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Alfieri Lorenzon di AIE, ”La London Book Fair raccoglie il meglio dell’editoria dei cinque continenti”

La London Book Fair è un'occasione importante per l'editoria italiana, la quale ha la possibilità di cogliere le nuove tendenze proposte, soprattutto per quanto concerne il nuovo versante del digitale. Ad affermarlo è Alfieri Lorenzon, direttore di AIE, che ci illustra le caratteristiche della Fiera, con particolare attenzione al settore dell’editoria italiana ...
Il direttore di AIE illustra l’importanza dell’appuntamento londinese, sottolineandone l’aspetto internazionale e descrivendo la rilevanza che ha per l’editoria italiana
 
MILANO – La London Book Fair è un’occasione importante per l’editoria italiana, che ha qui la possibilità di cogliere le nuove tendenze del mercato, soprattutto per quanto concerne il nuovo versante del digitale. Ad affermarlo è Alfieri Lorenzon, direttore di AIE, che ci illustra le caratteristiche della Fiera, con particolare attenzione al settore dell’editoria italiana.
 
Quali sono le caratteristiche della London Book Fair?
L’importanza della London Book Fair è dovuta al fatto che si colloca, dal punto di vista temporale, in maniera opposta all’altra grande fiera mondiale, quella di Francoforte. Qui gli editori italiani vengono a scambiare, vendere e comprare i diritti, ed è un’occasione importante per andare a fare scelte per il Natale successivo.

Si tratta di una fiera compatta, con un migliaio di editori, che raccoglie il meglio dei cinque continenti, più piccola ma altrettanto rappresentativa della rassegna di Francoforte, soprattutto per quanto concerne i settori scientifico-universitario e il digitale.                      

Altro vantaggio: sono presenti tutti gli editori di lingua anglosassone. Vi è poi un’attrattiva in più: la scoperta di Paesi nuovi e diversi; quest’anno è  la volta della Turchia. Dopo India, Russia e Cina, prosegue la proposta di culture di continenti  che sono difficili da trovare in altre fiere di settore. 
 
Qual è l’importanza della London Book Fair per l’editoria italiana?
In fiera, gli editori italiani sono presenti in due tipologie: quelli medio piccoli e i grandi editori. I piccoli editori si trovano nello stand dell’AIE, mentre le più grandi case editrici operano nel Rights Centre, area riservata agli operatori professionali, cui non può accedere il pubblico.
Gli editori  italiani sono tanti, e vengono principalmente per captare le tendenze del mercato, soprattutto sul nuovo versante del digitale.
Quest’anno, per la prima volta, non verrà proposta un’iniziativa d’interesse  nazionale ed internazionale sostenuta da AIE. Lo scorso anno vi era stata la presentazione del progetto Libro Italiano Accessibile, ovvero lo sviluppo di una piattaforma per la produzione di testi pensati specificatamente per i portatori di difficoltà visive, supportati da un software italiano di altissima qualità. Si tratta di un progetto al vaglio della Commissione Europea, che ha lo scopo di consentire agli editori di mettere a disposizione di tutti coloro che abbiano disabilità il maggior numero possibile di prodotti editoriali. 
 
Che atmosfera si respira in fiera in questi giorni?
Stiamo assistendo ad un’ottima l’affluenza, tanto da non far percepire quasi per nulla l’aria di crisi. L’atmosfera che si respira però è di vigile attesa. Questo fa sì che si sia spronati a trovare qualcosa di innovativo che sblocchi lo stallo attuale dell’editoria. I colleghi del mercato americano, cinese giapponese e coreano, dopo il periodo di forte stasi dello scorso anno, stanno registrando una ripresa significativa.
 
17 aprile 2013
 
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