Biblioteche

A Verona c’è la biblioteca più antica del mondo, ecco cosa custodisce

Con oltre 1200 manoscritti antichi, 11mila pergamene e 268 incunaboli, il patrimonio librario custodito fra le mura della Biblioteca Capitolare di Verona è fra i più preziosi al mondo
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La Biblioteca Capitolare, la più antica esistente al mondo, custode di saperi da 1600 anni, si apre al mondo per valorizzare e preservare quel bene inestimabile che è a tutti gli effetti patrimonio culturale dell’umanità. Allo scopo di custodire e valorizzare sempre più il tesoro in essa nascosto, è stata costituita la Fondazione Biblioteca Capitolare. Un progetto ambizioso, l’unico in grado di trasformare un gioiello storico e artistico di Verona in bene universale. Un cammino che si amplierà grazie anche al supporto della ricerca accademica e di progetti che coinvolgano realtà internazionali della cultura.

 

 
 
 
 
 
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Che tesori custodisce la Biblioteca Capitolare di Verona?

Famosa a livello internazionale per l’antichità e la preziosità dei suoi manoscritti, è stata riconosciuta come la Biblioteca più antica al mondo ancora oggi funzionante. A confermare questo dato è il celebre Codice Ursicino, datato 1 agosto 517 d.C. che attesta l’esistenza di uno scriptorium attivo già nel secolo precedente. Ma quali sono i tesori custoditi fra le mura di questa antichissima biblioteca?

 

 
 
 
 
 
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  1. l’Evangeliario Purpureo scritto su pergamena imbevuta nella porpora e con caratteri in argento ed oro;
  2. l’Indovinello Veronese, considerato l’atto di nascita della lingua italiana
  3. l’Iconografia Rateriana, forse la prima immagine integrale conosciuta di una città medievale;
  4. le Istituzioni di Gaio, unico testo al mondo di diritto romano pressoché completo
  5. la prima edizione del De Civitate Dei di Sant’Agostino contemporanea all’autore

Nasce una fondazione per valorizzare la biblioteca

Per valorizzare l’inestimabile patrimonio librario custodito dentro le mura della Biblioteca Capitolare di Verona, è nata una Fondazione per sviluppare, con il supporto del Museo Egizio di Torino, tre aree di attività connesse fra loro, fra cui: un’opera di digitalizzazione e messa in sicurezza del patrimonio librario custodito, una fitta attività di ricerca e collaborazione con altri centri della cultura nazionali e internazionali, il potenziamento del laboratorio di restauro e una serie di attività, mostre e conferenze dedicate. 

 

 
 
 
 
 
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