Indovinelli letterari

Aguzzate l’ingegno con i 9 indovinelli più famosi della letteratura

Gli indovinelli hanno radici profonde nella tradizione letteraria occidentale. In alcuni libri servono per dimostrare l'arguzia del protagonista, in altri l'eroe deve risolverli per sfuggire a una situazione difficile...
Aguzzate l'ingegno con i 9 indovinelli più famosi della letteratura

MILANO – Gli indovinelli hanno radici profonde nella tradizione letteraria occidentale. In alcuni libri, servono per dimostrare l’arguzia del protagonista, in altri l’eroe deve risolverli per sfuggire a una situazione difficile. Altri sono pensati, molto semplicemente, per ricordarci che certe domande non hanno risposta e, nonostante ci facciano uscire di testa, sono anche gli indovinelli meglio riusciti. Come siete messi ad arguzia e agilità di mente? Ecco nove enigmi da risolvere, scovati dall’Huffington Post tra le pagine di celebri libri. Sarete capaci di risolverli?

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1) Da “Edipo Re”, di Sofocle – Probabilmente l’indovinello più conosciuto della letteratura occidentale. È la Sfinge a porre la domanda al protagonista, fuori dalla mura di Tebe:
C’è un essere che cammina all’alba con quattro zampe, a mezzogiorno con due e al tramonto con tre. Quando il numero delle zampe è maggiore, minore è la sua forza”.

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2) Da “Lo Hobbit”, di J.R.R.Tolkien – Gollum e Bilbo si sfidano a colpi di indovinelli, e in gioco c’è niente meno che la vita dello Hobbit. Per fortuna, il protagonista riesce a rispondere al seguente enigma, e ottiene così di poter uscire incolume dal tunnel dove è finito.
Questa cosa ogni cosa divora, ciò che ha vita, la fauna e la flora; i re abbatte, e così le città, rode il ferro, la calce già dura; e dei monti pianure farà”.

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3) Dalla Bibbia – Questo libro è ricchissimo di proverbi posti nella forma di indovinelli ed enigmi. Il più conosciuto, però, è probabilmente quello che Sansone pone agli invitati alle sue nozze.
Dal divoratore è uscito il cibo e dal forte è uscito il dolce”.

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4) Da “Il mercante di Venezia”, di William Shakespeare – Il padre della bella Porzia ha ideato un modo per far sì che la mano della figlia vada solo a un uomo di ingegno. Ogni pretendente si trova davanti tre scrigni – uno d’oro, uno d’argento e uno di piombo – con su scritto un indovinello. Decifrandoli deve scegliere quale dei forzieri lo porterà a ottenere la sposa.
Scrigno d’oro: chi sceglie me guadagnerà quello che vogliono molti uomini.
Scrigno d’argento: chi sceglie me avrà più di ciò che gli serve.
Scrigno di piombo: chi sceglie me darà e rischierà tutto ciò che ha.

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5) Da “Ulisse”, di James Joyce – Leopold Bloom ironizza che sarebbe una buona prova d’intelligenza attraversare Dublino senza passare vicino nemmeno a un pub. Questo non è il solo indovinello presente nel libro di Joyce. Stephen Dedalus ne pone uno ai suoi studenti, uno che prevede una risposta talmente specifica che molto critici hanno avanzato l’ipotesi che fosse pensato più per ridicolizzare la natura stessa degli indovinelli che per essere risolto.
Il gallo ha cantato, blu il cielo è diventato: le campane in paradiso undici rintocchi han suonato. Per la pover’anima il tempo è arrivato d’andare in paradiso”.

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6) Da “Alice nel paese delle meraviglie”, di Lewis Carroll – Il Cappellaio matto, famoso per i suoi discorsi sconclusionati, pone ad Alice questo indovinello – a cui non si può rispondere – solo per mostrarle che lui non conosce la risposta, ma sta semplicemente chiedendo.
Perché un corvo somiglia a uno scrittoio?

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7) Da “Emma”, di Jane Austen – L’arguzia di Emma viene messa in primo piano quando la ragazza risponde correttamente a un indovinello posto da Mr. Elton.
Il mio primo mostra ricchezza e sfarzo dei regnanti,
Signori della terra! i lussi e gli agi a loro riservati.
Un altro tipo d’uomo, col secondo avete davanti,
Ecco, dal monarca dei mari vi ha portati!”.

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8) Da “Harry Potter e il calice di fuoco”, di J.K.Rowling – Mentre gareggia nel Torneo Tre Maghi, Harry si trova a dover rispondere all’enigma di una Sfinge.
La mia prima è la terza di passione,
e tre ne vuole la sottomissione.
La seconda è colei che, amica o amante,
del cuore è la compagna costante.
La terza è un albero dalla chioma folta,
nobile ramo di foresta incolta.
Ora unisci le tre e dimmi, o tu viandante,
nero, sei zampe, sporco e ripugnante.
Veramente baciarlo è cosa grama,
sai dirmi ora come esso si chiama?”.

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9) Da “Il giardino dei sentieri che si biforcano”, di Jorge Luis Borges –  I libri di Borges sono sempre ricchi di enigma, ma questo in particolare ne contiene uno piuttosto letterale. Viene posto da Stephen Albert, per spiegare un antico labirinto.

In un indovinello dove la riposte è scacchi, qua’’è la sola parola proibita?

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