Almeno noi amiamoci

Comincio a leggere – sui internet e sui giornali – le prime interviste a Silvia Avallone, scrittrice che si è presentata al pubblico di lettori con Acciaio, ed oggi torna con “Marina Bellezza” (Rizzoli)...

Comincio a leggere – sui internet e sui giornali – le prime interviste a Silvia Avallone, scrittrice che si è presentata al pubblico di lettori con Acciaio, ed oggi torna con “Marina Bellezza” (Rizzoli).

 

Beh, non nascondo di aver prenotato il suo romanzo una decina di giorni fa, sono in attesa di riceverlo. Possono essere tanti i motivi per cui si sceglie un libro piuttosto di un altro. Al di là della trama, c’è sempre qualcosa in più che ti stuzzica l’appetito: l’autore/autrice di per sé, per esempio. E poi c’è la copertina: quella di Marina Bellezza la trovo stupenda. E il titolo, già. Che è il nome della protagonista eppure è molto altro. E suona benissimo.

 

Questa mattina – poi – mi sono imbattuta in un nuovo articolo sulla Avallone, in cui la giovane autrice fa un paio di affermazioni che mi piacciono proprio tanto. Ve le riporto: “In tutte la incertezze, mentre tutto crolla, almeno noi amiamoci, almeno sposiamoci, prendiamoci cura uno dell’altra”.

 

E una seconda è questa: “E in questo libro è Andrea a indicarci che c’è anche un’altra strada, che forse l’importante non è vincere o perdere. Forse, in quest’epoca, conta di più lasciar perdere l’agonismo a tutti i costi”. Ecco, tornando a quanto scritto prima, in riferimento alle buone ragioni per leggere un libro, io parto da queste parole. Le faccio mie, le condivido. Le sposo (a proposito). Sono curiosa di leggerti, Marina.

24 settembre 2013

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