Le strane abitudini dei lettori

20 abitudini che solo i veri amanti dei libri possono capire

Alcune persone possono avere dei comportamenti assurdi, del tutto insensati. A meno che non siano davvero degli appassionati lettori
20 abitudini che solo i veri amanti dei libri possono capire

MILANO – La maggior parte della gente non può capire le reazioni dei lettori nei confronti dei libri. Dal più profondo sconforto alla più ineffabile felicità, ci sono alcuni comportamenti e alcuni modi di vivere la quotidianità che nessun non-lettore riuscirà mai a capire. Ecco 20 abitudini che solo i veri amanti dei libri possono capire fino in fondo.

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1) Non riuscire ricordarsi se un dato libro è in una data libreria, in una data automobile, in un dato zaino, imprestato a un dato amico dal quale non ha fatto più ritorno…

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2) Avere un numero “x” di libri in macchina (ricordiamo che qualsiasi sia “x”, è comunque un valore inquietante). Così, per essere pronti a ogni emergenza. O semplicemente perché in casa non ci stanno più…

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3) Avere sul comodino una pila di libri in progressiva espansione che rappresenta la lista dei libri in attesa di essere letti. E, ovviamente, quando terminiamo il libro in lettura, iniziarne uno che, ovviamente, non fa parte della data pila.

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4) Sentirsi abbandonati (di nuovo!) rileggendo il nostro libro preferito. Perché ci avviciniamo (di nuovo!) alla fine. E non vogliamo (di nuovo!) che finisca…

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5) Intimare ad amici, parenti, consanguinei e fidanzati di lavarsi le loro luride manacce, prima di prendere uno dei nostri preziosissimi libri.

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6) Accarezzare la copertina di un libro  prima di intraprenderne la lettura. Sussurrarle parole d’amore, promesse di felicità e coccole a profusione.

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7) In libreria, in biblioteca, ovunque trattare male le persone perché trattano male i libri. Perché i libri vengono prima!

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8) Continuare a cambiare il sistema di organizzazione delle nostre librerie personali perché non abbiamo ancora capito a quale parametro dare maggiore importanza (Genere? Autore? Colore? Ordine alfabetico? Ordine di gradimento? Dall’alto al basso? E altre svariate ipotesi…)

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9) Segnarsi su un apposito file excel lo stato attuale delle nostre letture da quando abbiamo imparato a leggere. Abbiamo un bisogno fisico di aggiornarlo, riesaminarlo e inserire ulteriori dati.

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10) Ammorbare i nostri amici con i entusiasmanti resoconti delle nostre letture. Rovinandogli sempre la visione di un film, qualora questo sia tratto da un romanzo che noi abbiamo letto.

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11) Rispondiamo alle avances dei nostri partner con: “Ancora due minuti, il tempo di finire il capitolo”.

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12) Una silente e pacifica lettura in un meraviglioso bookbar è per noi: 1) un’idea eccellente per un appuntamento, 2) un’idea eccellente per un’uscita con gli amici, 3) un’idea eccellente per ogni giorno della nostra settimana.

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13) Possediamo una copia dei nostri libri preferiti. E fin qui ci sembra una cosa assolutamente normale. Il dato inquietante è che spesso possediamo una copia di molteplici e differenti edizioni, dei nostri libri preferiti. Quella cartonata, quella brossurata, quella illustrata, quella da collezione, quella per il 25esimo anniversario di quando l’autore ha avuto la varicella…

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14) Andare sempre in giro con un libro, pronti a ogni evenienza, cataclisma e stato di crisi. Pertanto, le nostre borse e i nostri zaini devono avere dimensioni e capienze adeguate.

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15) Quando eravamo alle elementari, non capivamo perché i nostri amici di scuola rifiutassero tutti i nostri inviti a venire a casa nostra per leggere un po’ insieme.

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16) Molte volte abbiamo lo stesso libro sia in versione cartacea che in digitale sul nostro e-reader. Perché non si sa mai.

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17) Quando abbiamo ospiti in casa, noi lettori celiamo le nostre molteplici pile di libri sotto a coperte e tovaglie, dissimulando nuovi e minimalisti elementi di design e arredamento.

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18) Quando gli ospiti se ne vanno, iniziamo a usare davvero le nostre pile di libri come se fossero funzionali elementi di arredamento.

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19) I nostri fratelli più piccoli hanno rovinato i nostri libri di quando eravamo ragazzi o, peggio ancora, hanno disgregato e disperso la nostra collezione completa di “Piccoli brividi”. Un colpo dal quale probabilmente non ci riprenderemo mai. E mai perdoneremo.

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20) Un giorno senza libro è un giorno in cui noi lettori ci sentiamo smarriti. Ci siamo dimenticati di metterlo in borsa, l’e-reader è scarico, all’orizzonte non si vedono librerie. Nessuno potrà mai salvarci da questa malinconia.

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