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“Il complotto contro l’America”, la miniserie tratta dal romanzo di Philip Roth

E' in programmazione su Rai3 “Il complotto contro l’America”, una nuova miniserie tratta dall’omonimo romanzo dello scrittore statunitense Philip Roth

E’ in programmazione su Rai3 “Il complotto contro l’America”, una nuova miniserie, in prima tv, tratta dall’omonimo romanzo dello scrittore statunitense Philip Roth con Zoe Kazan, Anthony Boyle, John Turturro e Winona Ryder. La serie verrà trasmessa in tre prime serate: dopo la prima andata in onda venerdì 14 gennaio, i prossimi appuntamenti sono in programma giovedì 20 e venerdì 28 gennaio alle 21.20.

Il complotto contro l’America, la trama

New Jersey, 1940. La Seconda guerra mondiale, che è ancora una guerra solamente europea, è al centro della campagna elettorale degli Stati Uniti. Da una parte c’è il democratico Franklin Delano Roosevelt, il presidente in carica, dall’altra il repubblicano Charles Lindbergh, l’aviatore che per primo ha attraversato l’Atlantico in solitaria. Lindbergh è un eroe nazionale, un simbolo degli Stati Uniti in patria e all’estero. Ha però un piccolo difetto: guarda con simpatia a ciò che sta facendo in Europa Adolf Hitler. La famiglia ebrea dei Levin è testimone della crescente ascesa al potere dell’aviatore, che trasforma gli Stati Uniti d’America in un paese antisemita alleato con i nazisti. Il piccolo Philip sarà testimone, suo malgrado, dei violenti cambiamenti politici e sociali che ne derivano.

 

Il romanzo fantapolitico di Philip Roth

La miniserie televisiva in onda su Rai3 è tratta dall’omonimo romanzo fantapolitico di Philip Roth pubblicato nel 2004. La storia si presenta come una ucronia il cui punto di divergenza è la vittoria di Charles Lindbergh alle elezioni presidenziali del 1940, evento che porta gli Stati Uniti d’America a divenire quasi un alleato della Germania nazista. Il libro ha vinto il Premio Sidewise per la storia alternativa.

La vicenda è una storia alternativa che si svolge negli Stati Uniti, dove vive Philip Roth, un ragazzino ebreo che abita in un quartiere semita. L’autore immagina che alle elezioni presidenziali del 1940 venga eletto Charles Lindbergh, un famoso aviatore di stampo antisemita invece di Roosevelt, che – dopo aver scelto il senatore Burton K. Wheeler come vicepresidente e l’industriale Henry Ford come ministro dell’Interno – proclama la pace dell’America e la sua neutralità nella seconda guerra mondiale. Per questi motivi stringe un patto di non aggressione con Hitler e con l’Imperatore Hirohito del Giappone.

Nell’epilogo del romanzo la zia di Philip, Evelyn, moglie del rabbino Bengelsdorf, importante funzionario del governo Lindbergh, rivela che un complotto era in atto contro l’America: Lindbergh e sua moglie non erano altro che dei burattini nelle mani di Hitler, che aveva rapito loro il figlio e minacciava di ucciderlo; il dittatore preparava i loro discorsi e apriva loro la strada verso la Casa Bianca, in modo da avere sotto controllo l’America ed assicurarsi che essa non attaccasse la Germania né nessun altro stato appartenente all’Asse. Si suppone che Lindbergh sia stato rapito e poi fatto sparire proprio dai tedeschi perché, anche se in apparenza stava mettendo in atto misure antisemite, in realtà non stava facendo granché, limitato dal suo sentimento di libertà e di uguaglianza americano. Lo stesso Philip ammette che la teoria, contenuta in un bestseller successivamente pubblicato dal rabbino Bengelsdorf e fermamente smentita dalla vedova Lindbergh, era molto poco credibile, per quanto, tra le varie teorie complottiste, non fosse comunque la meno convincente.

 

 

 

Chi è Philip Roth

Nato a Newark il 19 marzo 1933 e scomparso a New York il 22 maggio 2018, Philip Roth è stato uno scrittore statunitense, tra i più noti e premiati della sua generazione. L’autore è considerato non solo tra i più importanti romanzieri ebrei di lingua inglese, ma anche, secondo il critico Harold Bloom, il maggiore narratore statunitense dopo Faulkner. Per Bloom “Roth è il culmine di un enigma irrisolto nella letteratura ebraica dei secoli XX e XXI. Le complesse influenze di Kafka e Freud e il malessere della vita ebraico-statunitense produssero in Philip un nuovo genere di sintesi”.

Philip Roth è famoso in particolare per il racconto lungo “Goodbye, Columbus“, successivamente unito ad altri 5 più brevi in volume che è stato premiato con il National Book Award. L’autore diventò conosciuti al grande pubblico grazie a “Lamento di Portnoy“, da alcuni considerato un libro scandaloso. Da quel momento Roth si è ritagliato un posto di grande interesse e attesa in occasione dell’uscita di ogni titolo, forte di una produzione ampia e costante e grazie allo scontro tra estimatori e detrattori che lo accusano di utilizzare un linguaggio troppo aperto e scurrile. È stato proposto più volte per il Premio Nobel, che non ha mai ottenuto, pur essendo stato premiato con altri riconoscimenti.

I suoi romanzi tendono a essere autobiografici, con la creazione di alter ego (il più famoso dei quali è Nathan Zuckerman, che appare in diverse opere), con personaggi che portano il suo vero, come nel caso de “Il complotto contro l’America”, anche quando non sono lui (vedi “Operazione Shylock“). Oltre alla vena autobiografica, i suoi ritratti familiari e di quartiere diventano fortemente esemplari dell’umanità della zona (la periferia a ovest di New York e soprattutto Newark) e dell’epoca, tanto da contribuire a dipingere un’identità personale e collettiva.

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