Il Premio David di Donatello 2020

David di Donatello, vincono Bellocchio, Favino e Trinca

Una cerimonia virtuale, quella del David di Donatello 2020, per celebrare il meglio del cinema "made in Italy"
David di Donatello, vincono Bellocchio, Favino e Trinca

Candidati e premiati direttamente da casa per la cerimonia del David di Donatello 2020. Una cerimonia virtuale condotta da Carlo Conti dallo studio 2 di Via Teulada per celebrare il meglio del cinema “made in Italy” che si è visto sul grande schermo quest’anno. 

Trionfa Il traditore

Il David di Donatello 2020 premia il film Il traditore di Marco Bellocchio che un anno fa esordiva al festival di Cannes. Non solo miglior film ma altre cinque statuette importanti compresa miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio, migliori attori protagonista Pierfrancesco Favino e non protagonista Luigi Lo Cascio. “Non vediamo l’ora di tornare, sono sicuro che chi deve fare in modo che accada si sta impegnando.” Ha detto Favino ricevendo il premio che ha dedicato a Stella Favino, “mia mamma”. 

Gli altri vincitori del David di Donatello

Jasmine Trinca è la migliore attrice protagonista per La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek ai David di Donatello. Valeria Golino è la vincitrice del premio come migliore attrice non protagonista (per 5 è il numero perfetto) “Lo dedico all’Italia a tutti noi”. Phaim Bhuiyan è il vincitore del David di Donatello per Bangla come regista esordiente. Il giovane autore di 24 anni ha dedicato il premio ai ragazzi come lui di seconda generazione. Il film, da lui stesso interpretato, racconta di un giovane musulmano di origini bengalesi che vive con la sua famiglia a Torpignattara, quartiere multietnico di Roma.

Tornare a sognare con il cinema

Prima dell’inizio della cerimonia di premiazione, Carlo Conti ha letto la lettera del Presidente Mattarella. Il Presidente della Repubblica si è così rivolto a Piera Detassis, presidente dell’Accademia del cinema Premi David di Donatello. “Il cinema – come tanti grandi maestri italiani ci hanno insegnato – è l’arte del sogno. Un sogno che si realizza ogni volta, concretamente, con la collaborazione di tutta una filiera di professionalità – attori, registi, tecnici, sceneggiatori, pittori, scenografi, costumisti, musicisti e tanti altri – e che genera, a livello industriale, un notevole e importante indotto. Per ricostruire il nostro Paese dopo la drammatica epidemia sarà necessario recuperare ispirazioni e, quindi, tornare a sognare e a far sognare.”

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