Il Giorno della Memoria è una ricorrenza che commemora le vittime dell’olocausto, ideata per non dimenticare gli orrori che gli uomini sono stati capaci di perpetrare contro altri uomini. Per far sì che ce ne ricordiamo sempre e non rischiamo di ripeterli.
Nel corso dei decenni, il cinema ha accettato la sfida più difficile: dare un volto all’innominabile e trasformare il vuoto della Shoah in un racconto visivo capace di scuotere le coscienze. Non si tratta solo di ricostruzioni storiche, ma di atti di resistenza culturale.
Giorno della Memoria: 10 film imperdibili per non dimenticare la Shoah
Dai capolavori in bianco e nero che hanno fatto la storia, fino alle nuove e audaci prospettive contemporanee, i film dedicati al Giorno della Memoria agiscono come un “vaccino visivo” contro l’indifferenza, ricordandoci che se comprendere è impossibile, guardare è necessario per non smarrire la nostra umanità. Molti di questi film, lo scoprirete, sono tratti dai rispettivi libri.
Ecco alcuni film che raccontano le storie di chi ha vissuto gli orrori sulla propria pelle.
Il dono più prezioso
Iniziamo con unna novità: in occasione del Giorno della Memoria 2026, martedì 27 gennaio debutta su Sky Cinema in contemporanea con l’uscita in sala “Il dono più prezioso”, il delicato film d’animazione diretto dal regista premio Oscar per “The Artist” Michel Hazanavicius,
Il film racconta la storia di una coppia di contadini polacchi che salva una bambina ebrea lanciata, presumibilmente dai genitori, da un treno della morte in corsa e decide di prendersene cura nonostante i loro pregiudizi antisemiti. Una pellicola utile per riflettere sull’umanità, sulla solidarietà e sulla capacità di scegliere, anche nei momenti più drammatici, il bene contro il male, la cura contro l’indifferenza.
La vita è bella
Tra i film da vedere sulla Shoah, ecco un classico che ci riguarda più da vicino: un film diretto e con protagonista Roberto Benigni. Ne “La vita è bella”, l’attore toscano interpreta Guido Orefice, ebreo romantico nell’Italia di Mussolini, che raggiunge “senza freni” Arezzo. Assunto come cameriere al Grand Hotel sposa Dora, la principessa precipitata dal cielo e promessa a un grigio funzionario di regime. Dal loro amore, più forte delle discriminazioni e della propaganda antisemita, nasce Giosuè.
Cinque anni dopo la situazione precipita e Guido e Giosuè vengono deportati. Condannati all’inferno, Guido oppone instancabilmente la forza del sogno all’incubo troppo reale dei campi di concentramento. Giorno dopo giorno convince il figlio che quello a cui assiste è soltanto un immenso gioco di ruoli in fondo al quale si vince un tank. Guido traveste l’orrore, lo adatta, lo dirotta perché il suo bambino non smetta mai di sognare.
Jojo Rabbit
“Jojo Rabbit” è un film del 2019 scritto e diretto da Taika Waititi liberamente tratto dal romanzo del 2004 “Il cielo in gabbia” (Caging Skies) di Christine Leunens, già pubblicato col titolo “Come semi d’autunno”. Si tratta di una commedia sul nazismo con protagonisti Roman Griffin Davis, Thomasin McKenzie, Taika Waititi, Rebel Wilson, Stephen Merchant, Alfie Allen, Sam Rockwell e Scarlett Johansson.
Il piccolo Joannes Betzler è vittima, a dieci anni, di una cieca e infantile adorazione per il nazismo, al punto di aver adottato come amico immaginario un personaggio che ha, pur in modo distorto e caricaturale, le fattezze e le intenzioni dello stesso Hitler. Il bambino frequenta la gioventù hitleriana, ma il suo impaccio e il suo fondamentale rifiuto della violenza gli varranno il soprannome di Jojo Rabbit (coniglio). La scoperta che sua madre Rosie nasconde in casa una ragazzina ebrea provoca nel bambino un’iniziale repulsione, ma Elsie diventerà, in concomitanza col rapido declino del Reich, una figura chiave per liberarlo dal suo ingombrante amico immaginario.
Schindler’S List
Tratto dal libro di Thomas Keneally, è la vera storia di Oscar Schindler, industriale tedesco, che nel 1938 capisce che è bene legarsi ai comandanti militari. Li frequenta nei locali notturni, offre bottiglie preziose. Quando gli ebrei sono relegati nel ghetto di Cracovia, Schindler riesce a farsene assegnare alcune centinaia come operai in una fabbrica di pentole. All’inizio sembra sfruttarli, in realtà li salva. Di fronte alla persecuzione tremenda, il tedesco trasforma quella sua prima iniziativa in una vera missione, fino a comprare letteralmente le vite di quasi milleduecento ebrei (la famosa lista) che altrimenti sarebbero morti nel campo di Auschwitz.
Il bambino con il pigiama a righe
Berlino, anni Quaranta. Bruno è un bambino di otto anni con larghi occhi chiari e una passione sconfinata per l’avventura, che divora nei suoi romanzi e condivide coi compagni di scuola. Il padre di Bruno, ufficiale nazista, viene promosso e trasferito con la famiglia in campagna. La nuova residenza è ubicata a poca distanza da un campo di concentramento in cui si pratica l’eliminazione sistematica degli ebrei.
Bruno, costretto ad una noiosa e solitaria cattività dentro il giardino della villa, trova una via di fuga per esplorare il territorio. Oltre il bosco e al di là di una barriera di filo spinato elettrificato incontra Shmuel, un bambino ebreo affamato di cibo e di affetto. Sfidando l’autorità materna e l’odio insensato indotto dal padre e dal suo tutore, Bruno intenderà (soltanto) il suo cuore e supererà le recinzioni razziali.
Ogni cosa è illuminata
Questo film corrisponde con l’esordio alla regia di Liev Schreiber, che porta sullo schermo il libro di Jonathan Safran Foer in “Ogni cosa è illuminata”. Nella pellicola, cui Elijah Wood interpreta uno studente americano deciso a trovare in Ucraina la donna che salvò suo nonno dalla furia nazista.
Resistance
“Resistance” è il biopic su Marcel Marceau, interpretato da Jesse Eisenberg, che, nella Francia occupata dai nazisti, si unì alla Resistenza per salvare centinaia di bambini ebrei. Prima della celebrità, il giovane ebreo Marcel Mangel si unì alla Resistenza francese, utilizzando le sue doti artistiche per salvare numerosi orfani ebrei dai nazisti.
Il pianista
Un film toccante tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Wladyslaw Szpilman che, nel 2002, vinse la palma d’oro al Festival di Cannes. Il racconto, toccante e drammatico, narra le vicende di un pianista ebreo che assiste alla creazione del ghetto di Varsavia, e racconta della sopravvivenza e della fuga del protagonista dal ghetto. Accompagnano la pellicola le note del pianista, impregnando la storia di un’ulteriore drammaticità.
La zona d’interesse
Diretto da Jonathan Glazer e interpretato magistralmente da Sandra Hüller e Christian Friedel, “La zona d’interesse” racconta la storia di una famiglia che vive in prossimità del campo di concentramento di Auschwitz, immersi in una quotidianità che nega consapevolmente l’orrore a pochi passi da loro. Il regista mette in scena personaggi che rifiutano di riconoscere sé stessi e ciò che li circonda, perché farlo significherebbe affrontare una verità così insostenibile da poterli annientare.
Il film di Jonathan Glazer è liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Martin Amis: “La zona d’interesse“. Il titolo stesso riprende la fredda terminologia nazista, “Interessengebiet”, usata per definire l’area di 40 chilometri quadrati attorno al suddetto campo di sterminio. Un’espressione che cela, in modo inquietante, la brutalità e la disumanità di quel luogo.
Train de vie – Un treno per vivere
Una sera del 1941, Schlomo, il folle, fa ritorno al proprio shtetl, un villaggio ebraico dell’Europa dell’Est, con la notizia dell’imminente arrivo dei tedeschi. Il Consiglio dei Saggi si riunisce e decide di organizzare un falso treno di deportati per sfuggire ai nazisti. La comunità prepara la partenza in gran segreto per la Terra Promessa.
Secondo lungometraggio di Radu Mihaileanu, regista romeno legato a temi come l’identità culturale, l’esilio, scappato dalla dittatura di Ceausescu nel 1980, Train de vie, fa la sua comparsa al festival di Venezia, dove ottiene il premio Fipresci a cui seguirà il David di Donatello come migliore pellicola straniera.
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