Serie tv da non perdere

3 buoni motivi per guardare la nuova stagione della serie tv “L’amica geniale”

Abbiamo visto in anteprima i primi due episodi della nuova serie tv de "L'amica geniale". Ai noi sono piaciuti e vi spieghiamo perché...
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Stasera su Rai1 andranno in onda i primi due episodi della nuova stagione de “L’amica geniale. Storia del nuovo cognome”, diretta da Saverio Costanzo e ispirata al bests seller di Elena Ferrante, edito da Edizione E/O. Un appuntamento speciale per rivivere le emozioni che la quadrilogia di Elena Ferrante ci ha regalato in questi anni, conquistando oltre 10 milioni di lettori in tutto il mondo. 

Dopo aver visto in anteprima le prime due puntate della seconda stagione, vi raccontiamo perché, a nostro avviso, la serie tv merita di essere seguita. 

Di cosa parla la seconda stagione

Gli eventi del secondo capitolo de “L’amica geniale” riprendono esattamente dal punto in cui è terminata la prima stagione. Lila ed Elena hanno sedici anni e si sentono in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso sé stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il banchetto di nozze dell’amica, ha capito che non sta bene né nel rione né fuori. Nel corso di una vacanza a Ischia le due amiche ritrovano Nino Sarratore, vecchia conoscenza d’infanzia, diventato ormai studente universitario di belle speranze. L’incontro apparentemente casuale cambierà per sempre la natura del loro legame, proiettandole in due mondi completamente diversi. Lila diventa un’abile venditrice nell’elegante negozio di scarpe della potente famiglia Solara al centro di Napoli; Elena, invece, continua ostinatamente gli studi ed è disposta a partire per frequentare l’università a Pisa.

1. Ci riporta nella Napoli degli anni Cinquanta

Saverio Costanzo ci catapulta nel cuore del Rione Luzzatti di Gianturco con la violenza e l’esasperazione tipica delle periferie napoletane negli anni Cinquanta. La ferrovia, gli edifici in costruzione, il polverone sabbioso depositato nei vicoli, il traffico, sono gli elementi che compongono la scenografia del secondo capitolo de “L’amica geniale”. Lo spazio in cui ci troviamo catapultati è lo specchio dei personaggi che lo abitano: caotico, povero, disperato, ma anche sanguigno e vitale. 

Set_Napoli_32. Racconta la complessità dell’amicizia senza banalizzarla

Ed è da questo magma incandescente di gesti, grida e persone, che soltanto la giovane Lenù sembra progressivamente astrarsi. Mentre Lila è la rappresentazione più viscerale del rione, Lenù ne rappresenta l’aspetto più razionale. Se Lila è sangue, passione e istintualità, Lenù filtra il suo turbamento, pondera le parole, osserva con attenzione prima di esporre sé stessa. Ma è, forse, proprio a partire da questa diversità che l’amicizia fra Lila e Lenù diventa il centro propulsore delle loro esistenze, il nucleo originario a cui tornare nel momento di smarrimento. 

amica geniale3. Ci apre gli occhi sulla violenza domestica 

Fra i temi caldi che la seconda stagione propone c’è quello della violenza domestica, presente sin dalla prima puntata, quando scopriamo sul volto di Lila, di ritorno dal viaggio di nozze, i segni delle botte prese dal marito Stefano Carracci. Ma a stupirci non è tanto l’omertà delle persone vicine alla coppia, che fingono di non vedere i lividi di Lila, quanto l’evolversi della posizione dell’amica Lenù. Inizialmente sconvolta e indignata di fronte al comportamento violento di Stefano, Elena si convince progressivamente che la responsabilità delle botte sia in parte attribuibile a Lila, dipinta come capricciosa, ingrata e indisponente nei confronti del marito. Per cui alla fine, la violenza trova una giustificazione anche gli occhi di chi ama Lila e vuole il suo bene. Una dinamica che conosciamo fin troppo bene a partire dai casi che costellano la cronaca del nostro Paese ancora oggi. 

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