Roba da scrittori

5 cose che gli scrittori sono stanchi di sentirsi dire

Scrivere per molti è una passione, ma per altri è anche un lavoro. Ecco tutte le frasi che gli scrittori o aspiranti tali odiano sentirsi dire
5 cose che gli scrittori sono stanchi di sentirsi dire

MILANO – Se sei uno scrittore, probabilmente trascorrerai molto tempo da solo. Perché per scrivere è necessario concentrarsi, isolarsi dal mondo per poterlo raccontare, guardandolo dall’alto senza superbia. Diversi scrittori, tra cui i celebri Amelie Nothomb e Huraki Murakami hanno più volte raccontato le loro abitudini di scrittura. Una fra tante, l’alzarsi verso le 4 di mattina per scrivere nella tranquillità più assoluta, senza essere disturbati. Scrivere è quindi un vero e proprio lavoro anche se molti non lo considerano tale e gran parte degli scrittori, o aspiranti tali, sono stufi di sentirsi dire le solite cose. Quali?

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1) “Cosa stai scrivendo?

Una delle domande più fastidiose che possa essere posta a uno scrittore. La scrittura è un processo privato e personale e solo pochi sono disposti a parlare di ciò che stanno scrivendo. La vera soddisfazione dello scrittore risiede nel consegnare il prodotto finito nelle mani del lettore e solo a quel punto ricevere feedback sulla storia che ha realizzato.

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2) Posso leggerlo?

La risposta a questa domanda è quasi sempre no. Un autore non vi dirà mai che potete leggere ciò che sta scrivendo prima ancora di finire la sua opera. Neanche se sei un familiare stretto, figlio o moglie.

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3) “Scrivi …per soldi?

Potrebbe sembrare una battuta poco pertinente, ma sono molti che non si capacitano del fatto che tantissime persone decidano di dedicarsi interamente alla scrittura. Certo, può non essere l’attività più redditizia di questo mondo, ma l’attività della scrittura porta soddisfazioni che vanno al di là di una semplice remunerazione in denaro. La soddisfazione più grande per uno scrittore è che la sua storia sia apprezzata, qualcosa che nato dalla sua mente riesca a colpire l’immaginario di più persone possibili.

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4) “Questo è quello di cui dovresti scrivere”

Voi scrittori o aspiranti tali ve lo sarete sentir dire spesso. E ‘ sicuramente da apprezzare il fatto che qualcuno sia attento al tuo lavoro e ti proponga argomenti di cui trattare, ma tutto deve avere un limite. Anche perché, in fin dei conti, è solo lo scrittore che decide ciò di cui scrivere, anche perché l’ispirazione nasce legata ad un argomento specifico e non può essere mai indotta.

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5) “Leggerai la mia storia?”

Va bene, in questa domanda ci può essere un complimento indiretto nei vostri confronti. Siete degli amanti della scrittura, venite riconosciuti come tali e vi chiedono consigli riguardo l’arte dello scrivere. Ma tu hai tuoi impegni e non puoi certo passare del tempo a correggere il lavoro di altri. Spesse volte finisce che il manoscritto del vostro amico rimanga per mesi e mesi sulla vostra scrivania senza che venga aperto o sfogliato.

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