso che renderà la coabitazione con le nuove tecnologie possibile e anche fruttuosa.

 

18 settembre 2012

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