Alyson Richman, ”Nel mio libro racconto delle vite spezzate dalle grandi tragedie della Storia”

Esce domani ''La musica segreta dei ricordi'', l'ultimo romanzo di Alyson Richman, autrice best seller negli Stati Uniti tradotta in 15 Paesi. Nel libro, tra Cile, Svezia e Finlandia si intrecciano i destini di quattro personaggi...

Alla vigilia dell’uscita in Italia del suo ultimo romanzo, l’autrice americana ci parla de “La musica segreta dei ricordi”

MILANO – Esce domani “La musica segreta dei ricordi”, l’ultimo romanzo di Alyson Richman, autrice best seller negli Stati Uniti tradotta in 15 Paesi. Nel libro, tra Cile, Svezia e Finlandia si intrecciano i destini di quattro personaggi travolti dai grandi e dolorosi eventi della Storia, tra la Seconda guerra mondiale e il colpo di Stato di Pinochet. Tra loro Salomé, imprigionata dalla polizia segreta cilena e in seguito emigrata in Svezia insieme alla famiglia, segnata da profonde ferite legate al ricordo delle torture subite. L’attesa del libro è stata scandita in questi giorni dal count-down dei principali blog e siti dedicati ai libri, che hanno potuto leggere il romanzo in anteprima e hanno pubblicato, un giorno dopo l’altro a partire dal 13 novembre, le loro recensioni. Dopo Critica letteraria, Liberi di scrivere, Sul romanzo, SoloLibri e Gli amanti dei libri, chiude il count-down questa nostra intervista ad Alyson Richman.

Com’è venuta l’idea per questo romanzo?
Dopo che mi sono laureata all’università, ho vissuto per un breve periodo in Svezia e lì ho conosciuto una persona la cui famiglia era emigrata dal Cile durante il regime di Pinochet. Questa persona mi ha raccontato che il suo primo ricordo dell’arrivo in Svezia era il fatto che sua madre non riusciva più ad ascoltare musica. In seguito, quando era diventato abbastanza grande da fare ricerche per proprio conto, aveva scoperto che sua madre era stata imprigionata in Villa Grimaldi [uno dei principali centri di detenzione e tortura della polizia segreta cilena – N.d.R.]. Lì facevano andare musica classica nelle celle perché i detenuti non potessero sentire gli interrogatori ai loro compagni di prigionia. Da quando mi ha raccontato questa storia, non sono mai riuscita a levarmela dalla testa. Ho continuato a pensare a come dovesse essere difficile associare un’esperienza brutale e terribile a qualcosa come la musica, che tutti gli altri considerano meravigliosa. E, soprattutto, a quanto debba essere dura tenere segreta la propria pena, tentando disperatamente di risparmiare il dolore alle persone che ami. Queste sono state le domande inziali da cui è scaturito il romanzo.

Questo libro ha una trama complessa. Numerosi sono i personaggi, ciascuno con una propria storia personale che si intreccia a quelle degli altri. C’è qualcuno di loro che sente più affine a sé e perché?

Salomé è la più vicina al mio cuore. Mentre stavo facendo ricerche per il romanzo ho avuto l’occasione di conoscere la mamma del mio amico: è stata d’ispirazione per questo personaggio in molti modi. Come Salomé, lei aveva fatto del collezionare oggetti rotti gettati via da altre persone una missione: proprio ciò che li rendeva ormai brutti e inutilizzabili agli occhi degli altri era ciò che li rendeva attraenti ai suoi occhi. Casa sua era piena di piccole statuine spezzate, di porcellane scheggiate, di specchi incrinati. C’era un che di artistico e una profonda dolcezza nel modo in cui disponeva questi oggetti, le sue collezioni erano incredibilmente commoventi e affascinanti. È stato solo verso la fine del romanzo che ho capito che questi oggetti spezzati erano una metafora di come si vedeva lei. E raccogliere tutto ciò che era rotto faceva parte del suo processo di guarigione.

Tutti i personaggi si portano dietro ferite profonde dal loro passato, devono fare i conti con memorie dolorose. Riusciranno a trovare una “salvezza”?
Penso che ogni personaggio attraversi un percorso di guarigione nel romanzo. All’inizio ognuno di loro cerca di nascondersi dietro una forza apparente per le persone che ama, nonostante stia soffrendo. Alla fine, però, tutti riescono a guardare al loro passato con maggiore chiarezza e a liberarsi del loro dolore.

Perché ha deciso di scrivere di grandi tragedie del passato come la Seconda guerra mondiale e il colpo di Stato di Pinochet?
Sono attratta da questi periodi per l’intensità dei paesaggi emotivi che offrono. In termini artistici, puoi esplorare i grandiosi e repentini sconvolgimenti portati dagli eventi storici, ma anche i cambiamenti più silenziosi che coinvolgono gli individui, le ombre scure gettate nelle loro vite dagli accadimenti che li coinvolgono personalmente. Mi piace scrivere libri che si muovano in entrambi questi terreni.

Cosa rappresentano i libri e la letteratura nella sua vita?
Sono essenziali per la mia vita creativa. Quando leggo i libri dei miei autori preferiti, posso imparare qualcosa di nuovo, evadere in un altro tempo, trovare ispirazione. Quando scrivo i miei romanzi, attraverso il libro esploro questioni, culture e periodi storici riguardo a cui sono curiosa. Più passa il tempo, più mi interessa la tortuosità e la complessità delle relazioni umane. Nel mio libro, ogni personaggio mostra un lato differente del suo carattere a seconda del personaggio con cui interagisce. Salomé è diversa con Octavio da come è con Samuel, proprio come i colori sembrano differenti quando sono accostati a una tonalità o a un’altra. La stessa sfumatura di blu è diversa se accostata all’arancione, il suo colore complementare, piuttosto che al viola o al verde. Noi funzioniamo allo stesso modo con le persone: abbiamo migliaia di sfaccettature. È affascinante per uno scrittore.

18 novembre 2013

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