Maturità 2020

Ipotesi per Maturità 2020: nessun bocciato e un maxi esame orale

Per la Maturità 2020 occorre un piano di emergenza. Ecco, i possibili scenari per la chiusura dell'anno scolastico, secondo Repubblica
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Sono ancora tante le incertezze che concernono la scuola, in particolare la Maturità 2020. La ministra Azzolina e il suo entourage stanno lavorando alla scrittura di un primo decreto per definire modalità e date, a proposito della chiusura dell’anno scolastico. Su Repubblica, Corrado Zunino ipotizza un piano d’emergenza per fronteggiare una situazione senza precedenti.

Nessun bocciato

Fra le ipotesi messe in campo da Repubblica, c’è anche la possibilità che nessun studente venga bocciato. Questo non significa imporre un “6 politico” per decreto ministeriale, ma affidare ai docenti il compito di promuovere, nonostante i debiti. 

Maturità 2020

Sono più di 400 mila gli studenti che si affacciano alla Maturità e che attendono notizie sicure circa l’esame di Stato che si troveranno ad affrontare. Come preannunciato dalla ministra Azzolina, le modalità d’esame saranno semplificate, ma il livello dell’intervento si conoscerà soltanto il 15 aprile. L’unico dato certo, per il momento, è che le commissioni d’esame saranno composte da membri interni e un Presidente esterno. Si valuta, inoltre, la possibilità di ammettere tutti all’esame finale. 

La prima prova

Il primo scritto dell’esame di Stato resterebbe unico e nazionale. Tuttavia, si dovrebbe tener conto del fatto che il programma del secondo quadrimestre è stato svolto parzialmente e con video-lezioni. 

La seconda prova

Ancora più complicato è ipotizzare una prova unica e omogenea per il secondo giorno della Maturità 2020 con la doppia prova (al Liceo classico gli scritti di LatinGreco, allo Scientifico MateFisica e così via). Le chiusure differenziate delle scuole nelle diverse regioni italiane non consentono di equiparare la preparazione di tutti studenti italiani sul medesimo piano. Per questo motivo, le tracce della doppia prova potrebbero essere proposte dalle singole commissioni, riferisce Repubblica. 

Quando si ritorna a scuola

Appare sempre più probabile l’ipotesi che a scuola quest’anno non si torni proprio. La data limite sarebbe quella del 17 maggio. Se entro quella domenica non ci saranno notizie certe sul rientro, si vanificherebbe ogni ipotesi di rientro. “Le ammissioni, ovviamente, resteranno per cento maturandi su cento, ma il 17 e il 18 giugno non ci saranno più i due scritti”, scrive Corrado Zunino su Repubblica. In questo caso, potrebbero non esserci neppure le prove scritte, come avvenne a L’Aquila nel 2009, dopo il terremoto. Tutta la prova in questo caso sarà centrata sul colloquio orale, che a quel punto “dovrà essere rafforzato”. I

 

 

 

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