Film da non perdere

“Freedom writers”, quando la scrittura ti aiuta ad attraversare il vuoto

In onda stasera su La5 "Freedom writers", il film ispirato alla storia vera della docente Erin Gruwell e della sua difficile classe di studenti

Tratto dal libro The Freedom Writers Diary di Erin Gruwell, Freedom Writers è un film del 2007 diretto da Richard LaGravenese e racconta la storia vera dell’insegnante Erin Grunwell e della sua classe di ragazzi problematici di un liceo californiano.

La storia vera di Erin Gruwell

L’insegnante di inglese Erin Gruwell, al suo primo incarico, viene assegnata alla Woodrow Wilson High School di Long Beach, California. Entusiasta di poter partecipare al programma di integrazione razziale nelle scuole, si scontra con una dura realtà che la costringe a rivedere drasticamente le aspettative riguardo al proprio lavoro. Sono ancora fresche le ferite dei disordini di Los Angeles del 1992 e i diversi gruppi etnici sono in uno stato costante di guerra non dichiarata. A soli 24 anni, Erin si trova a gestire la classe 203, dove fra gli studenti vige una spietata lotta razziale. Da qui, l’idea di affidare agli studenti un compito semplice, quanto rivoluzionario: scrivere una pagina di diario. «Sono stata io a vincere ogni forma di ostracismo degli studenti – dichiarò Erin Gruwell in una intervista – assegnando loro il compito di scrivere, quando volevano, una pagina di diario-confessione delle loro vite difficili. Quei racconti, lasciati alla sera nel mio armadietto, hanno aperto il primo spiraglio tra noi e sono diventati un libro, che parla al cuore dei loro coetanei e di tutti i genitori».

Il potere della scrittura

L’atto di scrittura ha in sé qualcosa di rivoluzionario. A partire da una semplice pagina di diario, dove si mettono nero su bianco i propri pensieri, la scrittura ci porta a un processo inesorabile di conoscenza e consapevolezza. Scrivere di sé equivale a una sorta di seduta terapeutica, dove i nostri pensieri trovano forma e si ordinano aprendo scorci inediti sulla realtà. A partire dai frammenti dell’io, dalle mille tessere di puzzle che scompongono le nostre giornate, è possibile tentare un processo di ricostruzione. È quello che fanno i freedom writers della Woodrow Wilson High School di Long Beach, quando a partire dalle loro esistenze disastrate riescono con la scrittura a superare il disordine e approdare a una forma che ordina i loro pensieri, razionalizzando quanto di emozionale e incontrollato vive dentro di loro. La scrittura ti salva, quando sei in grado di affidarti a essa, quando non censuri più le tue emozioni, quando ti aiuta a delineare il baratro a cui ti stai avvicinando. Perché riconoscere il vuoto dentro di sé è il miglior modo per attraversarlo. 

 

 

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