I versi di Bertolt Brecht ci insegnano ciò che davvero conta nella vita

26 Gennaio 2026

Tratti dalla poesia “Piaceri”, scritta da Bertolt Brecht nella raccolta “Poesie 1947-1956”, questi versi ci illustrano quali sono i piaceri della vita secondo il poeta tedesco

I versi di Bertolt Brecht ci insegnano ciò che davvero conta nella vita

Cosa conta davvero nella vita per un’esistenza autentica? In molti scrittori e poeti hanno cercato di dare una risposta a questa domanda esistenziale. Uno di questi è stato il drammaturgo, poeta, regista teatrale e saggista tedesco Bertolt Brecht, all’interno di un verso tratto dalla poesia “Piaceri”, scritta nel 1954 a Berlino Est e pubblicata da Bertolt Brecht nella raccolta “Poesie 1947-1956”.

“Scrivere, piantare viaggiare cantare essere gentili”

Ciò che conta davvero nella vita

Questo verso di Brecht sintetizza alla perfezione ciò che per lui conta davvero nella vita: scrivere, piantare, viaggiare, cantare, essere gentili. Ognuna di queste azioni rappresentano valori universali e condivisibili da molti: il piacere della cultura, la passione e il rispetto per l’ambiente, l’importanza di conoscere nuove culture e popolazioni, la bellezza di esprimere e condividere il proprio talento e le proprie passioni, il sapersi rapportare con gli altri in modo amichevole.

Ma analizziamo i singoli verbi a cui Brecht da risalto in questo verso: iniziamo dallo scrivere, un atto non solo letterario, ma di autocoscienza. Significa fissare il pensiero, dare un nome alle proprie paure e ai propri desideri. È il tentativo di rendere eterno ciò che è effimero. In questo contesto, è l’azione che riguarda la mente e la memoria.

Piantare rappresenta il verbo della pazienza e della cura. Significa avere fiducia nel domani: chi pianta qualcosa sa che non ne godrà necessariamente l’ombra oggi stesso. È un atto di umiltà e di connessione profonda con la natura, un modo per restituire alla terra ciò che prendiamo.

Il viaggio rappresenta il movimento dello spirito. Significa non restare ancorati ai propri pregiudizi, spostare il confine della propria “confort zone”. È l’esperienza del diverso che ci permette di capire chi siamo davvero.

Il canto è l’espressione più pura dell’anima. Rappresenta la celebrazione, la capacità di trasformare l’emozione in suono. È l’aspetto estetico e vitale dell’esistenza: non si canta per utilità, ma per il piacere puro di esistere e di condividere un’armonia.

Infine “essere gentili”: non si tratta di un’azione “produttiva”, ma un modo di stare al mondo. La gentilezza è la colla che tiene insieme le altre azioni. Senza gentilezza, il successo dello scrivere o del viaggiare rimane un esercizio egoistico. È la scelta consapevole di non aggiungere dolore al mondo, di accogliere l’altro con compassione.

L’importanza di condividere valori positivi con gli altri

Nella vita, ciò che conta può variare da persona a persona, ma ci sono alcuni temi universali che molte persone tendono a considerare importanti: l’importante è condividere valori positivi e metterli in pratica esprimendo la propria personalità, il proprio talento e al tempo stesso metterlo al servizio degli altri.

Sapere mantenere relazioni positive, capaci di raggiungere il benessere emotivo e la felicità, mantenere la salute fisica e mentale, avere uno scopo capace di realizzarci come persone nel mondo, dare un senso alla nostra esistenza grazie all’apprendimento continuo e coltivare la felicità e la gratitudine per le piccole cose: tutte queste cose. e tante altre ancora, possono migliorare notevolmente la qualità della vita.

Non solo il proprio benessere: dare priorità nella vita a ciò che conta davvero ci permette di fare parte di una comunità e contribuire al benessere degli altri. Ogni individuo ha le proprie priorità e valori: per questo è importante riflettere su ciò che è significativo per ciascuno di noi e metterlo in pratica.

I piaceri della vita

Questi versi di Bertolt Brecht sono dedicati ai piaceri della vita. Scritta in periodo di grande leggerezza, ispirata da uno stato d’animo d’appagamento, ed eccitato dalla soddisfazione per la casa che gli era appena stata assegnata in Chausseestrasse, a pochi passi dal teatro Berliner Ensemble di Berlino Est, la poesia racconta dei piccoli piaceri mattutini e dei piccoli gesti che rendono la nostra vita più bella.

In un momento favorevole, con le migliori condizioni di vita cui poteva aspirare e con il tempo a disposizione, finalmente, per poter organizzare la sua giornata e il suo lavoro al meglio, nel 1954 Brecht si butta anima e corpo a comporre poesie.

Ecco di seguito il testo integrale:

“Piaceri” di Bertholt Brecht

Il primo sguardo dalla finestra al mattino
il vecchio libro ritrovato
volti entusiasti
neve, il mutare delle stagioni
il giornale
il cane
la dialettica
fare la doccia, nuotare
musica antica
scarpe comode
capire
musica moderna
scrivere, piantare
viaggiare
cantare
essere gentili.

Chi è Bertolt Brecht

Eugen Berthold Friedrich Brecht, conosciuto come Bertolt Brecht, nasce in Germania nel 1898 in una famiglia borghese. Cresce schivo e solitario; i frequenti problemi di salute gli impediscono di trascorrere un’infanzia spensierata. Nel 1913 comincia a scrivere i suoi primi componimenti. Prosegue gli studi con scarso interesse, più appassionato all’arte, al cinema e alla letteratura.

I componimenti di Brecht, che prima erano più incentrati sul patriottismo e sulla grandezza della Germania, adesso si focalizzano sulla povertà del popolo: la fame, la guerra, la miseria, l’emarginazione e la povertà sono tematiche che il poeta tratta facendo uso della pietas e riesumando la forma semplice e tradizionale della ballata. Bertolt Brecht diventa sempre più famoso.

Gira l’Europa e conosce molti intellettuali dell’epoca. Alcune delle sue opere teatrali causano tensioni con i governi dei paesi in cui esse vengono rappresentate, come avviene più volte a Berlino Est.

Il suo teatro, che ha fortemente influenzato l’arte scenica del Novecento, lo rende celebre in tutto il mondo e lo fa entrare a pieno diritto nel canone artistico e letterario europeo. Muore nel 1956, a causa di un infarto cardiaco che è solo il culmine di un lungo periodo di malattia.

Brecht è conosciuto soprattutto come drammaturgo, ma è stato autore di diverse raccolte di poesie, tra le più commoventi della lirica tedesca novecentesca. I suoi versi diretti, la scrittura semplice e ritmata, il tono disilluso e al tempo stesso pacato, come se stesse prendendo delle brevi annotazioni quotidiane, raccontano di uno scrittore sensibile e di un intellettuale attento.

Nonostante l’epoca di atroci crudeltà che gli si dipana intorno, il suo immaginario poetico è concreto, concentrato sull’esaltazione di una forma di bellezza gentile e appagante, a cui è difficile sottrarsi, e sui piccoli piaceri della vita.

© Riproduzione Riservata