Giorno della Memoria

Come spiegare in classe la Shoah ai bambini

Come si può raccontare l’orrore dell’Olocausto agli studenti? La docente Giuliana Fedele ci spiega la Shoah attraverso l'arte e la poesia
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Nei diversi percorsi didattici intrapresi con i miei alunni in questi anni, mi sono resa conto che il linguaggio migliore per affrontare i temi legati alla Shoah, è quello mediato dalla poesia e dall’arte. L’idea di usare un’opera pittorica o una poesia per studiare la Shoah deriva dalla convinzione che un contributo così intimo e personale, possa essere più efficace di un contenuto storico nell’attivare  la curiosità e l’interesse iniziale degli alunni.

Partire dalle domande degli alunni

Le opere d’arte rivelano l’interiorità, al loro centro sta la dimensione umana e questo può generare un’attenzione immediata, creare empatia sicuramente maggiore rispetto a un testo scritto. Allo stesso modo proporre la fotografia del bambino che ha scritto quella poesia o realizzato quel disegno e passare dalla sua descrizione oggettiva alla scoperta della sua storia seguendo il filo delle domande degli alunni mi permette di pormi in ascolto, di non dare nulla per scontato e accompagnare i miei alunni nella scoperta della storia di quegli orrori attraverso il filo delle loro domande volte a scoprire e conoscerlo sempre più.

L’importanza del contesto

Insegnare l’importanza del contesto in cui la storia personale del personaggio scelto si è svolta è fondamentale. Accompagno i miei alunni a conoscere la vita del loro coetaneo prima dell’orrore di cui è stato partecipe. Insieme conosciamo la sua famiglia, i suoi giochi, il paese dove ha vissuto, in un continuo parallellismo tra la sua realtà e la nostra.

Le attività di laboratorio

Procediamo così attraverso attività laboratoriali dove si alternano momenti di osservazione delle fonti, circle time, ed attività di espressione artistica per lasciare traccia delle emozioni e della storia che si va svelando. Si tratta di scoprire le tracce di quel bambino e attraverso la sua storia, produrne di altre filtrate dalle nostre emozioni perché ne restino di nuove: tracce della consapevolezza che andiamo acquisendo, tracce delle emozioni, segni della sua storia e della nostra, per rilanciarne il ricordo.

L’incontro con le famiglie

Insieme attraverso l’utilizzo di linguaggi diversi i bambini producono la loro rielaborazione artistica dell’incontro coi temi della Shoah e la presentano ai coetanei e alle famiglie.
Qualcosa di bello è nato dall’incontro, una nuova consapevolezza “Noi possiamo imparare a guardare, possiamo ricordare e raccontare, possiamo lasciare tracce, possiamo cambiare le cose, possiamo fare”. Forse la meraviglia di un mondo migliore, sta nel non spegnere la luce incantata che brilla negli occhi di tutti i bambini e nello spingerli a conoscere, a condividere emozioni e speranze, nel reciproco rispetto e nella ricerca della bellezza che nasce dalla nostra diversità.

Esempio di una lezione sulla Shoah

Questa unità didattica vuole essere una risorsa interdisciplinare per l’insegnamento della Shoah. Consiste nell’utilizzo di testi narrativi sulla vita di Marc Chagall, ma soprattutto nell’utilizzo delle opere più importanti realizzate dal grande artista nell’arco dei momenti cruciali della sua vita. L’approccio interdisciplinare tra narrazione, contesto storico e pittura, apre percorsi alternativi consentendo di mettere in atto competenze diverse nel misurarsi con i materiali proposti. 

Clicca di seguito per visualizzare l’intera lezione: Lezione Shoah

di Giuliana Fedele

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