La benedizione delle penne

Maturità, polemica per la cerimonia di benedizione delle penne degli studenti

Oggi in un liceo di Aversa, in provincia di Caserta, si è svolta "la cerimonia di benedizione delle penne" per tutti gli studenti che sosterranno la maturità
Maturità 2016

MILANO – Manca meno di un mese alla maturità e gli studenti aspettano questo grande traguardo con ansia. Ci sono quelli che studiano tutto il giorno e quelli che vivono alla giornata sperando che gli vengano sottoposte le sole domande di cui sa la risposta. Ovviamente c’è chi in un momento del genere si affida anche alla preghiera. Oggi al Liceo statale Niccolò Jommelli di Aversa, in provincia di Caserta, si è svolta “una cerimonia di benedizione delle penne” per tutti gli studenti che fossero interessati a partecipare. La scelta ha fatto scoppiare la polemica. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

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LA COMUNICAZIONE DEL PRESIDE – Ai maturandi del liceo multidisciplinare di Aversa è arrivata qualche ora fa una comunicazione che ha sorpreso tutti, il mittente il dirigente scolastico Rosa Celardo. La comunicazione recitava: “Lunedì 30 maggio 2016 dalle ore 12.15 alle ore 13.15 gli alunni delle classi quinte, accompagnati dai docenti in servizio, si riuniranno nell’aula magna per un momento di preghiera in preparazione dell’Esame di Stato. Nel corso della riunione sarà celebrata la cerimonia “benedizione delle penne”.” Una comunicazione che ha fatto storcere il naso per le dirette e immediate implicazioni, anche perché non è stato indicato che cosa avrebbero fatto i non cattolici o ad esempio gli atei.

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LA REAZIONE POLITICA – Camilla Sgambato, deputata casertana del Pd, in un post su Facebook ha scritto: “Credo che lei non volesse parlare di preghiera, né tanto meno di benedizione in senso tecnico. Lei sa bene, infatti, che queste si tengono nelle sedi a ciò deputate. Nella scuola no”. Ma questa non è stata l’unica reazione. Da tutte le parti d’italia sono arrivate critiche, che hanno sottolineato quanto sia stupido affidarsi alla superstizione o alla religione, in una prova che dipende dalle qualità e dall’impegno di ogni singolo individuo. Voi cosa ne pensate?

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LA BENEDIZIONE –  Don Giuseppe Marmorella, docente di religione tra i promotori dell’iniziativa, si stupisce delle polemiche, poiché ha affermato che si tratta di una iniziativa che che vuole lanciare un segnale di serenità, non un segno di superstizione. Non è, tra l’altro, la prima volta che si verifica una cosa del genere, il rito ha radici antiche, con primogenitura vantata dalla provincia di Teramo, dove la benedizione delle penne si fa da anni nel santuario di San Gabriele, ai piedi del Gran Sasso: all’esterno del santuario, gli studenti alzano le mani al cielo, impugnando gli strumenti che useranno nelle temute prove scritte. La speranza è che la penna possa aiutare gli studenti a scrivere tutto ciò che li possa aiutare per avere successo il giorno della prova. Gli esonerati, una trentina in tutto l’istituto sono rimasti in classe con altri docenti. La maggioranza degli alunni ha quindi aderito.

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