Alessandra Viola, ”Giovanni Falcone da piccolo amava travestirsi da Zorro, simbolo della legalità”

Giovanni Falcone fin da piccolo aveva la passione per la legalità, tanto da travestirsi da Zorro e segnare con una “zeta” le pareti di casa. E’ questo il curioso aneddoto sull’infanzia del magistrato...

L’autrice insieme a Rosalba Vitellaro del cortometraggio, diventato in seguito anche un libro, “Giovanni e Paolo e il mistero dei pupi”, racconta l’opera e racconta un emblematico aneddoto dell’infanzia del giudice Falcone

MILANO – Giovanni Falcone fin da piccolo aveva la passione per la legalità, tanto da travestirsi da Zorro e segnare con una “zeta” le pareti di casa. E’ questo il curioso aneddoto sull’infanzia del magistrato riportato da Alessandra Viola, autrice insieme a Rosalba Vitellaro del cortometraggio, diventato in seguito anche un libro, “Giovanni e Paolo e il mistero dei pupi”. Una storia che vede protagonisti due bambini, Giovanni e Paolo, impegnati a liberare le anime dei loro concittadini di Palermo.

Di cosa parla “Giovanni e Paolo e il mistero dei pupi”?
Il cortometraggio racconta una storia di fantasia. La storia di Giovanni e Paolo, due bambini che cercano di liberare i propri concittadini palermitani dall’incantesimo del Mago Nìvuro, arrivato in città con il suo carrozzone e promette di realizzare i desideri che gli vengono richiesti in cambio dell’anima. Trasforma in realtà queste persone in pupi, ovvero persone prive di volontà, con delle parti del loro corpo in legno. Giovanni e Paolo si accorgono che qualcosa sta andando storto durante i preparativi per la festa di Santa Rosalia, periodo nel quale è ambientata la narrazione. Si rivolgono a Salvatore, il vecchio antiquario della città, e scoprono questo maleficio. I due riusciranno a liberare le anime di queste persone ed a catturare il mago, il quale però alla fine riesce a scappare. Una vittoria parziale, proprio come nella realtà.

Qual è il messaggio principale che vuole lanciare questa storia?
Il messaggio principale è quello che chiunque può e dovrebbe fare la sua parte. E poi anche quello che il male è sempre pronto a reincarnarsi in qualcosa di diverso, in qualcuno che non ci aspettiamo, che è difficile identificare con qualcosa di preciso.

Quanto è importante far conoscere la figura di Giovanni Falcone ai più piccoli?

Secondo noi è fondamentale, che non si perda la memoria di un periodo storico e dell’impegno di due personaggi con Falcone e Borsellino, i quali hanno dato la vita per i valori in cui credevano, e sostanzialmente per gli altri. Essi ci hanno lasciato un insegnamento che è sempre attuale.

Hai un aneddoto o ricordo personale di Giovanni Falcone?
Non ho avuto la possibilità di conoscere Giovanni Falcone di persona. Ho avuto il piacere e l’onore di incontrare la sorella Maria, molto attiva nella lotta alla legalità. Tutto quello che so di Falcone me l’ha raccontata lei, che è stata parte attiva di questo progetto. Maria mi ha raccontato diversi aneddoti di quando Giovanni era piccolo. Uno su tutti, il fatto che Giovanni fin da piccolo aveva la passione per la legalità, e quindi gli piaceva molto giocare nei panni di Zorro, nel suo immaginario di bambino una persona che si batteva per la legalità. Quindi Giovanni aveva uno spadino con cui si esercitava a fare Zorro, e una volta fu sgridato per aver scritto una “zeta” su una carta da parati a casa di un parente.

23 maggio 2013

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