Una storia di lezione online

Grazie prof per le lezioni online, ma mi manca la mia scuola

L'esperienza delle lezioni online di Alessandra Trovato, una studente della IV A del Liceo Classico "Gorgia" di Lentini (Siracusa)
Grazie prof per le lezioni online, ma mi manca la mia scuola

È lunedì. La solita sveglia, tac, spenta. Alzarsi per fare colazione. Ma, non credevo potesse mai accadere, sono rimasta in pigiama. Oggi come deciso dal Ministero dell’Istruzione  non si va (fisicamente) a scuola. Oggi iniziano le lezioni online, si va in classe grazie ai bit del mio portatile. Come me tutti i miei compagni di classe hanno vissuto la medesima esperienza. Ognuno a casa propria, abbiamo preso parte ad una video lezione con i nostri insegnanti. 

Era da giorni che nel gruppo di classe ci facevamo delle domande del tipo “ragazzi ma secondo voi come andrà?” O “ma che ci interrogano?” Le domande si sono materializzate minuto dopo minuto, secondo dopo secondo, dietro quello schermo prendeva tutto vita. 

Le lezioni online un’esperienza molto utile 

L’organizzazione è stata ‘al top’. I professori ci hanno mandato nei gruppi di classe i link per partecipare alla chiamata. Noi tutti chi con il cellulare chi con il computer ci siamo connessi. Le lezioni online sono state chiare ed esaustive. Anzi, la concentrazione è stata massima. Che esperienza pazzesca. Essere in classe da casa mia direttamente dalla la mia camera. Spettacolo!

Devo dire che il tempo dedicato alla video lezione è stato davvero importante. L’emergenza non è riuscita a togliermi qualcosa d’importante. Non mi ha lasciato l’angoscia di rimanere indietro con le lezioni. Mi ha per certi versi tolto i sensi di colpa di non poter essere a scuola. Di non potere imparare. La stessa cosa mi hanno rivelato i miei compagni. Grazie alle lezioni online pur rimanendo a casa non abbiamo perso tempo.

Mi manca la mia classe

Nonostante sia andata bene, ho sentito moltissimo la differenza; mi è mancato (anche se può sembrare strano) arrivare a scuola in motorino, preoccuparmi di essere in ritardo, scherzare con i miei compagni e ridere con la mia compagna di banco perché il prof. ha sbagliato qualcosa.

Mi è mancato temere che l’insegnante di matematica mi chiami alla lavagna, essere vicina all’insegnante che spiega, scappare in mensa appena suona la campana della ricreazione e uscire in cortile a stare un po’ al sole oppure restare a dialogare del più e del meno con il collaboratore scolastico. 

Mi chiedo come sia stato per i professori non avere davanti (fisicamente) la loro classe, sarà stata un’esperienza sicuramente strana. Cosa hanno pensato loro delle lezioni online? Erano dietro lo schermo e non potevano tenerti sotto controllo.

Ciò di cui sono certa è però che in un momento così difficile, è stata la cosa più giusta che si potesse fare, si tratta di un grande senso di responsabilità e per ora rimanere a casa propria è fondamentale, non va considerata come una vacanza, è un’emergenza, un “male necessario”, speriamo finisca presto. 

Di fatto, però, per adesso la cosa migliore da fare per il bene degli altri, delle persone che si vogliono bene, e di noi stessi è restare in casa!

Alessandra Trovato

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