Sanremo 2020

Canzoni Sanremo 2020: meno amore e più divertimento nei testi

Abbiamo analizzato i testi delle canzoni di Sanremo 2020 e abbiamo estratto le parole più utilizzate e i temi più trattati: i risultati sono sorprendenti
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Stasera inizia l’evento televisivo più atteso dagli italiani, la 70a edizione del Festival di Sanremo,e noi abbiamo analizzato i testi dei 24 brani che si sfideranno sul palco del teatro Ariston. Come previsto, ci sono parole e temi che ritornano ma c’è anche un assente illustre, o quanto meno un invitato speciale che resterà quest’anno più dietro le quinte di quanto si possa immaginare: l’amore.

La parola più diffusa

Mai furono così preveggenti le parole utilizzate nei testi di quest’anno e credo che nessuno, ma proprio nessuno, avrebbe potuto prevedere la più diffusa: NON. Eppure a parlare di negazione non si fa mica un torto, anzi raccontare l’oggi tralasciando la parte di vuoto che ogni negazione porta con sé sarebbe un colpo basso, un modo meschino e subdolo per evitare di fare centro sul nostro contemporaneo. “Non” è una parola che impedisce, che divide, che mette in evidenza l’impossibilità di qualcosa, di un gesto come di un sentimento.

Lavati i denti e non provare invidia, non lamentarti che c’è sempre peggio” come dicono Bugo e Morgan nel pezzo “Sincero“; “Tu non lo dici e io non lo vedo, l’amore è cieco o siamo noi di sbieco?” si chiede Francesco Gabbani nella canzone “Viceversa“; “Gli amori miei buttati alla rinfusa, non mi ricordo mai dove li metto” racconta Irene Grandi nel brano “Finalmente Io“, scritto per lei dal mitico Vasco Rossi.

“Non” per più di duecento volte, “Non” per parlare dell’Italia e del ritorno di Amadeus agli anni’80, gli anni del bere e del bel vivere, gli anni di Sabrina Salerno e dei Ricchi e Poveri, del godimento a tutto spiano e della famiglia un po’ finta alla Mulino Bianco, la famiglia dei buoni sentimenti e degli inguacchi nascosti sotto al tappeto.

Le altre parole

A seguire “Non” a lunga distanza c’è “Dove” e poi a scendere “Mio”, tanto per mettere in risalto l’egoismo dei tempi e l’amore come categoria di appartenenza o atto di possesso…e poi non stiamoci a lamentare degli uomini che credono di avere potere sulle donne, perché senza quel “mio” l’amore sarebbe rispetto e libertà. E a seguire “mondo”, “volere”, “tutto”, “amore”, “tempo”, “musica” e i più attuali “tasse”, “razzista”, “centro sinistra” e “stanco”.

Temi e tendenze

Tra i temi ricorrenti e raccontati dai testi di quest’anno, c’è un ritorno alla “famiglia” e agli affetti cari, come nel caso del testo “Come mia madre” che la rivelazione di Amici Giordana Angi dedica alla mamma, o “Gigante” che Piero Pelù dedica al nipote di tre anni, in modo di certo più fresco e originale.

E poi la tendenza al piacere e al godimento, un sano e puro edonismo, che ci riporterà dritti dritti a rivivere la Milano da bere, la carnalità di Drive In e le donne semivestite in tv, sempre un passo indietro e mai di fianco a nessuno, nemmeno all’ultimo degli uomini, e il tirare tardi fino al mattino, solo per il gusto di non rincasare, per far ballare i nostri corpi e ripulire le nostre menti dalla disgrazia del pensiero.  

E infine l’amore

Amori incompleti, amori falliti per autosabotaggio, amori difficili, amori fragili e amori per le piccole cose, amori traditi, amori mai espressi e mai dimenticati, amori imprendibili e imprevedibili e poi amori che ispirano una rinascita o incoraggiano a un cambiamento. Non c’è Saremo senza l’amore e senza le classiche serenate. Come dire amare tutto per non amare niente e così sia.

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