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Il film

“Inedita”, il docufilm che racconta Susanna Tamaro

“Inedita” è il docufilm diretto da Katia Bernardi sulla vita di Susanna Tamaro, che ha deciso di togliere la maschera con cui si è sempre protetta

Questa sera su Rai 5 andrà in onda “Inedita”, il docufilm diretto da Katia Bernardi che racconta la vita di Susanna Tamaro che, dopo trent’anni di carriera, ha scelto di togliersi quella maschera con la quale si è sempre protetta dal mondo. Un viaggio intimo nei luoghi e nel mondo creativo della scrittrice.

“Inedita”

“Inedita” ripercorre a ritroso la vita della scrittrice. Dal silenzio delle montagne innevate del Trentino, dove ogni anno si ritira per scrivere, all’assolata campagna umbra, immersa nel ronzio dei grilli, dove vive oggi con Roberta e con la propria famiglia allargata, alle dolorose memorie d’infanzia nella Bora di Trieste, la città natale, mentre segue la danza in mare delle meduse. E infine a Roma dove è avvenuta la sua formazione professionale e l’iniziazione alla letteratura. Un film che racconta le tappe più importanti del suo percorso insieme all’amica di una vita, la sceneggiatrice Roberta Mazzoni.

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La malattia

Con “Inedita” Susanna Tamaro per la prima volta si racconta senza filtri, dichiarando di voler ‘smettere’ il suo personaggio pubblico, per essere semplicemente Susanna. Togliendo così quel filtro protettivo che ha contribuito a renderla ostile al mondo, che nasconde una verità alla quale da poco ha potuto dare un nome, riconducibile ad un disturbo che per tutta la vita l’ha fatta sentire diversa, e che ora sente di poter condividere: la sindrome di Asperger. «Voglio mostrare la persona che sono e sono sempre stata — afferma Tamaro nel film — senza maschere. Per trent’anni ho fatto un’enorme fatica a recitare la parte di Susanna Tamaro, ho deciso di interrompere».

Il commento della regista

“Inedita nasce dall’incontro e dall’amicizia con Susanna. Un viaggio insieme che è iniziato oltre due anni fa, in una splendida giornata tra le montagne innevate del Trentino. Non l’avevo mai incontrata e già da subito capii che sarebbe stato un incontro fatale, un incontro in slitta! Durante quella lunga passeggiata di quasi due ore, mentre io arrancavo e Susanna, da donna sportiva, camminava come se nulla fosse, ci siamo svelate. Il cuore mi batteva forte anche perché ora mi dovevo buttare giù per la discesa e mentre Susanna era già arrivata in fondo, io scendevo a rilento con tutti che mi sfrecciavano accanto ed io con la paura di schiantarmi contro un albero: una discesa iniziatica, una scena molto cinematografica”.

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