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I “Comizi d’amore” di Pier Paolo Pasolini e l’importanza della libertà di amare

Il significato di “Comizi d’amore”, il film con cui Pasolini racconta la sessualità e il sentimento dell'Italia

Ricordiamo oggi il grande Pier Paolo Pasolini, scrittore, giornalista, poeta e regista rivoluzionario in un’Italia ancora troppo chiusa e bigotta per apprezzare appieno la sua arte. Nato a Bologna il 5 Marzo 1922, venne ucciso a Roma il 2 Novembre 1975 all’età di cinquantatré anni. Una morte, la sua, senza ancora verità.

 

“Comizi d’amore” e la libertà di amare

Il cinema-verità con Pasolini si fa film d’inchiesta. Siamo alla fine degli anni Cinquanta, l’Italia ha affrontato il dopoguerra e si ha voglia di leggerezza e libertà. Una libertà che coinvolga tutto, libertà di sperimentare, sentire e vivere. Ed è proprio su questo che Pasolini vuole indagare. Cosa pensavano e non dicevano gli italiani in quel periodo? Nasce in questo modo l’idea rivoluzionaria, assurda e moderna di intervistare uomini e donne, adulti e ragazzini, contadini e studenti di tutto il paese sui vizi e i tabù della sessualità nel nostro Paese. Il risultato sarà un film documentario, in un certo senso didattico, potente e, per l’epoca, scandaloso sulle abitudini e sulla concezione sessuale delle persone. In “Comizi d’amore” vengono affrontati temi come il concepimento, l’onore, la differenza tra i sessi, la prostituzione e i sentimenti. Per realizzare questo film Pasolini si è fatto strada tra l’imbarazzo, la paura di esprimersi e l’ipocrisia delle persone. Ed è Pasolini stesso a scendere per strada per intervistare la gente. Un film, insomma, che tutti dovrebbero vedere, un’esperienza artistica importante e segnante che ancora oggi può insegnarci qualcosa.

La vita e la carriera

Pier Paolo Pasolini non ebbe vita facile, il suo essere rivoluzionario e anticipatore della modernità in un’Italia ancora troppo legata alla rigida ideologia Cattolica non lo rese apprezzabile da tutti. Spesso la sua sua omosessualità mise in ombra la sua arte. Pasolini era un personaggio scomodo per molti, subì numerosi processi, quasi sempre per aver presentato opere e temi considerati amorali o immorali. Nel 1955 pubblicò il romanzo “Ragazzi di vita” che gli valse nel 1956 una querela per “letteratura oscena”. Con questo romanzo divenne figura centrale per la cultura italiana. Nel 1958 pubblicò “Una vita violenta” e nel 1961 esordirà come regista con il film “Accattone” che lo renderà noto al pubblico. Pasolini sarà anche poeta potente e pubblicherà le raccolte “Poesie a Casarsa, “La meglio gioventù”, “Le ceneri di Gramsci”, “La religione del mio tempo” e “Poesia in forma di rosa”.

 

Alice Turiani

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