I versi di Jorge Luis Borges per augurare Buon San Valentino
Versi da dedicare a chiunque amiamo sulla terra, oggi o qualsiasi altro giorno, questi di Jorge Luis Borges tratti dalla sua immortale poesia “I sabati”.

Jorge Luis Borges, uno dei più grandi poeti, narratori e saggisti del Novecento, ha saputo coniugare nella sua scrittura una profondità filosofica con un lirismo raffinato e potente. I suoi versi, spesso essenziali e misurati, celano una densità di significati capace di aprire infinite riflessioni. Nella poesia I sabati, contenuta nella raccolta “Il fervore di Buenos Aires“, troviamo una chiusura suggestiva e intensa nei suoi ultimi tre versi:
Tu,
ieri soltanto tutta la bellezza
sei anche tutto l’amore, adesso.
Jorge Luis Borges e i suoi immortali versi sull’amore
Borges, con una semplicità solo apparente, costruisce un passaggio che ci parla della metamorfosi dell’amore. La bellezza è qui legata al passato, a un’epoca in cui l’oggetto del desiderio era percepito come pura estetica, come immagine ideale e perfetta. Ma il poeta sottolinea come questa bellezza non sia andata perduta: essa si è trasformata, si è arricchita di significato. Ora non è più solo un’esperienza visiva o contemplativa, ma si è fusa con il sentimento stesso dell’amore, divenendo qualcosa di più profondo e autentico.
Il contrasto tra “ieri” e “adesso” scandisce questa evoluzione. L’amore non è più soltanto attrazione per un aspetto esteriore, ma si è consolidato in qualcosa di eterno, che supera l’istante della semplice visione e diventa una condizione esistenziale.
Il tempo e la memoria nell’opera di Borges
Borges ha sempre avuto un rapporto peculiare con il tempo e la memoria. Nei suoi racconti e nelle sue poesie, il tempo non è mai lineare, ma piuttosto circolare o addirittura simultaneo. Questo concetto è riscontrabile anche nei versi di “I sabati”, dove il passato non è qualcosa di statico e concluso, ma un elemento che si rigenera nel presente attraverso la memoria e il sentimento.
L’amore, in questa prospettiva, è un processo di consapevolezza: ciò che era visto solo come bellezza si evolve in un sentimento che abbraccia non solo l’apparenza, ma anche l’essenza della persona amata. È un percorso che si compie nel tempo, ma che al tempo stesso ne sfida i confini.
Nei versi di Borges, la figura dell’amato o dell’amata non è mai un semplice oggetto di desiderio, ma diventa parte della stessa identità del poeta. L’amore non è solo un’emozione, ma una condizione dell’essere, un elemento che modella la percezione del mondo.
L’uso della seconda persona singolare, “tu”, crea un senso di intimità assoluta. La persona amata non è una figura astratta o lontana, ma è presente, viva, tanto da essere l’incarnazione stessa di ciò che il poeta sente e comprende. Non si tratta di un amore idealizzato e distante, ma di una realtà concreta che si afferma nel momento stesso in cui viene pronunciata.
Il sentimento amoroso secondo Borges
Per Jorge Luis Borges, l’amore non è mai un semplice sentimento passeggero, ma un vero e proprio miracolo metafisico. Nelle sue pagine, l’incontro tra due persone è l’unico evento capace di sospendere le leggi ferree del tempo e dello spazio, trasformando un istante quotidiano in un momento eterno.
Questo legame si intreccia indissolubilmente con il tema del destino: il sentimento amoroso borgesiano è un riconoscimento, il culmine di una ricerca silenziosa durata secoli e generazioni, in cui gli amanti sembrano ritrovarsi attraverso i labirinti della storia. Scegliere un suo verso significa dunque andare oltre la superficie del romanticismo convenzionale; è un invito a celebrare un legame fatale e profondissimo, perfetto per chi cerca un messaggio d’amore che non sia “sdolcinato”, ma che abbia il peso e la bellezza del mito.
L’amore come rivelazione
Un altro elemento essenziale nei versi di Borges è la dimensione della rivelazione. L’amore, nella sua forma più alta, non è un sentimento statico, ma una presa di coscienza. Il passaggio dalla bellezza all’amore segna un momento di illuminazione interiore, in cui il poeta riconosce una verità profonda che prima gli era sfuggita.
La bellezza era uno stato di ammirazione, forse superficiale; l’amore, invece, è la comprensione che questa bellezza non è solo un’illusione del passato, ma una realtà viva e presente. È l’accettazione di un legame che va oltre l’apparenza e si radica nell’essenza stessa dell’altro.
Nei suoi ultimi tre versi di “I sabati”, Borges ci consegna una riflessione sull’amore che sfida il tempo e la caducità delle cose. Ciò che era ieri una semplice immagine di bellezza si è trasformato in un sentimento autentico, profondo, che non si limita a esistere nel passato, ma trova la sua piena realizzazione nel presente.
L’amore, per Borges, è un’esperienza che trascende l’effimero, che si rinnova nella memoria e che si fa materia viva nell’attimo in cui viene riconosciuta. È la scoperta che ciò che ci appariva distante è, in realtà, sempre stato con noi: una certezza che illumina l’anima e che, nella sua essenza, non svanisce mai.
Subiamo ancora una volta l’incanto dei versi di Borges leggendo la poesia I sabati nella sua interezza, nella traduzione di Tommaso Scarano:
I Sabati
A.C.G.
Là fuori c’è un tramonto, gemma oscura
incastonata nel tempo,
e una profonda città cieca
di uomini che non ti videro.
La sera tace o canta.
Qualcuno libera gli aneliti
crocifissi in un piano.
Sempre, la numerosa tua bellezza.Anche quando non ami
la tua bellezza
prodiga il suo miracolo nel tempo.
Sta in te la gioia
come la primavera nella foglia tenera.
Io non sono più niente,
soltanto un desiderio
smarrito nella sera.
La delizia sta in te
come la crudeltà sta nelle spade.La notte opprime l’inferriata.
Nell’austero salone
come ciechi si cercano le nostre solitudini.
Sopravvive glorioso all’imbrunire
il candore della tua pelle.
Nel nostro amore c’è una pena
che assomiglia all’anima.Tu,
ieri soltanto tutta la bellezza
sei anche tutto l’amore, adesso.
Maria Kodama: la “custode” del labirinto di Borges
Dietro l’universo metafisico di Jorge Luis Borges si nasconde la figura di Maria Kodama, molto più di una semplice compagna: è stata la sua musa, la sua lettrice instancabile e la custode dei suoi sogni. Di origini giapponesi e tedesche, Maria entrò nella vita dello scrittore quando lui era già avvolto dalla cecità, diventando letteralmente i suoi occhi sul mondo. Insieme hanno viaggiato nel tempo e nello spazio, esplorando labirinti reali e letterari, uniti da un sentimento che Borges stesso definì “un destino inevitabile”.
Dopo la morte del genio argentino, Maria ha dedicato la sua intera esistenza a proteggere e diffondere la sua eredità, dimostrando che l’amore, proprio come i versi di Borges, può sfidare l’oblio e farsi eterno.
Scopri di più sulla storia tra Jorge Luis Borges e Maria Kodama