Edifici scolastici migliori per rilanciare l’istruzione ma anche l’economia italiana

Abbiamo seguito i dati del rapporto Unicef su ''Scuola e benessere dei bambini!'' che collocano l'Italia agli ultimi posti della classifica internazionale condotta su 29 Paesi...

I dati del rapporto Unicef, che colloca l’Italia al 22simo posto su 29 Paesi nel Rapporto dell’Unicef sul benessere dei bambini a Scuola nei Paesi avanzati, non può che farci riflettere sul grave stato in cui sono costretti a vivere ed operare i bambini e i ragazzi all’interno degli edifici scolastici.

Abbiamo seguito i dati del rapporto Unicef su “Scuola e benessere dei bambini!” che collocano l’Italia agli ultimi posti della classifica internazionale condotta su 29 Paesi. Tutto ciò non ci meraviglia ma ci dà lo spunto per affrontare una questione che avvertiamo come pericolosa ovvero il grave stato degli edifici scolastici italiani.

Pensiamo al grave disagio dei nostri bambini nell’operare in edifici malridotti,  con aule dai muri e arredi in pessime condizioni. Tutto ciò non è sicuramente il simbolo di un Paese Civile. Basta fare un giro per le scuole d’Italia, soprattutto quelle del Centro-Sud, per accorgersi che alunni e professori sono costretti a lavorare e studiare in condizioni pietose. Aule sporche,  banchi e sedie malridotte, palestre che non esistono e inagibili. In molte scuole quando piove l’acqua arriva all’interno delle classi. Che modo è questo di far vivere bambini, ragazzi e insegnanti?

Studi approfonditi dimostrano il condizionamento che crea un brutto ambiente  sul processo educativo dei bambini e dei ragazzi. Come si può non tenerne conto? Ma quanto lavoro creerebbe ricostruire e/o ristrutturare  le scuole italiane? Economisti e politici porrebbero subito la domanda “ma chi paga tutto questo?”.  Noi rispondiamo lo Stato, come è giusto che sia, cercando di sperperare meno, magari evitando di finanziare una miriade di piccoli eventi territoriali che non servono a niente e a nessuno, utili solo per fini demagogici e per le campagne elettorali.

Tra l’altro investire su un rilancio immobiliare della Scuola italiana farebbe muovere l’economia perché metterebbe in attività aziende e operai che non aspettano altro che di poter trovare lavoro. La scuola bisogna comprendere che è sacra, è la base di un paese civile, il futuro di una Nazione e il primo punto su cui investire. Tra l’altro paghiamo così tante tasse, impieghiamo il denaro pubblico per un fine sociale molto importante.

Diciamo tutto ciò perché crediamo che uno Stato che agisce bene nella formazione educativa-scolastica ha più chance di creare benessere nella popolazione. Una popolazione opportunamente acculturata è meno condizionabile dalla demagogia, è più critica e in genere agisce con maggior senso civico e rispetto della cosa pubblica. Magari questo può piacere poco all’attuale Politica, ma sinceramente speriamo che si possa prendere coscienza che il vero cambiamento in Italia si può fare solo attraverso una buona educazione scolastica e leggendo molto di più di quanto non facciamo adesso.  

 

11 aprile 2013

 

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