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Caratterizzare i personaggi, ovvero Don Abbondio sul Titanic

Per la rubrica "Come diventare scrittore" curata da Giulio Ravizza, ecco come caratterizzare i personaggi nel racconto

Dopo aver chiarito la distinzione tra parti e personaggi con l’articolo della settimana scorsa, ecco tre dritte di numero, utili allo scrittore che deve caratterizzare i suoi personaggi.

Perché scrivere un libro, ovvero Aida, Fantozzi e le scodelle natufiane

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Perché scrivere un libro? Giulio Ravizza in uscita con il suo libro “L’influenza del blu” ci guida attraverso la sua esperienza di scrittura

Prima dritta. Non appiattirti su uno stereotipo assoluto. Se vuoi caratterizzare un antagonista, invece di raccontarlo come un malvagio in senso assoluto, potrebbe essere più efficace affiancare un momento in cui mostri un suo spicchio di umanità o un aspetto più nobile dei suoi gesti. Vale anche per l’eroe, per il buono, per il giusto: se riesci a far emergere un suo angolo egoista, ad esempio nel rinunciare a tutto pur di raggiungere il suo scopo, questi sarà molto più rotondo e interessante. 

Perché non scrivere, ovvero a nessuno gliene importa nulla di te

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Continua la nostra rubrica “Come diventare scrittore” curata da Giulio Ravizza. In questo appuntamento scopriremo i motivi validi “per non scrivere” un libro

Seconda dritta per caratterizzare i tuoi personaggi. I personaggi devono essere coerenti con loro stessi ma allo stesso tempo devono evolvere insieme al romanzo. Un bel problema (ricorda un po’ il tema della tensione narrativa), perché l’accusa di incoerenza svanisce al crescere di quella opposta: i personaggi sono piatti! Un elemento di grande difficoltà che ho incontrato io stesso nel costruire il protagonista de L’influenza del blu è stato proprio questo. Per far evolvere in maniera coerente il mio Mehmet, ho pensato ad un episodio di vita vissuta che certamente è capitato anche a te. Ti è mai successo di rivedere dopo tanto tempo una persona che una volta frequentavi assiduamente? Il compagno di banco delle medie, un’ex fidanzata, quell’amico con cui passavi le vacanze. Se ci fai caso, quando dopo molti anni lo rivedi, hai la sensazione di ritrovare la persona di sempre ma anche qualcuno di diverso: più adulto, maturo, completo. E’ come se tutti noi fossimo diversi pur “facendo rima” con le persone che eravamo anni fa. Ecco, l’evoluzione di un personaggio io consiglio di farla riferendosi a quel compagno-amico-fidanzata ritrovato. 

La tensione, ovvero la crudeltà di venire al mondo

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Continua la nostra rubrica “Come diventare scrittore” curata da Giulio Ravizza. In questo episodio scopriamo come “viene al mondo” una storia da pubblicare

Come scrivere un inizio, ovvero cyberbullismo su Manzoni

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Continua la nostra rubrica “Come diventare scrittore” curata da Giulio Ravizza. In questo episodio, scopriremo come scrivere l’inizio di un libro

Terza dritta. Per sapere se sei riuscito a caratterizzare per bene un tuo personaggio, prendilo di peso e mettilo in un altro mondo che con lui non c’entra niente. Se sai come si comporterebbe anche in quell’ambiente, se sai qual è la sua verità, significa che lo hai caratterizzato bene. Già che ho citato Manzoni: prendi Don Abbondio e collocalo sul Titanic nel 1912. Se sai come si sarebbe comportato mentre si calavano le scialuppe, vuol dire che Manzoni è uno bravino. Riesci a figurarti Sandokan catapultato in una festa insieme a Madame Bovary? E Ulisse a pesca con Zeno Cosini? Si potrebbe obiettare che questo vale anche per le parti: non ci vuole troppa immaginazione per prevedere cosa farebbe l’idraulico di YouPorn (citato nell’articolo precedente)  ad una festa con Madame Bovary, ma oltre quell’unica azione che qualifica la parte (il non aggiustare i lavandini) non sapremmo cosa inventarci. 

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Leggere molto aiuta a scrivere bene

Per scrivere bene e produrre testi capaci di attirare un vasto pubblico è necessario leggere molto. Solo i grandi scrittori possono essere veri maestri

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Nel mio L’influenza del blu ho cercato di osare molto sul fronte della caratterizzazione dei personaggi, forse un po’ troppo per un esordio. Ma tant’è: ero attratto dall’idea di un romanzo in cui il protagonista fosse assolutamente fuori dagli schemi, tanto da non essere neppure una persona.
Come il titolo suggerisce, il personaggio principale del mio romanzo è infatti il colore blu: l’azione dipende dalla sua assenza o dalla sua presenza in scena. Un bel problema far empatizzare il lettore a questo tipo di protagonista: tu ci andresti a bere una birra col blu? Ti fa compassione il blu? Sei d’accordo col blu? L’esempio del personaggio Blu sembra contraddire tutte le dritte che io stesso ho appena dato e chiedo scusa se questo genera confusione. Il punto che sto cercando di fare però è il seguente: se hai l’ambizione di caratterizzare i tuoi personaggi in maniera selvaggiamente nuova, devi conoscere le “regole classiche”, così sai cosa ignorare.

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Che differenza c’è fra Don Abbondio e l’idraulico di YouPorn?

Per la rubrica “Come diventare scrittore”, Giulio Ravizza ci guida attraverso la sua esperienza nel percorso della scrittura di un libro: dalle motivazioni, all’ideazione fino all’editing, alla scelta dell’agente, all’auto-pubblicazione

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