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Elezioni 2022, la scuola è una priorità per gli italiani nell’agenda politica

Un'indagine condotta dal sindacato Gilda in vista delle prossime elezioni ha svelato che per oltre il 90 per cento degli italiani la scuola debba essere in cima alla lista degli impegni della classe politica.

La scuola è una priorità per il 90 percento degli italiani. In collaborazione con SWG, il sindacato Gilda degli Insegnanti ha condotto un’indagine e chiesto ad un campione di intervistati di nazionalità italiana quali fossero secondo la loro opinione i temi prioritari da inserire nell’agenda politica del nostro Paese. Ecco i risultati, che sembrano attestare che le azioni necessarie da intraprendere in una nuova agenda politica riguardino per la maggior parte l’argomento scuola. 

L’indagine Gilda sulla scuola e le priorità nell’agenda politica

Secondo oltre la metà della popolazione, edilizia scolastica e precariato sono i problemi su cui il prossimo governo dovrebbe mettere in campo gli interventi più urgenti in fatto di scuola. 

Per 9 italiani su 10, l’istruzione deve rivestire un ruolo di primo piano nell’agenda politica e per rilanciare la scuola le leve principali su cui bisogna agire sono la stabilizzazione dei docenti precari e la riqualificazione degli edifici scolastici. È quanto emerge da un sondaggio flash realizzato dalla SWG per la Gilda degli Insegnanti.

Oltre il 90 per cento degli intervistati ritiene che la scuola debba essere in cima alla lista degli impegni della classe politica: per il 54 per cento dovrebbe occupare una posizione ‘prioritaria’, per il 38 per cento ‘importante’. 

Analizzando la composizione sociale del 54 per cento degli intervistati che ritiene prioritario il tema dell’istruzione scolastica, risulta che a considerarlo tale sono soprattutto i genitori di figli che frequentano la scuola secondaria (65 per cento), le persone laureate (63 per cento) e i ceti medio-alti (59 per cento). 

Prendendo in esame l’età degli intervistati, invece, si evidenzia che di quel 54 per cento la maggior parte è costituita da 35-54enni (51 per cento) e over 55 (61 per cento), mentre maggiore freddezza è dimostrata dai giovani tra i 18 e i 34 anni (46 per cento).

Il precariato e la questione degli spazi

Precariato e inadeguatezza degli spazi dove svolgere l’attività didattica vengono indicati come i problemi della scuola più impellenti ai quali il prossimo governo dovrebbe dedicarsi.

Per il 27 per cento l’intervento più urgente da mettere in campo riguarda la stabilizzazione dei docenti precari, a garanzia della continuità didattica, e il potenziamento del sistema di reclutamento con concorsi a cadenza annuale, mentre il 26 per cento lo individua nella riqualificazione degli edifici scolastici attraverso l’ampliamento degli spazi e la riduzione del numero di alunni per classe.

Secondo il 21 per cento, invece, la priorità spetterebbe al contrasto alla dispersione scolastica e al recupero del divario tra studenti del Nord e del Sud; il 16 per cento alla sburocratizzazione del lavoro dei docenti e il 10 all’aumento degli stipendi degli insegnanti.   

Come insegnanti – commenta Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti – siamo confortati dall’attenzione che l’opinione pubblica dimostra di avere verso la qualità dell’istruzione in Italia. Ci auguriamo che questo sentimento diffuso contagi anche coloro che si assumeranno la responsabilità di governo dopo le elezioni. I cittadini italiani sembrano aver compreso bene che investire sull’istruzione significa investire sul futuro del Paese”.

 

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