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Sanremo 2021

“Glicine” di Noemi: ecco il significato della canzone presentata a Sanremo

Per la sesta volta al Festival, Noemi presenta al festival di Sanremo "Glicine" e arriva seconda in classifica. Ecco il significato del nuovo singolo.

Noemi torna a Sanremo per la sesta volta e arriva subito sul podio della prima serata. Il brano è “Glicine”, che tratta e rappresenta la sua rinascita. Un periodo particolare, questo, per Noemi, che abbiamo visto in una nuova veste già sulla copertina di Vanity Fair. La canzone di Sanremo parla di un amore difficile, che porta sofferenza, pensieri. Una canzone potente quanto la sua voce, quanto le radici del fiore “Glicine”, da cui prende il nome il nuovo singolo.

Noemi come Glicine

“Questa è stata la canzone della mia rinascita” ha detto Noemi alla presentazione del suo brano. “Glicine” scritto da Ginevra Lubrano, Francesco Fugazza, Tattroli e Dario Faini, rappresenta il cambiamento per Noemi che si è presentata sul palco dell’Ariston totalmente diversa. Piena di grinta e di passione ha cantato un brano potente su un amore difficile, un amore che fa inciampare nelle difficoltà. Il rapporto tra due amanti, che racconta Noemi, è un rapporto indissolubile quanto difficile. Oltre a questo, però, la canzone parla anche delle fragilità, dei dubbi che nascono al momento della “rinascita”, appunto. Come ha detto la stessa Noemi “Al primo ascolto può sembrare una canzone che parla di una storia d’amore finita, ma poi alla fine io mi sento molto vicina alla fragilità di questo sentimento che viene raccontato, al buio e poi alla nascita di quella luce e di quella forza”. 

Un amore finito che rende forti e fragili

Difficoltà di comunicare, difficoltà a lasciare una storia al capolinea, difficoltà nel tornare a provare qualcosa. Questi sono i nuclei tematici più importanti di “Glicine”, inedito portato sul palco di Sanremo da Noemi. Una musica emozionante e avvolgente accompagna le parole che raccontano le paure e le fragilità di una donna davanti alla fine di un amore. 

Sembra ieri che la sera/Ci stringeva quando tu stringevi me/ Ricordo ancora quella sera guardavamo le/ Le code delle navi dalla spiaggia sparire/ Vedi che son qui che tremo/ Parla parla parla parla con me/ Ma forse ho solo dato tutto per scontato e/ E mi ripeto chе scema a non saper fingerе/ Dentro ti amo e fuori tremo/ Come glicine di notte

La fine della spensieratezza 

Davanti alle paure e ai ricordi malinconici, Noemi racconta la duplice natura di “Glicine”. Forza e fragilità si mischiano e si traducono nella perdita di quella “spensieratezza” che caratterizza un amore agli inizi. L’innamoramento, quella sensazione di camminare sopra le nuvole, sembra essere svanito. Noemi, con una musica quasi assente, sussurra le ultime parole della canzone e ci trasporta in quel mondo fatto di incertezze. Incertezze che, quando un amore vacilla e fa soffrire, prendono il sopravvento.

Non posso più tornare
A quando ero bambina
Ed ero salva da ogni male
E da te, da te, da te.

 

Stella Grillo

 

 

 

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