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Canzone d'Autore

Frida Kahlo, l’omaggio di Marco Mengoni con la canzone “La casa Azul”

“La casa Azul” è frutto di una collaborazione tra Marco Mengoni e Adriano Celentano. Scopriamo di più su questa canzone, concepita come un omaggio a Frida Kahlo.

Frida Kahlo è la protagonista del testo che stiamo per leggere, “La casa Azul”, una bellissima canzone di Marco Mengoni cantata insieme ad Adriano Celentano. Ritmi esotici che ricordano le armonie latinoamericane, una protagonista tormentata, che ci ha lasciato opere e testimonianze a dir poco emozionanti, due cantanti che appartengono a generazioni diverse e si incontrano con un testo che coniuga bellezza e dolore.

“La casa Azul”, il testo della canzone dedicata a Frida Kahlo

Il mondo sta sulla punta delle mie dita
Chiuso fra un letto, uno specchio, una gioia labile
Cosa hai dipinto para mí chiquita
Ho mescolato in silenzio colori e lacrime
Ed è un disegno che si confonde già
L’ombra di un segno che mi nasconde ma
Sento la notte che bacia i miei piedi
Anche se non la vedi

Sapessi il rumore che fa

Amare, odiare, lottare viva la vida
Là fuori il Messico urlava bestemmie e favole
Dentro la polvere il sangue della corrida
Il torre scuote la spada dalle sue scapole
Rosa dell’anima chiusa in un’armatura
Com’è che il sole sorride per la paura?
Può la bellezza trascinarci via se l’arte è una bugia
Che dice la verità?

Ho disegnato un amore che sembra vero
Una pozzanghera illusa d’essere cielo
Ed una lacrima fine che non si può vedere
Una collana di spine la strada fatta insieme
E la mia schiena bruciare la casa azzurra
La carne, il sangue, le vene della mia guerra
E disertare il cammino chiuso nella mia mano
Tentare un altro destino che vada più lontano

E ad ogni tela un’impronta delle mie dita
Nella mia bocca parole che non si dicono
Lungo la schiena il sudore della salita
L’avresti detto un destino così ridicolo
Come una stella che brilla spenta già
Quanta bellezza che arriva e passerà
Sento la notte che tocca i miei piedi anche se non la vedi
Se taci la senti, shh
Ecco il rumore che fa

Ho disegnato un amore che sembra vero
Una pozzanghera illusa che d’essere cielo
Ed una lacrima fine che non si può vedere
Una collana di spine la strada fatta insieme

Las flores, el hijo ausente
La cama roja, el cráneo enfrente
La suerte novia, el sueño roto
La niña hermosa y mi destino
La muerte
Las flores, el hijo ausente
La cama roja, el cráneo enfrente
La suerte novia, el sueño roto
La niña hermosa y mi destino
La muerte

Ho disegnato un amore che sembra vero
Una pozzanghera illusa che d’essere cielo
Ed una lacrima fine che non si può vedere
Una collana di spine la strada fatta insieme
E la mia schiena bruciare la casa azzurra
La carne il sangue le vene della mia guerra
E disertare il cammino chiuso nella mia mano
Tentare un altro destino che vada più lontano

Las flores, el hijo ausente
La cama roja, el cráneo enfrente
La suerte novia, el sueño roto
La niña hermosa y mi destino
La muerte
Las flores, el hijo ausente
La cama roja, el cráneo enfrente
La suerte novia, el sueño roto
La niña hermosa y mi destino
La muerte

 

La metamorfosi della tragedia

Il bellissimo testo che abbiamo appena letto appartiene a “La casa Azul”, la canzone che Marco Mengoni ha inserito nel suo disco “Atlantico” – uscito nel 2018 – per rendere omaggio a una figura di culto della contemporaneità: Frida Kahlo, colei che è riuscita a trovare l’ordine nel caos, la bellezza nel dolore, l’armonia nella tragedia.

Ed è proprio dalla tragica vicenda personale di Frida Kahlo che “La casa Azul” inizia sinuosamente a muoversi: tutto il mondo della donna sta racchiuso, o forse sarebbe meglio dire rinchiuso, “fra un letto, uno specchio, una gioia labile”. Dopo il terribile incidente, infatti, a Frida non resta che attendere, immobilizzata su un letto. È lo specchio regalatole dai suoi genitori a sbloccare quella “gioia labile” che la tiene attaccata alla vita.

Il disegno, il colore, che sono tanto presenti nella vita della donna e nel testo di questa canzone, sono gli amuleti che Frida Kahlo scaglia contro l’immobilità, le formule magiche che adopera per portare a compimento la sua metamorfosi, per trasformare la tragedia in armoniosa bellezza. E “La casa Azul” coglie appieno questo fondamentale elemento della vita dell’artista messicana. 

Frida Kahlo

Frida Kahlo nasce a Coyoacán, in Messico, nel 1907. Fin da quando è solo una bambina, dimostra innate capacità espressive, un carattere molto forte e passionale e una dedizione fuori dal comune. Affetta da quella che alla famiglia sembra poliomielite e invece è una malformazione conosciuta come “spina bifida”, Frida trascorre una vita segnata da eventi spiacevoli, il cui culmine è rappresentato dall’incidente del 1925.

Un giorno, mentre la ragazza sta tornando da scuola in autobus, avviene un terribile incidente che lascia Frida gravemente ferita, con fratture multiple alla spina dorsale, alle vertebre e al bacino. Si salva sottoponendosi a 32 interventi chirurgici, che la costringono a letto per mesi. Le ferite la faranno soffrire per l’intera durata della sua vita.

Tuttavia, è dalla tragedia che nascono i capolavori di Frida Kahlo: a seguito degli interventi, la ragazza – che ha solo 18 anni – deve stare a letto senza poter minimamente muoversi. I giorni sembrano tutti uguali. Il dolore, la noia e la disperazione sono tali da non lasciare nemmeno uno spiraglio di positività nella vita di Frida. Per cercare di far distrarre la figlia e di portare un po’ di varietà nelle sue giornate monotone, i genitori le regalano colori e pennelli. Da qui nasce la leggenda. Frida comincia a dipingere i suoi celebri autoritratti grazie allo specchio installato sul soffitto dai genitori.

Nel 1929 sposa Diego Rivera, un uomo che ha già sposato due donne ed è più vecchio di Frida di 21 anni. Un amore caratterizzato da passione mista a tradimenti, violenza, dolore di ogni tipo, tanto che lei stessa affermerà: “Ho subito due gravi incidenti nella mia vita. Il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego Rivera”.

Frida Kahlo intrattiene diverse relazioni sentimentali, con amanti di genere maschile e femminile, e anche Diego Rivera avrà diverse relazioni extra coniugali, fra cui una con la sorella di Frida. Diego e Frida, che ad un certo punto cominciano a considerarsi un’autentica coppia aperta, non riusciranno mai ad avere figli a causa del fisico debilitato della donna, che soffrirà sempre molto per questa mancanza.

Frida Kahlo muore all’età di 47 anni a causa di un’embolia polmonare: è il 1954. Le sue ceneri sono conservate nella sua Casa Azul, oggi sede del Museo Frida Kahlo. Le ultime parole che scrive sul suo diario sono di una lucidità disarmante: “Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più.”

 

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