Intervista-spettacolo

“Wikipiera”, in scena al Parenti i primi 50 anni di carriera di Piera degli Esposti

In scena dal 1° dicembre al Teatro Parenti, l'attrice Piera degli Esposti insieme a Pino Strabioli racconta con disinvoltura la sua vita e le sue passioni
"Wikipiera", in scena al Parenti i primi 50 anni di carriera di Piera degli Esposti

MILANO – All’interno di un’ambientazione essenziale, in cui due sedie e un leggio sostengono la struttura narrativa, Piera degli Esposti racconta con disinvoltura  la sua vita e le sue passioni. Lo spettacolo è in programma dal 1 all’11 di dicembre al Teatro Franco Parenti di Milano.

PERCORSO A RITROSO WikipierA è un gioco, un racconto, ma soprattutto un percorso a ritroso; un’intervista dal vivo, condotta da Pino Strabioli, nella quale la grande attrice ripercorre i suoi più che 50 anni di carriera: dagli amori impossibili e quelli possibili, agli incontri fondamentali come quello con la scrittrice Dacia Maraini e il regista Marco Ferreri, Lucio Dalla, De Chirico.  Piera ci descrive con semplicità e immediatezza  il rapporto profondo e controverso con la mamma, la passione per Bologna, e poi ancora le tappe della sua carriera, dall’indimenticabile interpretazione di Molly cara di Joyce, per cui Eduardo De Filippo sentenziò “Chesta è o vierbo nuovo”, al cinema d’autore e agli ultimi successi televisivi.

INTERVISTA-SPETTACOLO – Un’intervista a Peira degli Esposti che diventa uno spettacolo, un vero e proprio show, un concerto fra brani di grande teatro e ricordi in cui vive la  poesia di quello straordinario secolo del Novecento e del suo teatro, in tutte le sue declinazioni e sperimentazioni, passando da Joyce a D’Annunzio, fino ad  Achille  Campanile. L’esibizione segna il ritorno alle scene della grande attrice, dopo quasi 10 anni di assenza; un’intervista spettacolo che termina con un monologo di Beckett, Dondolo, che lascia incantati. WikipierA è un viaggio piacevole e sorprendente nella vita e nelle emozioni dell’attrice, nelle scelte e nelle passioni, nel suo essere un po’ controcorrente ma coerente. É il racconto di un’inebriante stagione della cultura italiana, la più irriverente forse, la più insolente, ma anche quella che ha lasciato tracce indelebili.

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