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Canzoni come poesie

“Notte prima degli esami”, la canzone simbolo della maturità

Oggi migliaia di maturandi vivranno la loro notte prima degli esami. Ricordiamo insieme la canzone di Venditti, diventata ormai una poesia per ognuno.

Ci sono canzoni che diventano la colonna sonora della nostra esistenza, ma ce ne sono altre che dipingono e racchiudono un vero pezzo intero della nostra vita. “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti ne è la prova. È una canzone che dal 1984 ad oggi, racconta le emozioni della notte che precede gli esami della maturità. Stanotte migliaia di ragazzi attendono di presentarsi ad uno degli appuntamenti più importanti di sempre, perciò ricordiamo insieme una canzone, un inno, ormai considerato poesia. In bocca al lupo.

Una canzone immortale per ognuno di noi

Dal 1984 ad oggi, chiunque prima della notte della maturità, a pianto sulle note di notte prima degli esami di Antonello Venditti. una canzone che racconta di un’estate romana in cui quattro ragazzi muovono i primi passi verso il mondo degli adulti, attraversati dalla forte passione per la musica.

Una canzone che parla di amore, amore per la vita, amore per gli amici e i momenti di spensieratezza vissuti insieme, per la famosa “Claudia”. Una canzone che descrive le aspettative ma anche le paure di ogni ragazzo davanti ad uno degli scogli più importanti della propria vita: l’esame di maturità. La prima prova di italiano della maturità incombe e le storie di questi quattro ragazzi sì snocciolano nelle ore di questa notte infinita. Una notte fatta di incontri e desideri. una notte passato tra i vicoli e le piazze di Roma, viva e rumorosa con le sirene delle ambulanze e polizia. Insomma, un vero e proprio inno alla gioventù e alle forti emozioni che la contraddistinguono. Una poesia accompagnata dalle note tra le più famose della musica italiana. 


 

L’irripetibile notte prima degli esami

Chi è che non ricorda la forte emozione della notte prima degli esami? 

Una notte fatta di ansie, di ricordi, di canzoni cantate a squarciagola, del caldo afoso di Giugno, di passione. Una notte che ha segnato la vita di tutti noi e che segnerà tantissimi altri ragazzi. È una di quelle sere che rimangono fotografate così tanto nitidamente nella la propria testa, che bastano due note di Antonello Venditti, per far tornare su tutto. “Maturità t’ avessi preso prima”, dice quest’ultimo, e si inizia subito a cantare in coro. Spaventano le ore della notte prima degli esami, sì. ma sono sicuramente irripetibili. amate, cantate a squarciagola, dormite, piangete sopra i vostri libri, ma non dimenticatevi di vivere più intensamente possibile ogni secondo che passa. 

La canzone simbolo della maturità

Il brano racconta le emozioni provate dallo stesso Venditti in un’estate romana di fine anni Sessanta in cui anche lui si apprestava ad affrontare l’esame di Maturità al liceo classico Giulio Cesare di Corso Trieste, a Roma. La canzone ha avuto, sin dalla sua uscita, grande successo. Ha raggiunto decine di generazioni, grazie anche al successo del film “Notte prima degli esami” con Nicolas Vaporidis e Giorgio Faletti. 

Chi sono i quattro ragazzi con la chitarra

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
E un pianoforte sulla spalla

Nella sua autobiografia, Venditi ha rivelato chi sono i quattro ragazzi con la chitarra, Il cantante si riferisce infatti a “I Giovani del Folkstudio”, ossia Giorgio Lo Cascio, Francesco De Gregori, Ernesto Bassignano e lo stesso Venditti, che ai tempi muovevano i primi passi nel mondo della musica. Dei quattro, quello con il pianoforte sulla spalla è proprio Venditti, che a differenza degli altri tre ama accompagnare le proprie canzoni con questo strumento. I quattro probabilmente hanno appena finito di suonare e si apprestano a tornare a casa.

Come i pini di Roma

Come pini di Roma, la vita non li spezza
Questa notte è ancora nostra
Ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?

Le bombe delle sei non fanno male,
È solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore
Gli esami sono vicini
E tu sei troppo lontana dalla mia stanza

Venditti fa poi riferimento ai pini di Roma dell’opera di Respighi, che “non si spezzano”, per descrivere i sogni dei quattro giovani artisti. Tra di loro parlano del mondo che li circonda, stupendosi di “come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?”.

L’amore per Claudia

Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto
Stasera al solito posto, la luna sembra strana
Sarà che non ti vedo da una settimana…
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani

Non fermare ti prego le mie mani
Sulle tue cosce tese chiuse come le chiese
Quando ti vuoi confessare
Notte prima degli esami, notte di polizia
Certo qualcuno te lo sei portato via
Notte di mamma e di papà col biberon in mano
Notte di nonno alla finestra
Ma questa notte è ancora nostra

Dopo le prime strofe Venditti descrive un appuntamento con l’amata Claudia, che incontra proprio la notte prima degli esami. I due non si vedono da una settimana, probabilmente a causa delle giornate passate a studiare. Nella canzone Venditti racconta come in quelle ore di ansia ‘Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto”. Nei versi successivi l’autore racconta il loro incontro pieno d’amore e di passione, mentre la vita notturna di Roma continua a scorrere tra sirene, ambulanze e polizia. 

Notti di lacrime e preghiere

Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni
Notte di sogni, di coppe e di campioni
Notte di lacrime e preghiere
La matematica non sarà mai il mio mestiere
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca
Ma questa notte è ancora nostra
Claudia non tremare
Non ti posso far male
Se l’amore è amore

Ma nel brano emerge anche la preoccupazione per l’esame imminente e la paura di non farcela: “Notte di lacrime e preghiere”. Intanto gli aerei volano “tra New York e Mosca”, attraversando la Cortina di ferro che ancora divide l’Europa durante la Guerra Fredda.

“Notte prima degli esami” di Antonello Venditti

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
E un pianoforte sulla spalla
Come pini di Roma, la vita non li spezza
Questa notte è ancora nostra
Ma come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?

Le bombe delle sei non fanno male,
È solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore

Gli esami sono vicini
E tu sei troppo lontana dalla mia stanza
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto
Stasera al solito posto, la luna sembra strana
Sarà che non ti vedo da una settimana

Maturità, t’avessi preso prima
Le mie mani sul tuo seno
È fitto il tuo mistero
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani
Non fermare ti prego le mie mani
Sulle tue cosce tese chiuse come le chiese
Quando ti vuoi confessare

Notte prima degli esami, notte di polizia
Certo qualcuno te lo sei portato via
Notte di mamma e di papà col biberon in mano
Notte di nonno alla finestra
Ma questa notte è ancora nostra

Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni
Notte di sogni, di coppe e di campioni
Notte di lacrime e preghiere

La matematica non sarà mai il mio mestiere
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca
Ma questa notte è ancora nostra
Claudia non tremare
Non ti posso far male
Se l’amore è amore

Si accendono le luci qui sul palco
Ma quanti amici intorno
Mi viene voglia di cantare
Forse cambiati, certo un po’ diversi
Ma con la voglia ancora di cambiare
Se l’amore è amore, se l’amore è amore
Se l’amore è amore, se l’amore è amore
Se l’amore è amore

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