Serie tv di successo

I Medici, serie tv tra successo di pubblico e critiche

Ultima puntata per la serie tv "I Medici", tra dati positivi di pubblico e detrattori che criticano le svariate imprecisioni
I Medici, tra successo di pubblico e critiche

Con la puntata di stasera, la fortunata serie de “I Medici” giunge alla sua conclusione. Anche questa serie, come le due precedenti, ha avuto grande successo di pubblico. I numeri dell’auditel sono stati significativi per il genere fiction e per la qualità del pubblico stesso. Ma non sono mancate le polemiche.

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I motivi del successo

Tra i motivi del successo de “I Medici” di sicuro la scelta del cast, dai nomi altisonanti della prima serie ai giovani di bell’aspetto (a partire dal protagonista, molto più attraente che nella realtà) che attirano un pubblico più giovane. Ma hanno catturato l’attenzione del pubblico certamente anche le ambientazioni curate, Firenze, gli scorci della bella Toscana, i costumi e poi il fascino della lotta per il potere, gli intrighi, l’eterna lotta tra bene e male, la sete di vendetta, l’amore, l’uomo e le sue debolezze. La storia della famiglia Medici ci ha riportato indietro ad un’epoca passata in cui il bello e l’arte in Italia hanno avuto molto spazio e sono stati coltivati in ogni forma. Ci ha riportati ad un’epoca di grande fascino e fervore culturale, cui dobbiamo tanto.

Le critiche

Non sono tuttavia mancati i detrattori della serie, già a partire dalla prima. In molti, infatti, sostengono che la storia sia stata troppo romanzata e trattata come un feuilleton, che non siano stati rispettati alcuni particolari storici e architettonici, che ci siano ricostruzioni e ambientazioni non attendibili e espressioni linguistiche troppo moderne. Per non parlare poi del protagonista. Lorenzo è troppo bello, buono e diplomatico quando non era affatto così avvenente e tutt’altro che pacifista. Spesso, infatti, la sua politica fu incline alla violenza e alla repressione.
Secondo i detrattori la serie sarebbe stata ugualmente interessante, anzi, forse lo sarebbe stata ancor di più, se la RAI non avesse perso l’occasione di assolvere alla sua funzione di servizio pubblico, ricostruendo con maggiore precisione e accuratezza i fatti storici.

In ogni caso, la serie è verosimile e, venduta in tutto il mondo, ha rappresentato un’occasione per fare parlare dell’arte italiana. E’ piaciuta e piace perché ha ricreato quell’atmosfera di un’epoca remota devota al bello e fa sembrare quegli uomini così lontani nel tempo così vicini. 

 

 

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