25 aprile, 10 libri che raccontano la Liberazione

Il 25 aprile è il giorno in cui l'Italia festeggia la liberazione dal regime fascista. Ecco 10 libri per capire che cos'è la Resistenza
25 aprile, 10 libri che raccontano la Liberazione

MILANO – Il 25 aprile è festa nazionale per l’Italia, perché si celebra la Liberazione dal regime fascista grazie alla Resistenza delle forze partigiane. Il periodo della Resistenza è stato un periodo complesso, raccontato da romanzieri, storici e giornalisti in maniere differenti e spesso discordanti. Qui trovate una selezione di 10 libri per farsi un’idea più chiara e capire il significato del 25 aprile.

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1. Una questione privata, Beppe Fenoglio

Uno dei romanzi simbolo della letteratura neorealista, in cui storia d’amore e guerra si intrecciano alla perfezione, tracciando un doloroso affresco di un periodo controverso per la storia di molti uomini e donne.

2. La casa in collina, Cesare Pavese

Il momento piú alto della maturità dello scrittore Cesare Pavese: la storia di una solitudine individuale di fronte all’impegno civile e storico; la contraddizione da risolvere tra vita in campagna e vita in città, nel caos della guerra; il superamento dell’egoismo attraverso la scoperta che ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione. Il romanzo simbolo dell’impegno politico e del disagio esistenziale di un’intera generazione.

3. Il tempo migliore della nostra vita, Antonio Scurati

La storia di Leone Ginzburg, partigiano, dal momento in cui rifiutò di giurare fedeltà al fascismo l’8 gennaio 1934, fino alla sua morte suicida in carcere nel 1943. Il fondatore della casa editrice Einaudi è raccontato dalla penna di Antonio Scurati.

4. Partigiani della montagna, Giorgio Bocca,

A guerra appena finita il grande giornalista racconta quello che è stato il periodo storico che ha vissuto in prima persona, durante il quale il popolo italiano ha preso il proprio destino nelle sue mani.

5. Il sentiero dei nidi di ragno, Italo Calvino

La Resistenza vista con gli occhi di un bambino di dieci anni. Pin sarà costretto a passare rapidamente dai giochi d’infanzia alle violenze delle lotte tra fascisti e partigiani.

6. I quattordici mesi, Enzo Biagi

Le memorie di un altro grande giornalista e testimone di quei tempi, che raccoglie i ricordi dei mesi trascorsi insieme ai partigiani fino all’annuncio della Liberazione di Bologna.

7. Possa il mio sangue servire, Aldo Cazzullo

“Possa il mio sangue servire” furono le ultime parole che il capitano d’artiglieria Franco Balbis, unitosi ai partigiani, scrisse ai suoi genitori prima di essere fucilato dai fascisti. La sua storia e quella di tanti altri uomini e donne che hanno lottato per liberare l’Italia sono raccontate nel libro di Aldo Cazzullo.

8. L’Agnese va a morire, Renata Viganò

La storia è ambientata nelle Valli di Comacchio durante la seconda guerra mondiale, negli otto mesi precedenti alla liberazione dell’Italia il 25 aprile 1945. La protagonista è una lavandaia di mezz’età, di nome Agnese, che, dopo la morte del marito deportato, non essendosi mai interessata prima di politica, inizia a collaborare con i partigiani.

9. Io sono l’ultimo. Lettere di partigiani italiani, a cura di Stefano Faure, Andrea Liparoto e Giacomo Papi

Oltre cento lettere piene di amore, amicizia, di odio e violenza. Un racconto corale sul fascismo, la libertà e la democrazia. I partigiani, prima di tutto, erano giovani: si innamoravano, scoprivano di avere paura e coraggio. In queste lettere, raccolte con la collaborazione dell’Anpi, i testimoni viventi della Resistenza raccontano le torture, le bombe, i rastrellamenti. Ma anche la nascita di un bambino, un bacio mai dato, il piacere di mangiare o ridere in classe del Duce. Un racconto vivo, collettivo che arriva dal passato per parlare al presente.

10. I tre inverni della paura, Giampaolo Pansa

Giampaolo Pansa ci racconta una storia che nasce da lunghi anni di ricerche sulla Resistenza e sulle sue tante zone d’ombra. Un affresco della borghesia agraria emiliana, nell’arco di sei anni infernali, dal giugno 1940 alla fine del 1946. E una ricostruzione controcorrente di un’epoca feroce.

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