Addio ad Alberto Bevilacqua, maestro delle lettere e del cinema

Si è da poco spento Alberto Bevilacqua, scrittore e poeta, sceneggiatore e regista, oltre che giornalista italiano, morto oggi nel corso della notte...
Si è spento nella notte tra domenica e lunedì a Roma il celebre scrittore, poeta, giornalista, sceneggiatore e regista italiano
MILANO – Si è da poco spento Alberto Bevilacqua, scrittore e poeta, sceneggiatore e regista, oltre che giornalista italiano, morto oggi nel corso della notte alla clinica privata Villa Mafalda di Roma dove era stato ricoverato lo scorso ottobre per scompenso cardiaco.
L’ATTIVITÀ DI SCRITTORE – Nato a Parma il 27 giugno 1934, Bevilacqua esordisce come scrittore nel 1955 con la raccolta di racconti “La polvere sull’erba”, che riceve l’elogio di Leonardo Sciascia. A questo seguono romanzi di successo, tra cui “La Califfa” del 1964 e “Questa specie d’amore” del 1966, che gli vale il Premio Campiello. Da questi libri trae gli omonimi film da lui diretti, usciti rispettivamente nel 1970 – “La Califfa” è il suo esordio alla regia – e nel 1972. La versione cinematografica di “Questa specie d’amore” riceve il David di Donatello per il miglior film. La sua carriera letteraria prosegue ininterrotta fino al 2012, anno in cui  pubblica l’ultimo libro, “Roma califfa”, dove racconta di quando a vent’anni si trasferì da Parma alla capitale in cerca di fortuna, dalle prima esperienze come cronista al Messaggero agli anni del boom e di Cinecittà, fino ai giorni nostri. Tra i suoi titoli più famosi si ricordano ancora “L’occhio del gatto”, vincitore del Premio Strega nel 1968, “Il viaggio misterioso” del 1972 e “I sensi incantati” del 1991, vincitori, questi ultimi due, del Premio Bancarella di quegli anni.
L’ATTIVITÀ POETICA – Intensa anche la sua attività poetica, il cui esordio avviene nel 1961 con la raccolta “L’amicizia perduta”, cui ne seguono numerose altre. L’ultima, “La camera segreta”, pubblicata nel 2011, gli vale il Premio Nazionale Letterario Pisa Sezione Poesia. 
L’ATTIVITÀ CINEMATOGRAFICA – Bevilacqua ha lavorato molto anche nel cinema, firmando la regia di vari film. Oltre a “La califfa” e a “Questa specie di amore” ha diretto anche “Attenti al buffone” (1976), “Bosco d’amore” (1981), “La donna delle meraviglie” (1985), “Tango blu” (1987) e “Gialloparma” (1999). È inoltre l’autore di diverse sceneggiature, tra cui “La cuccagna” di Luciano Salce (1962), “I tre volti della paura” (1963) e “Terrore nello spazio” (1965) di Mario Bava e “Anastasia mio fratello” di Steno (1973).
LE CIRCOSTANZE DELLA MORTE –  Le condizioni di Bevilacqua si erano purtroppo aggravate da tempo – lo scrittore era in stato di incoscienza – fino al triste epilogo di oggi. L’attrice Michela Miti, nome d’arte di Michela Macaluso, da oltre 10 anni compagna dello scrittore, aveva già denunciato Villa Mafalda presentando un esposto alla Procura di Roma. È tuttora aperto un fascicolo per accertare lesioni colpose e questa mattina, dopo aver appreso il decesso, i famigliari hanno subito chiesto al pm Elena Neri che si procedesse con l’autopsia per verificare le cause della morte. 
9 settembre 2013
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