Ci sono storie che non finiscono mai davvero. Tornano, cambiano forma, scavano più a fondo. Gomorra – Le Origininasce proprio da questa esigenza: non aggiungere un nuovo capitolo a una saga leggendaria, ma tornare indietro, nel punto esatto in cui tutto si è spezzato.
Dopo aver rivoluzionato la serialità italiana con Gomorra – La Serie, Sky, Cattleya e gli autori storici del progetto scelgono una strada rischiosa e ambiziosa: raccontare l’adolescenza di Pietro Savastano, quando ancora non era un boss, ma un ragazzo povero, affamato, innamorato e pieno di sogni.
Il risultato è una serie che non parla solo di criminalità, ma di educazione sentimentale del male, di desiderio, di appartenenza, di una città che cresce insieme ai suoi mostri.
“Gomorra le origini: arriva il Presule su Sky
Dal 9 gennaio su Sky e NOW, Gomorra Le Origini è molto più di un prequel: è una tragedia moderna sull’illusione del riscatto, sull’amore come possibilità mancata e sul prezzo altissimo dei sogni quando nascono nel posto sbagliato.
Un ritorno alle radici che non cerca assoluzioni, ma comprensione. E che ci ricorda che, prima dei boss, ci sono sempre stati dei ragazzi.
Napoli 1977: l’origine di tutto
Ambientata nella Napoli del 1977, Gomorra Le Origini ci riporta in una città lontanissima da quella che abbiamo imparato a conoscere nella serie madre. È una Napoli pre-terremoto, segnata dal contrabbando di sigarette, dalla povertà diffusa, dalle periferie in espansione e da una criminalità ancora in trasformazione.
Qui il potere non è ancora dominato dall’eroina, ma si muove tra bische clandestine, traffici minori, alleanze fragili. Ed è proprio in questo spazio intermedio, ancora “umano” e imperfetto, che nasce il futuro boss.
Il protagonista è Pietro Savastano quindicenne, interpretato da Luca Lubrano, un ragazzo cresciuto senza genitori, in estrema povertà, che sogna una vita diversa: una bella macchina, una donna al suo fianco, rispetto. Pietro non desidera il potere per il potere: desidera essere visto.
Il mito di Angelo e il fascino del potere
A incarnare il sogno di Pietro è Angelo ‘A Sirena, interpretato da Francesco Pellegrino: bello, carismatico, magnetico, re informale di Secondigliano. Angelo ha tutto ciò che Pietro vorrebbe essere: soldi, stile, rispetto, una Mustang blu e un’aura quasi mitologica.
Ma Gomorra – Le Origini è chiarissima nel mostrarci il meccanismo della fascinazione: il potere seduce prima di distruggere. Pietro entra nel mondo di Angelo quasi per devozione, convinto che quel modello sia l’unica via di salvezza possibile. È così che nasce il male: non come scelta consapevole, ma come illusione di riscatto.
Imma, l’amore e l’alternativa possibile
Accanto a Pietro c’è Imma Ajeta, interpretata da Tullia Venezia. Imma è l’altra faccia della storia: figlia di gioiellieri, studentessa brillante, sogna New York e una vita lontana da Secondigliano. È colta, determinata, libera.
Il loro amore è uno degli elementi più tragici della serie, perché rappresenta un’alternativa reale. Pietro potrebbe scegliere altro. Potrebbe salvarsi. Ma Gomorra – Le Origini non indulge mai nel sentimentalismo: mostra quanto sia difficile, per chi nasce ai margini, scegliere il bene quando il male sembra l’unica strada praticabile.
Non solo Pietro: una città che genera destini
La serie costruisce un affresco corale potentissimo. Intorno a Pietro si muovono figure destinate a diventare centrali nella saga:
Annalisa Magliocca, futura Scianel, qui giovane donna intrappolata in un matrimonio violento, ‘O Paisano, profeta carismatico di una nuova camorra “senza padroni”, I Villa, aristocrazia criminale del centro storico, Corrado Arena, re del contrabbando
Tutti personaggi che mostrano come la criminalità non sia solo violenza, ma sistema culturale, linguaggio, identità condivisa.
Una Gomorra diversa: più umana, più tragica
Dal punto di vista registico e narrativo, Gomorra Le Origini segna un cambio di tono importante. I primi episodi sono diretti da Marco D’Amore, che qui torna come regista e supervisore artistico, affiancato negli ultimi episodi da Francesco Ghiaccio.
La serie introduce elementi quasi inediti per l’universo di Gomorra: calore umano, ironia, sogni giovanili, momenti di tenerezza
Tutto questo rende la caduta ancora più dolorosa. Perché sappiamo già come andrà a finire.
Perché Gomorra – Le Origini è una serie necessaria
Gomorra – Le Origini non è nostalgia, né fan service. È una riflessione durissima su una domanda fondamentale:
come nasce il male? Nasce dall’abbandono.Dalla povertà. Dalla mancanza di alternative. Dalla seduzione di un modello sbagliato che sembra l’unico possibile.
Raccontando l’adolescenza di Pietro Savastano, la serie racconta anche l’adolescenza criminale di una città, e ci costringe a guardare in faccia una verità scomoda: nessuno nasce mostro. Ci si diventa.
