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Pinocchio, la versione inedita firmata Guillermo del Toro

Appena uscito su YouTube, il primo trailer di "Pinocchio" ha subito fatto parlare di sé. La versione di Guillermo del Toro promette qualità, coinvolgimento e, soprattutto, la lettura inedita di una storia che tutti abbiamo imparato a conoscere con libri e film.

Guillermo del Toro approderà presto su Netflix con un’interessante trasposizione di “Pinocchio“. Disponibile dal 9 dicembre sulla piattaforma leader dello streaming, il “Pinocchio” di del Toro sembra essere diverso, nuovo, rispetto a come lo abbiamo conosciuto noi attraverso il romanzo di Collodi e le numerose pellicole ad esso ispirato.

Guillermo del Toro e l’importanza di Pinocchio 

Lo ha esplicitato più volte, del Toro, che Pinocchio è uno dei suoi personaggi preferiti, quello che forse più di tutti lo ha influenzato nella costruzione dei suoi scenari e dei suoi memorabili protagonisti:

«Nessuna forma d’arte ha influenzato la mia vita e il mio lavoro quanto l’animazione e nessun personaggio ha avuto un legame profondo con me quanto Pinocchio. Nella nostra storia, Pinocchio è un’anima innocente con un padre indifferente che si perde in un mondo che non può comprendere. Il nostro protagonista si imbarca in un viaggio straordinario che lo condurrà ad una profonda comprensione di suo padre e del mondo reale.

Ho da sempre voluto realizzare questo film. Sono estremamente grato a Netflix e al suo eccezionale team per questa opportunità unica nel suo genere, che mi permetterà di presentare la mia personale versione di questo strano burattino al pubblico di tutto il mondo».

Già qualche anno fa, il regista campione d’incassi aveva accennato al desiderio di voler creare una trasposizione del mito di Pinocchio, nato dalla penna di Collodi. Dopo essere stato proiettato a diversi festival, “Pinocchio” è uscito su YouTube con il trailer ufficiale, che ha subito svelato senza troppi indugi la particolarità della nuova creatura di Guillermo del Toro.

Si tratta di un film interamente realizzato in stop-motion, grazie al sostegno della Jim Henson Company, che del Toro ha più volte raccontato sottolineando che si tratterà di un musical ambientato nell’Italia degli anni Trenta. Ciò che traspare dal trailer è innanzitutto la bellezza delle tecniche utilizzate dal regista, ma anche il desiderio di veicolare un’immagine nuova di Pinocchio, il classico più classico che esista, l’opera che ha consacrato Carlo Collodi.

Carlo Collodi

Carlo Collodi pseudonimo di Carlo Lorenzini, godette di una buona istruzione grazie alla famiglia Ginori. Nel 1837 entrò in seminario ma non diventò mai prete, nel 1842 seguì lezioni di retorica e filosofia a Firenze. Interrotti gli studi, lavorò nella libreria Piatti di Firenze. Nel 1847, pubblicando l’articolo di musicologia L’Arpa, cominciò a scrivere per L’Italia Musicale, giornale milanese di cui divenne ben presto una delle firme di maggior richiamo. Si arruolò poi volontario durante la Prima Guerra d’Indipendenza e tornato a Firenze fondò uno dei maggiori giornali umoristico-politici dell’epoca: Il Lampione, soppresso nel 1849. Cominciò per lui, patriota, un periodo non facile. Scrisse per varie riviste e dal 1875 iniziò a tradurre fiabe e continuò a scrivere.

Le trasposizioni di “Pinocchio”

Il romanzo di Collodi è diventato così celebre che le trasposizioni cinematografiche si sono succedute copiose, con opere del calibro del “Pinocchio” realizzato da Walt Disney nel 1940. Sebbene questo cartone animato non abbia sempre goduto del favore che ha oggi, è stato inserito fra le “Opere filmiche da preservare”, un grande successo per Walt Disney. Nel 1947 è uscito poi “Le avventure di Pinocchio”, un film – all’inizio uscito a puntate – di Giannetto Guardone che vede protagonisti Attori del calibro di Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Gina Lollobrigida.

I più grandi fra voi si ricorderanno poi della versione del 2002, in cui Pinocchio è interpretato da Roberto Benigni. Il film non ha mai riscosso grande favore da parte del pubblico, né della critica. Sono numerosi i lungometraggi dedicati alla storia di Pinocchio. Ce ne sono di più o meno recenti, ma uno degno di nota è sicuramente la versione realizzata da Matteo Garrone nel 2019, che ha ricevuto due candidature agli Oscar e vinto in cinque categorie ai David di Donatello. 

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