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Sanremo 2026: le parole più usate e le frasi più belle delle canzoni in gara

Sanremo 2026: le parole più usate e le frasi più belle delle canzoni in gara

Scopri le parole più utilizzate all’interno dei brani di Sanremo 2026 e quali sono le frasi più belle di ciascuna canzone per esplorare l’anima poetica di ogni artista in gara.  

Sanremo 2026 le parole più usate e le frasi più belle delle canzoni in gara

Manca poco all’inizio del Festival di Sanremo 2026. In attesa delle serate in cui si esibiranno i cantanti in gara, abbiamo voluto analizzare i testi delle canzoni in gara, in modo da verificare le parole più utilizzate ed i temi più ricorrenti.

La 76ma edizione del Festival della canzone italiana si prospetta un mosaico di fragilità, ironia e introspezione. Se Sanremo 2025 era stato l’anno della rinascita, il 2026 è l’anno in cui ci si guarda allo specchio senza filtri. Analizzando i testi dei 30 Big in gara, emerge un vocabolario che oscilla tra il crudo realismo della strada e la dolcezza nostalgica del passato.

Le parole più utilizzate nei brani delle canzoni

Ma iniziamo con l’analisi del Lessico: cosa dicono i cantanti in gara in questa edizione condotta per il secondo anno consecutivo da Carlo Conti? Quest’anno le parole più ripetute ci offrono una “nuvola” concettuale molto chiara: il filo conduttore dell’edizione sembra essere l’accettazione della caduta e della fragilità umana, temi intrinsecamente legati al racconto della vita moderna.

Anche quest’anno “amore”, ripetuta oltre 30 volte, risulta essere la parola più utilizzata. Presente in quasi ogni brano, il sentimento amoroso però raramente viene idealizzato: si tratta perlopiù di un amore “tossico”, “stanco” o “familiare”, quasi sempre legato alla sofferenza o alla paura della perdita.

Al secondo posto tra le parole più usate all’interno dei brani di Sanremo 2026 troviamo “vita”, un termine che diventa il concetto centrale in brani come quello di Fedez & Masini (Male necessario), dove si parla delle cicatrici che la vita stessa lascia, e in quello di Luchè, che esplora l’esistenza come un “labirinto”.

A seguire tra i termini più ricorrenti troviamo “notte”, la parola chiave per Arisa, Malika Ayane, Tommaso Paradiso e Serena Brancale. La notte non è solo buio, è il momento della verità e dei ricordi. Seguono i concetti di “paura/male” ricorrenti nei testi di Fulminacci, Levante, Fedez & Masini e Leo Gassmann. Il dolore viene accettato come “necessario” per crescere. Tra le parole più utilizzate troviamo “ricordo”: un termine che segna il ritorno dei veterani (Raf, Patty Pravo) e la malinconia dei più giovani.

Le parole più usate ci dicono che siamo un’Italia “stanca ma non arresa”, che cerca la luce nel labirinto (Luchè) o in una “magica favola” (Arisa) per non smettere di sperare.

Sanremo 2026: le frasi più belle all’interno delle canzoni in gara

Adesso scopriamo, per ogni singolo brano, quali sono le frasi più belle di ciascuna canzone ed esploriamo attraverso queste frasi l’anima poetica di ciascun artista in gara.

1. Arisa – Magica favola
“A quarant’anni voglio solamente ritrovare un po’ di pace.”
Un brano che segna il ritorno alla purezza vocale. È un’accettazione serena del tempo che passa, meno stravagante e più risolta rispetto al passato.

2. Luchè – Labirinto
“Sei bella come una bugia detta per non piangere.”
Urban poetico e crudo. Luchè descrive Napoli e l’amore con la stessa durezza, dipingendo una relazione dove la verità è un lusso che nessuno può permettersi.

3. Michele Bravi – Prima o poi
“Il bicchiere è mezzo pieno solo perché ho già bevuto una bottiglia intera.”
Bravi gioca con l’esistenzialismo e l’autoironia. È una ballata sulla dipendenza emotiva, cantata con la solita eleganza teatrale.

4. Fedez & Masini – Male necessario
“Non ho più spazio per l’inchiostro, ma per le cicatrici c’è sempre un posto.”
L’incontro tra il pop-rap di Fedez e il graffio di Masini genera un pezzo terapeutico. Il dolore non è un nemico, ma la prova che siamo vivi.

5. J-Ax – Italia Starter Pack
“Qui non si protesta per lo stipendio, solo per la pizza con l’ananas.”
Politico, dissacrante e velocissimo. J-Ax scatta una foto spietata dei paradossi italiani tra social e realtà.

6. Samurai Jay – Ossessione
“Non è amore è una malattia, questo maledetto feeling.”
Un pezzo magnetico che esplora il confine sottile tra passione e tossicità. Il ritmo è martellante, proprio come un’ossessione.

7. Fulminacci – Stupida sfortuna
“Se mi stai ancora cercando, sono dove stavo ieri.”
L’indie d’autore al suo meglio. Una riflessione sulla pigrizia sentimentale e sulla fatalità delle piccole cose.

8. Levante – Sei tu
“L’innamoramento è come la perdita del controllo fisico.”
Un brano viscerale. Levante descrive l’amore non come un sentimento etereo, ma come una reazione biochimica che scuote le ossa.

9. Patty Pravo – Opera
“Nella vanità, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera.”
La Pravo porta sul palco un testo che è un testamento artistico sulla bellezza che resiste a tutto.

10. Eddie Brock – Avvoltoi
“È più facile per te farti spogliare, che spogliarti il cuore.”
Un testo amaro sulla superficialità dei rapporti moderni consumati troppo in fretta.

11. Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
“La colpa non è nostra, non siamo dei coglioni.”
Un inno generazionale “anti-fustigazione”. Un invito a smetterla di sentirsi sbagliati per non corrispondere alle aspettative altrui.

12. Ermal Meta – Stella stellina
“Cercami dove il cielo si fa stretto e la paura è un letto troppo freddo.”
Meta torna a toccare corde sociali e umane profonde. Una ninna nanna per adulti che hanno perso la strada.

13. Raf – Ora e per sempre
“Ci sarai anche se mai più ti rivedrò, sei nell’anima.”
Malinconia luminosa che parla di un amore che sopravvive alla distanza fisica.

14. Chiello – Ti penso sempre
“Che senso ha innamorarsi se si finisce per stare così male?”
Chiello urla la sua frustrazione con una sincerità che disarma, parlando ai giovanissimi senza filtri.

15. Serena Brancale – Qui con me
“Ti cerco nei gesti che non faccio, madre che mi hai lasciato il tuo coraggio.”
Un omaggio alle proprie origini e al legame indissolubile con la famiglia.

16. Tredici Pietro – Uomo che cade
“La città ci fotte l’anima, siamo solo bambini scivolati sul cemento.”
Pietro analizza la caduta non come un fallimento, ma come una condizione umana inevitabile nella giungla urbana.

17. Nayt – Prima che
“La realtà non si vede finché io non ti vedo.”
Nayt riflette sulla percezione della realtà attraverso lo sguardo dell’altro.

18. Sayf – Tu mi piaci tanto
“Tenco è morto qui vicino, e noi ridiamo ancora davanti a un vino.”
Un contrasto fortissimo tra il peso della storia di Sanremo e la leggerezza di un incontro amoroso fortuito.

19. LDA & Aka 7even – Poesie clandestine
“Scriviamo versi sui muri perché il silenzio ci fa troppa paura.”
I due giovani napoletani uniscono le forze per un brano pop-urban che celebra la parola come arma di difesa.

20. Dargen D’Amico – Ai Ai
“L’intelligenza artificiale non sa ancora come si fa a soffrire per amore.”
Dargen usa la tecnologia come metafora per dire che l’unica cosa che ci rende umani è il dolore.

21. Ditonellapiaga – Che fastidio!
“E il corso di pilates mi deprime, il pranzo salutare mi fa schifo.”
Un pezzo funk divertente contro l’ossessione per il benessere e il perfezionismo estetico.

22. Elettra Lamborghini – Voilà
“Viva l’amore amore amore che si fa!”
Elettra omaggia l’icona Raffaella cercando di ereditare quel mix di libertà e divertimento.

23. Bambole di Pezza – Resta con me
“Siamo punk nel cuore ma col pigiama di seta.”
Il ritorno del pop-punk femminile. Una canzone che gioca sui contrasti tra ribellione e comodità.

24. Tommaso Paradiso – I romantici
“Vorrei avere un pianoforte in tasca solo per ricordarmi di noi.”
Paradiso scrive un brano che sembra già un coro da stadio durante i tramonti estivi.

25. Malika Ayane – Animali notturni
“La strada è una giungla, puntiamo alla luna.”
Malika descrive il popolo della notte con una grazia jazzistica che incanta.

26. Sal Da Vinci – Per sempre sì
“Un amore che non chiede scusa, che apre ogni porta chiusa.”
La grande tradizione melodica italiana. Un brano potente, pensato per far vibrare il teatro Ariston.

27. Leo Gassmann – Naturale
“Ci siamo fatti così male che ora guarire sembra quasi innaturale.”
Gassmann matura e si interroga sulla difficoltà di perdonare se stessi dopo una rottura pesante.

28. Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
“Il mondo va in malora, ma io cerco ancora il tuo respiro.”
Il brano mette al centro la resistenza dei sentimenti contro il caos esterno.

29. Francesco Renga – Il meglio di me
“Lascia il peggio di me in macchina, tu sei tutto quello che di buono resta.”
Un testo sull’umiltà in amore. Renga canta la consapevolezza di essere imperfetti, ma salvati dalla persona giusta.

30. Mara Sattei – Le cose che non sai di me
“Mi nascondo dietro un trucco perfetto per non farti vedere il difetto.”
Un’analisi sulla vulnerabilità nascosta dietro l’immagine pubblica.