Il ruolo dell'editor

Alessandro Gelso (Editor Mondadori), “Gli editor sono sentinelle culturali del futuro”

Andiamo alla scoperta del ruolo dell'editor attraverso le parole di Alessandro Gelso, editor di libri per ragazzi per Mondadori
Alessandro Gelso (Ed. Mondadori), "I bravi editor sono sentinelle culturali del futuro"

MILANO – Nella pubblicazione di un libro sono diversi i soggetti che entrano in gioco. Molti pensano che si tratti solamente della casa editrice e dell’autore, ma c’è un altro attore protagonista molto importante. Per salvaguardare la coerenza del testo e per suggerire all’autore interventi che migliorino il suo manoscritto, sia nella struttura che nella scrittura, ecco che interviene la complessa figura dell’editor. Abbiamo parlato con Alessandro Gelso, editor di libri per ragazzi di Mondadori, per scoprire con precisione il ruolo e i compiti dell’editor all’interno di una casa editrice.

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1) Ci può descrivere il ruolo dell’editor di libri per ragazzi in una casa editrice? Quali sono i suoi compiti principali?

L’editor fa il lavoro più bello del mondo: lo pagano per leggere! Il suo compito è di selezionare un dato numero di libri da pubblicare. Alcuni hanno responsabilità su specifici generi o collane, altri lavorano a tutto campo. Dopo aver selezionato i titoli dalla vastissima offerta italiana o straniera (o, in alcuni casi, aver commissionato idee proprie ad autori italiani) l’editor deve lavorare ai testi insieme con gli autori. Nessun testo nasce perfetto, e il compito dell’editor è porsi con l’autore come “primo lettore” privilegiato con cui discutere dubbi e proposte di miglioramento.

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2) Che tipo di rapporto si instaura tra un editor e un autore?

Una delle doti imprescindibili per un buon editor è saper ascoltare. Lo scrittore medio ha molte cose da dire, e – diciamocelo – ha anche un ego più sviluppato della media. L’editor deve saper compensare questa esuberanza e nello stesso tempo riuscire a convincere l’autore delle proprie ragioni. Il segreto è ottenere la fiducia dell’autore, che nel momento in cui capisce che non c’è competizione con l’editor, ma solo una comune tensione al miglioramento del testo ognuno nel suo specifico ruolo, ti permette di lavorare con serenità ed efficacia.

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3) Come funziona la selezione delle storie che poi diventano libri? Esiste uno scouting online?

Le grandi case editrici si appoggiano ad agenzie di scouting che selezionano il mare magnum delle proposte straniere, soprattutto del mondo anglosassone. L’editor però deve leggere tanto, magari anche solo pochi capitoli, e verificare le opinioni di scout o lettori esterni. La vera soddisfazione è quando si scova una gemma ancora grezza, un autore inedito con cui lavorare e che si riesce a portare alla pubblicazione. Online si comincia a fare scouting usando strumenti come goodreads, wattpad o le classifiche di amazon, ma la fonte principale rimane quella di case e editrici e agenzie.
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4)Tra quelle che le sono passate tra le mani, qual è la storia a cui è più legato?

Più di una. Ci sono libri che ho comprato per amore e che poi hanno vinto premi prestigiosi (“L’unico e insuperabile Ivan”, Newbery Medal 2013), altri che non ho acquisito personalmente ma su cui ho avuto la grande fortuna di lavorare (la saga Berlin di Fabio Geda e Marco Magnone), altri che ho editato direttamente in inglese con l’autore (“La principessa degli Elfi” di Herbie Brennan) e altri di cui ho partorito l’idea creativa iniziale e che poi ho affidato a validissimi scrittori che me l’hanno restituita molto più bella! L’editor però non è mai padre di un libro, al massimo è “zio”, quindi dovrebbe sempre mantenere il giusto equilibrio tra coinvolgimento emotivo e distacco professionale.

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5) Quali requisiti e conoscenze deve possedere un aspirante editor?

Le conoscenze sono quelle che ti porti dietro dagli studi scolastici (soprattutto umanistici) ma soprattutto dal bagaglio di letture che ti sei costruito, indipendentemente dalla scuola, nel corso degli anni. Queste però sono solo le fondamenta: i migliori editor sono quelli che possiedono l’impalpabile dote del “fiuto”, cioè che riescono a incrociare le loro conoscenze e la loro esperienza con la sensazione (e un briciolo di preveggenza) di quello che sta per avvenire nel mondo, nella cultura, nell’editoria, e nel gusto dei lettori. I bravi editor sono sentinelle culturali del futuro.

 

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