Classici

La nuova Sirenetta sarà nera, la Disney ha scelto Halle Bailey

La nuova Sirenetta scelta come protagonista del live action Disney è Halle Bailey, cantante afroamericana di 19 anni scoperta da Beyoncè
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MILANO – La nuova Sirenetta sarà nera: a interpretare Ariel nel nuovo live action Disney sarà la bellissima Halle Bailey, cantante rnb diciannovenne scoperta da Beyoncè.

Il regista Rob Marshall, già alla regia di Mary Poppins Returns, ha personalmente scelto Halle Bailey come Ariel, colpito dalla sua “voce gloriosa” ma anche dalla sua “combinazione di spirito, cuore, giovinezza, innocenza e concretezza” ritenuta fondamentale per un ruolo così importante.

Chi è Halle Bailey

Halle Bailey ha solo 19 anni, ma è già ben avviata sulla strada del successo grazie al canale youtube ChloexHalle condiviso con la sorella Chloe, sul quale le due ragazze pubblicano tantissime cover di canzoni. Le loro incredibili voci sono giunte alle orecchie nientemeno che di Beyoncè (grazie a una cover del brano Pretty Hurts), e la cantante non ha esitato a scritturarle per la sua casa discografica e a fargli aprire il suo tour europeo del 2016.

Da quel momento la strada è stata in discesa: dopo due Ep e una canzone diventata sigla della serie Grown-ish, le due sorelle hanno pubblicato nel 2018 il loro primo album The Kids Are All Right, per il quale hanno ricevuto due nomination ai Grammy come miglior album urban soul e miglior artista emergente.

La Sirenetta nera

La scelta di un’attrice di colore ha suscitato molte polemiche (e un bel po’ di commenti razzisti) da parte degli affezionati alla versione originale della sirenetta Ariel, dai capelli rosso fuoco e la pelle bianchissima. In parte la reazione è comprensibile (non i commenti razzisti): quando ci si affeziona a un personaggio, soprattutto da bambini, vederlo cambiare è sempre un po’ un dispiacere. E in particolare noi adulti che sappiamo a memoria ogni singola battuta dei cartoni Disney percepiamo ogni cambiamento come un sacrilegio.

 

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Però bisogna considerare la questione in una prospettiva più ampia. È evidente che negli ultimi live action la Disney stia cercando di rimodellare i propri classici, adeguandoli a un messaggio più contemporaneo e inclusivo. Lo abbiamo visto in Aladdin, per esempio, l’ultimo film Disney uscito a giugno al cinema. Il personaggio di Jasmine non è più un personaggio secondario senza sviluppo nella trama, ma è una donna forte e determinata, capace di lottare per i propri diritti. Sarà proprio lei, infatti, a diventare sultano di Agraba. Non più, dunque, una principessina che si realizza esclusivamente nel matrimonio, bensì un personaggio a tutto tondo con una propria crescita e storyline indipendente.

Per quanto riguarda la Sirenetta, il discorso è in parte analogo. Si è voluto dare spazio a una protagonista di colore per parità di rappresentazione, e per contrastare la mentalità tipicamente occidentale che tende a rappresentare tutti i personaggi come bianchi, nonostante l’ambientazione non necessariamente lo preveda. Se la fiaba di Andersen è danese, infatti, il riadattamento Disney è ambientato ai Caraibi. In questo contesto una Sirenetta nera è quanto di più naturale ci sia, e anzi rende maggiore giustizia e veridicità all’amato classico Disney.

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