Letture consigliate

5 libri da leggere assolutamente di Julio Cortázar

Se volete leggere libri fantastici e geniali, con personaggi dalla psicologia profonda, non potete non avventurarvi nei romanzi di Cortázar

MILANO – Maestro del racconto e narratore sperimentale, Julio Cortázar è uno scrittore che vi farà appassionare grazie alle sue storie ricche di fantasia, di atmosfere surreali, quasi metafisiche. Nonostante questa caratteristica forte dei suoi romanzi, lo stile di Cortázar è molto realistico, il che conferisce ai libri sensazioni uniche.

Chiunque non legga Cortázar è condannato – Pablo Neruda

Ecco dunque 5 libri da leggere assolutamente se si vuole conoscere la mente e la penna geniali di questo scrittore argentino.

Un certo Lucas

Con “Un certo Lucas”, Julio Cortázar prosegue il percorso iniziato con il suo capolavoro “Storie di cronopios y famas”, con cui fece della letteratura un mondo ludico e dissacrante. “Un certo Lucas” non è una raccolta di racconti, non è un romanzo, né un’opera di saggistica. È una collezione di bozzetti, di microracconti: l’itinerario nel quotidiano di una personalità straordinaria, quel Lucas che in fondo non è che un alter ego dell’autore. Che racconti la fine di una storia d’amore, un ricovero in ospedale o la creazione di un sonetto, la prosa di “Un certo Lucas” è giocosa e ironica: un vero e proprio antidoto contro magniloquenza e solennità.

I racconti

Che la letteratura argentina abbia dato nuovo spazio vitale a un glorioso genere narrativo quale il racconto fantastico, è cosa nota. Dopo Borges, Julio Cortázar ha avuto, in questo, un ruolo preminente. La caratteristica del suo modo di narrare è la precisione realistica in cui la trasfigurazione visionaria affonda le radici, dando vita a una galleria quasi metafisica di personaggi invisibili, dove il misterioso e l’irrazionale prendono corpo tra atmosfere popolari e ambienti altolocati, sullo sfondo di una Buenos Aires multiforme.

Rayuela. Il gioco del mondo

“Contro-romanzo”, “cronaca di una follia”, “il buco nero di un enorme imbuto”, “un grido di allerta”, “una specie di bomba atomica”, “un appello al disordine necessario”: con queste e altre espressioni venne salutato al suo apparire, nel 1963, “Rayuela”, uno dei capolavori del Novecento che ha cambiato la storia del romanzo e la vita delle persone che lo hanno letto. In una Parigi popolata da affittacamere xenofobe, intellettuali male in arnese, pianiste patetiche, scrittori distratti, facili vittime di incidenti stradali, l’eterno studente argentino Horacio Oliveira si muove attraverso la città e l’esistenza come attraverso le caselle del “gioco del mondo”. Un percorso dalla terra al cielo, da Parigi a una Buenos Aires grottesca alla ricerca del Centro, della vera vita e soprattutto di Lucia, “la Maga”, inconsapevole depositaria di ogni mistero e pienezza, l’unica che non dimentica che, in fondo, “per arrivare al Cielo servono solo un sassolino e la punta di una scarpa”.

Storie di Cronopius e di Famas

Questo libro è tra i più significativi dell’intera produione di Cortazar, quello in cui una lettura morale della realtà contemporanea assume le forme di apologo tanto preciso quanto elegante. Il libro trovò uno dei suoi sostenitori più attenti in Italo Calvino, il quale ebbe a presentarlo con queste parole: “I cronopios e i famas, due genie d’esseri che incarnano con movenze di balletto due opposte e complementari possibilità dell’essere, sono la creazione più felice e assoluta di Cortazar”.

Il giro del giorno in ottanta mondi

Il titolo del libro rimanda a Jules Verne, che Cortàzar definisce scherzosamente il suo omonimo, e insieme dichiara le intenzioni dell’autore: «Un viaggio intorno al mondo, come quello di Phileas Fogg, ma senza muovermi dalla mia scrivania. Un libro pazzo, da fuori di testa, fatto di ritagli e avanzi, come un grande collage». Ed è un vero e proprio viaggio quello che il lettore si trova a intraprendere: un viaggio attraverso un’epoca e un modo di intendere l’arte. Dai cronopios a Eugénie Grandet, da Jack lo Squartatore a Duchamp, dalla letteratura alla boxe al sempre amato jazz: infiniti sono gli spunti che l’autore raccoglie in questo volume, che si può leggere tutto d’un fiato o centellinare poco a poco. Con una freschezza e una spontaneità ancora intatte, Cortàzar crea il suo primo libro-oggetto, in cui a racconti, articoli e poesie affianca vignette, illustrazioni e foto per sfatare, ancora una volta, il mito della letteratura come esercizio di serietà.

© Riproduzione Riservata