Forse non tutti sanno che nelle Marche...

5 specialità delle Marche che non tutti conoscono

L'autrice Chiara Giacobelli nel suo libro ci racconta cosa rende le Marche un territorio unico e cosa andrebbe fatto per valorizzarlo di più.
Le 5 specialità delle Marche che non tutti conoscono

MILANO – La Riserva Naturale Sentina, celebre per la presenza di deliziosa liquirizia; il museo Cinema contenente mille bozzetti cinematografici; i Monti Sibillini, bagaglio di leggende e tradizioni folcloristiche; il soprano Renata Tebaldi, antagonista storica della Callas; la Casciotta d’Urbino, il formaggio preferito da Michelangelo Buonarroti. Sono queste alcune delle numerose specialità delle Marche che non tutti conoscono contenute all’interno del libro “Forse non tutti sanno che nelle Marche…“, scritto da Chiara Giacobelli. La stessa autrice ci racconta cosa rende le Marche un territorio unico e cosa andrebbe fatto per valorizzarlo di più

 

 

Come nasce il progetto di questo libro?

Nasce da una collana della Newton Compton già avviata che si intitola appunto “Forse non tutti sanno che…” e prende in esame le principali città o regioni italiane. La richiesta di scrivere il libro è arrivata dalla casa editrice dopo il successo del mio precedente “101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita”: questo è un volume di approfondimento, potremmo dire, dove in 60 racconti cerco di racchiudere tutto il bello inedito della terra in cui sono nata.

 

Perché secondo te le Marche sono una regione poco valorizzata rispetto al resto del nostro Paese?

Perché per secoli la mentalità dei marchigiani è stata piuttosto restia a qualunque forma di turismo, o di intrusione da parte di estranei. Solo negli ultimi decenni si è compreso – anche grazie al ricambio generazionale – che far conoscere la nostra regione nel resto d’Italia, e magari anche all’estero, costituisce un valore aggiunto, oltre che un sistema per far crescere l’economia e migliorare dunque le vite di tutti. Di recente c’è allora stata un’inversione di tendenza: quella che prima era una terra sconosciuta, a poco a poco è diventata un paradiso sognato da molti, a cominciare dagli stranieri che qui acquistano sempre più case e terreni. D’altra parte, a livello di bellezze, di storia, di cultura, di famiglie importanti, di luoghi interessanti e di eccellenze non abbiamo nulla da invidiare alle altre regioni italiane: questo libro lo dimostra in modo evidente

 

Quali sono i principali luoghi, le storie e le curiosità tanto interessanti quanto sottovalutate delle Marche?

Ne cito alcuni presenti in “Forse non tutti sanno che nelle Marche…”: la Riserva Naturale Sentina è la più piccola area protetta della regione, celebre per la presenza di deliziosa liquirizia; il museo Cinema a Pennello a Montecosaro (Mc) raccoglie oltre mille bozzetti cinematografici e rappresenta una realtà tanto importante a livello culturale quanto unica al mondo; i Monti Sibillini – i cui capitoli sono stati curati dal professor Cesare Catà – sono un incredibile bagaglio di leggende e tradizioni folcloristiche; il soprano Renata Tebaldi, antagonista storica della Callas e divenuta famosa ovunque grazie alla sua splendida voce, è marchigiana, nata a Pesaro come Rossini; a livello enogastronomico la Casciotta d’Urbino è celebre da secoli per essere stata il formaggio preferito da Michelangelo Buonarroti. Potrei continuare a lungo, ma preferisco lasciare la scoperta delle altre meraviglie al lettore”

 

Perché è possibile affermare che le Marche sono un territorio unico, tutto da scoprire?

Perché a differenza della Toscana, della Lombardia o di altre regioni che sono state raccontate mille volte in mille modi diverse e in più sono anche state scoperte dai turisti ormai in tutto il loro splendore, le Marche sono rimaste a lungo in secondo piano, ad aspettare il loro momento. Molti tesori che custodiamo nella nostra regione, seppur unici al mondo come i Bronzi Dorati di Pergola o la casa natale di Raffaello, per non parlare dei luoghi leopardiani e del castello di Gradara in cui si consumò l’amore tragico di Paolo e Francesca, meritano di essere vissuti e conosciuti a fondo. Il mio libro cerca di raccontare qualcosa di tutto questo, ma poi, per capire realmente quanto unico sia questo territorio, bisognerebbe visitarlo di persona.

 

Cosa occorrerebbe fare per valorizzare maggiormente questo territorio?

Credo che negli ultimi anni sia il pubblico che il privato si siano rimboccati le maniche e abbiano dato tutto quello che potevano per rivalutare questa regione. In particolare, è stato fatto un ingente e valido lavoro attraverso la rete e i social network. Forse ciò che ancora manca è lo sviluppo di un turismo di lusso: purtroppo non abbiamo neppure un Relais & Chateaux e pochissimi sono gli hotel a 5 stelle.

 

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