Film da non perdere

Aspromonte, il film che racconta la “terra degli ultimi”

Il film è un western atipico sulla fine di un mondo e sul sogno di cambiare il corso degli eventi grazie alla voglia di riscatto di un popolo
aspromonte
Oggi esce nelle sale italiane il film “Aspromonte. La terra degli ultimi” di Mimmo Calopresti. Con la magistrale interpretazione di Valeria Bruni Tedeschi, il film vede la partecipazione di un cast d’eccezione: da Marcello Fonte a Francesco Colella e Marco Leonardi, fino alla partecipazione straordinaria del regista e attore Sergio Rubini. Scritta da Mimmo Calopresti con Monica Zapelli, già autrice de “I cento passi”, la storia si ispirata all’opera letteraria di Pietro Criaco “Via dell’Aspromonte”. 
 
 

Di cosa parla

La storia è ambientata ad Africo, un paesino arroccato nell’Aspromonte calabrese, alla fine degli anni ’50, dove una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo, mancando una strada di collegamento. Gli uomini, esasperati dallo stato di abbandono, vanno a protestare dal prefetto. Ottengono la promessa di un medico, ma nel frattempo, capeggiati da Peppe, decidono di unirsi e costruire loro stessi una strada. Tutti, compresi i bambini, abbandonano le occupazioni abituali per realizzare l’opera.
Giulia, la nuova maestra elementare, viene dal Nord, e vuole insegnare l’italiano “se Africo entrerà nel mondo grazie alla strada, i ragazzi dovranno conoscerlo prima, imparando a leggere e a scrivere”. Ma per il brigante Don Totò, quello che detta la vera legge, Africo non può diventare davvero un paese ‘italiano’…
 
 
 

Via dell’Aspromonte – Pietro Criaco

Ad Africo, villaggio arroccato nel cuore dell’Aspromonte calabrese, negli anni ’50 non c’è ancora la luce elettrica, né una strada di collegamento con i paesi della costa, né un medico per curare la gente. Quando una donna muore di parto perché il dottore non arriva in tempo esplode la rabbia e la rivolta. Guidati dal padre di Andrea – il giovane protagonista e voce narrante – gli abitanti di Africo decidono di costruirsi una strada da soli coinvolgendo anche le donne, i vecchi e i bambini. C’è però chi si oppone a questo progetto: il sindaco della Marina che ha altri interessi politici e il malavitoso Don Totò che vuole mantenere il suo potere sul territorio. Mentre la lotta si fa aspra e si snodano le vicende legate alla costruzione della strada, Andrea vive i primi rossori e i momenti cruciali dell’adolescenza; e comprende che anche quando le speranze sembrano svanire non bisogna rinunciare ai propri sogni. Un romanzo epico e poetico, all’incrocio di storia vera, mito e leggenda. E delicato, come lo sguardo del giovane Andrea che si affaccia sul mondo. 

 
© Riproduzione Riservata