romanzo epistolare

“Amiche di penna”, ecco cosa avrebbe scritto Anna Karénina ad Emma Bovary

Le due autrici Marosella Di Francia e Daniela Mastrocinque ci spiegano in che modo hanno intrecciato i percorsi delle eroine più amate della narrativa ottocentesca
"Amiche di penna", ecco cosa avrebbe scritto Anna Karénina ad Emma Bovary

MILANO – Una corrispondenza di lettere tra Anna Karénina ed Emma Bovary rientra in quelle fantasie impossibili che un amante della lettura, ed in particolare dei due personaggi, da sempre sogna ad occhi aperti. A trasformare in realtà questa stupenda utopia sono state Marosella Di Francia e Daniela Mastrocinque, rispettivamente nei panni Emma Bovary ed Anna Karénina all’interno del libro “Amiche di Penna“. Le due autrici all’interno dello scambio di lettere simulano alcune considerazioni  sulle vite dei  rispettivi personaggi, ricalcando in parte la trama dei romanzi di cui sono protagoniste, ed in parte reinterpretandola. In questa doppia intervista, le due autrici Marosella Di Francia e Daniela Mastrocinque ci spiegano in che modo hanno intrecciato i percorsi delle eroine più amate della narrativa ottocentesca nel libro “Amiche di Penna”.

 

 “Amiche di penna” è il vostro primo romanzo a quattro mani, com’è stata quest’esperienza?

Daniela: Sicuramente un’esperienza piacevole, divertente, ricca di confronti e scontri.  Io credo che un libro come il nostro che da romanzo epistolare si è trasformato  in  una chat  a quattro voci, non avrebbe raccontato le protagoniste in maniera così viva,  se fosse stato scritto da una sola persona.

Marosella: Daniela e io avevamo già lavorato insieme. Infatti nel 2011 avevamo pubblicato per ESA una sceneggiatura: “Gli amanti di Parigi” che aveva come soggetto le drammatiche vicende di Abelardo ed Eloisa. L’esperienza e i riscontri furono decisamente positivi e quindi abbiamo deciso di continuare.

 

Nel vostro romanzo Anna Karènina e Emma Bovary sono amiche di penna, com’è nata questa idea?

D.: Io credo che nella genesi di un’idea convergano  una quantità di fattori. In questo caso dall’essere noi appassionate  non solo dei classici dell’ottocento, ma anche di letteratura contemporanea e di cinema, dall’essere insegnanti d’Italiano, dal credere nell’amicizia e non ultimo dal desiderio di  voler dare a queste due eroine il desiderio di dire la loro.

M.: “Si parva licet…”, cito proprio Tolstoj che, in una lettera all’amico Stracov, scrive: ”In modo inatteso, senza sapere nemmeno io perché e con quale scopo ho ideato i personaggi, gli avvenimenti e, improvvisamente, tutto si è concatenato così bene…”

Questa non è, come potrebbe sembrare, un’idea nata a tavolino, al contrario si è come formata da sola. Certo tutto nasce dall’amore per questi romanzi e per le loro eroine…

 

Com’è stato vestire i panni di Anna Karenina/ Emma Bovary? Cosa vi attrae dei rispettivi personaggi?

D.: Inizialmente, prima che tutto il romanzo fosse riscritto e rivisto insieme a quattro mani, ho dato io la voce ad Anna karenina. In certi momenti l’ho detestata, come penso si sia odiata anche lei per essersi lasciata soggiogare da una passione la quale non poteva che distruggerle la vita; ma è anche vero che dell’affascinante Vronskj ci saremmo innamorate tutte.   Anna karenina sono io, per parafrasare Flaubert, quando si arrovella e si tormenta su tutto. E  avrei voluto essere io per il  coraggio con cui sfida l’ipocrita società dell’epoca.

M.: All’inizio mi ero assegnata il ruolo di Emma che non mi dispiaceva, anche se, come si lamenta più volte lei stessa, non le succedeva mai niente. Poi i ruoli si sono confusi e la stessa cosa è accaduta con Odette e Rossella. D’altra parte lo diciamo nei ringraziamenti. Siamo tutte un po’ Anna, un po’ Emma, un po’ Odette, un po’ Rossella.

 

Pensate che questo libro possa avvicinare ai classici anche le persone che non hanno letto la storia originale delle protagonisti del vostro romanzo?

D.: Noi speriamo che il nostro romanzo possa fare da trait d’union tra i romanzi originari, la cui scrittura ottocentesca e la cui mole possono aver spaventato possibili lettori.

M.: Lo speriamo vivamente. Sia io che Daniela abbiamo insegnato a lungo letteratura italiana nelle scuole superiori e la nostra vocazione didattica ci è rimasta, forse come deformazione professionale.

 

Quale personaggio contemporaneo potrebbe assomigliare ad Anna Karenina/Emma Bovary?

D.: April Weehler, la protagonista di Revolutionary road, il bellissimo romanzo di Richard Yates, reso popolare qualche anno fa dal film di Sam Mendes,  secondo me,  incarna le due anime delle protagoniste. April è Emma per la sua insoddisfazione,  per la sua insofferenza verso la vita dei sobborghi,  per la sua aspirazione a una vita diversa in una Parigi vaga, dove non è ben chiaro che avrebbe fatto di tanto meraviglioso, e per l’incapacità a realizzare i suoi sogni.    Ed  è  Anna   per la  determinazione a uscire dal cerchio di una vita che vista dal di fuori appare perfetta e felice,  e per la sua avversione verso l’ipocrisia della middle class.

M.: Ai giorni nostri In Anna si possono identificare tutte le donne che per vivere pienamente la loro vita si battono contro le convenzioni sociali. Ma c’è da dire che bisognerebbe stabilire quali siano oggi le regole da infrangere e se ce ne siano ancora.

“Madame Bovary c’est moi ”, diceva Flaubert e diverse sono state le interpretazioni che a questa frase sono state date nel tempo.

Comunque Flaubert era un uomo e dunque mi viene in mente un personaggio maschile. Per esempio il velleitario protagonista di un delizioso film di due anni fa, “ Sarà il mio tipo?”, un professore di filosofia, scrittore engagé e amante volubile che, trasferito da Parigi ad Arras, patisce la vita di provincia che ritiene frustrante per la sua brillante personalità.

 

 

 

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