In un’occasione straordinaria per il mondo della moda e del cinema, torna al centro dell’attenzione Valentino: The Last Emperor, il documentario diretto da Matt Tyrnauer che offre uno sguardo profondo sulla vita, il lavoro e l’eredità di Valentino Garavani, lo stilista simbolo dell’eleganza italiana e autore di alcuni dei capi più iconici della haute couture del XX secolo. Il film, realizzato con più di 250 ore di girato e accesso esclusivo al suo entourage, racconta non solo il percorso artistico di Valentino ma anche il suo rapporto personale e professionale con il socio e compagno storico Giancarlo Giammetti e il mondo che ruota intorno alla sua maison.
Chi era Valentine l’origine di un imperatore della moda
“Valentino: The Last Emperor” è un documento prezioso non solo per gli appassionati di moda, ma per chiunque voglia comprendere il cuore pulsante di una vita dedicata alla bellezza, all’arte sartoriale e alla creazione di un linguaggio estetico unico. Attraverso immagini intime e testimonianze rare, il film restituisce il ritratto di un imperatore che fece della moda non un regno effimero, ma una forma di espressione profonda e duratura.
Con la scomparsa di Valentino nel gennaio 2026, all’età di 93 anni, il documentario assume un valore ancora più intenso, diventando non solo una testimonianza di un’epoca, ma anche l’eredità culturale di un uomo che ha trasformato la moda in poesia visiva.
La vita e la storia
Nato nel 1932 a Voghera, Italia, Valentino Garavani divenne uno dei couturier italiani più celebrati al mondo, spesso definito il “Last Emperor” della moda per la sua capacità di incarnare un ideale di eleganza senza tempo. La sua carriera iniziò con studi a Parigi, dove approfondì tecniche e linguaggi dell’haute couture, prima di aprire la sua maison a Roma nel 1960 insieme a Giancarlo Giammetti. Questo sodalizio duraturo, sia professionale che personale, fu una delle colonne portanti del suo successo.
Valentino si distinse per una visione estetica basata su raffinatezza classica, purezza delle linee e leggerezza del gesto creativo, incarnate soprattutto nel suo celebre Valentino red, un rosso intenso che divenne il suo marchio distintivo. Le sue creazioni vestirono icone come Jacqueline Kennedy, Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor e molte altre star internazionali, attraversando decenni e stili senza mai perdere il proprio carattere distintivo.
La sua è stata una vita dedicata alla celebrazione della femminilità, dell’eleganza e della bellezza, con una casa di moda che contribuì a porre l’Italia al centro dell’haute couture mondiale.
Il film: Valentino: The Last Emperor
“Valentino: The Last Emperor” è un documentario del 2008 diretto da Matt Tyrnauer, giornalista e regista cinematografico, che si concentra sugli ultimi anni di attività dello stilista prima del suo ritiro. Il film è il risultato di riprese effettuate tra il giugno 2005 e il luglio 2007, con oltre 250 ore di materiale audiovisivo che mostrano Valentino e il suo entourage in momenti pubblici e privati.
La forza del documentario risiede nell’aver potuto osservare Valentino nel suo ambiente naturale: dalle riunioni di lavoro, alle discussioni con Giammetti, fino ai momenti di stanchezza e alle interazioni con sarte, amici e celebrità. Il regista, grazie alla fiducia guadagnata negli anni, ha avuto accesso privilegiato alla cerchia ristretta del couturier, mostrando aspetti della sua vita raramente visti dal grande pubblico.
Il film non è solo una celebrazione estetica, ma anche un ritratto umano: vede Valentino discutere, scherzare, affrontare le pressioni della moda e persino mostrare una vulnerabilità sorprendente, come quando si confronta con la presenza invasiva delle telecamere o quando parla con affetto dei suoi famosi cani.
Attraverso questo documentario scopriamo non solo l’imprenditore di successo, ma anche l’uomo dietro le quinte: un creativo che ha sempre privilegiato la bellezza, l’arte sartoriale e l’eleganza come stile di vita.
Cosa ci insegna “Valentino: The Last Emperor”
Oltre la moda: una visione sul tempo, l’arte e la relazione
Il valore profondo di Valentino: The Last Emperor è che riesce a elevare il racconto della moda a una riflessione più ampia su creatività, perfezione, collaborazione e relazione umana. Il rapporto con Giancarlo Giammetti, esplorato con delicatezza nel film, è un esempio di come due persone possano costruire qualcosa di grande senza cancellare la propria individualità.
Nel documentario emerge anche la tensione tra la grandiosità della visione artistica e le difficoltà quotidiane: Valentino è un sognatore, ma deve confrontarsi con le esigenze di un’industria che chiede costanza, precisione e risultati concreti. Questa dialettica tra aspirazioni elevatissime e realtà pratica può essere interpretata come una lezione universale per chiunque lavori in campo creativo: la bellezza richiede disciplina, dedizione e un senso profondo della propria visione.
Inoltre, il film ci invita a guardare oltre le apparenze: la moda non è solo estetica, ma riflette storie, relazioni, compromessi e passioni che spesso restano nascoste dietro le quinte.
