Una frase di Luigi Pirandello sulle assurdità della vita

11 Marzo 2026

Luigi Pirandello, come già nell'appendice de "Il fu Mattia Pascal" anche in "Sei personaggi in cerca d'autore" ci ricorda che la vita non deve essere verosimile, perché è vera.

Una frase di Luigi Pirandello sulle assurdità della vita

Questa celebre battuta, tratta dal primo atto di “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello, racchiude una delle idee fondamentali della poetica pirandelliana: il contrasto tra la logica della realtà e quella della rappresentazione. In poche righe, Pirandello mette in discussione il rapporto tra verità, verosimiglianza e assurdità, rivelando una visione della vita profondamente moderna e inquieta.

“Oh, signore, lei sa bene che la vita è piena d’infinite assurdità, le quali sfacciatamente non han neppure bisogno di parer verosimili; perché sono vere.”

Il vero e il verosimile in Luigi Pirandello

L’affermazione parte da un paradosso apparente. Nella tradizione artistica, soprattutto nel teatro e nella narrativa, si è sempre cercato di costruire storie che risultassero verosimili, cioè credibili agli occhi dello spettatore o del lettore. La verosimiglianza è stata per secoli una regola fondamentale dell’arte: anche gli eventi più straordinari dovevano sembrare plausibili, coerenti con una logica narrativa riconoscibile. Pirandello, però, ribalta completamente questa prospettiva.

Secondo lo scrittore siciliano, la vita reale non segue necessariamente una logica ordinata o coerente. Al contrario, è spesso attraversata da eventi assurdi, contraddittori e imprevedibili. Proprio perché reali, queste situazioni non hanno bisogno di apparire plausibili: esistono e basta. In altre parole, la realtà può permettersi di essere illogica in un modo che l’arte, tradizionalmente, non ha sempre osato rappresentare.

Questa riflessione si inserisce nel contesto più ampio della poetica pirandelliana, fondata sull’idea che la realtà sia instabile e sfuggente. Pirandello è noto per aver messo in discussione molte certezze della cultura tradizionale, tra cui l’idea di un’identità stabile e di una verità unica. Nei suoi romanzi e nelle sue opere teatrali, i personaggi spesso si trovano intrappolati tra diverse versioni della realtà, incapaci di stabilire quale sia quella autentica.

In Sei personaggi in cerca d’autore, questo tema viene portato alle estreme conseguenze attraverso una struttura teatrale innovativa. L’opera racconta la storia di sei personaggi incompiuti che irrompono durante le prove di una compagnia teatrale, chiedendo che la loro vicenda venga rappresentata. I personaggi sostengono di essere più reali degli attori stessi, perché la loro storia è fissa e immutabile, mentre gli esseri umani cambiano continuamente.

La citazione sull’assurdità della vita emerge proprio in questo contesto. I personaggi si scontrano con gli attori e con il capocomico, che cercano di adattare la loro storia alle esigenze della rappresentazione teatrale. Tuttavia, ciò che appare logico e coerente sulla scena non sempre coincide con la verità vissuta dai personaggi. Pirandello mette così in luce una tensione fondamentale: la vita è caotica e contraddittoria, mentre l’arte tende a semplificarla per renderla comprensibile.

Quando Pirandello afferma che la vita è piena di “infinite assurdità”, non intende soltanto eventi bizzarri o improbabili. L’assurdità di cui parla riguarda soprattutto le contraddizioni dell’esistenza umana. Gli individui possono trovarsi coinvolti in situazioni paradossali, vittime di malintesi, prigionieri di ruoli sociali che non rispecchiano la loro vera natura. Spesso le relazioni tra le persone sono dominate da incomprensioni e interpretazioni divergenti della realtà.

In questo senso, l’assurdità non è un’eccezione ma una componente strutturale della vita. Ciò che appare incoerente o incomprensibile secondo una logica razionale può comunque essere autentico. Luigi Pirandello sembra suggerire che la realtà non ha l’obbligo di adattarsi alle nostre aspettative di ordine e coerenza.

Questa visione anticipa alcune riflessioni della filosofia esistenzialista e del teatro dell’assurdo del Novecento. Autori come Samuel Beckett o Eugène Ionesco avrebbero poi esplorato la dimensione paradossale dell’esistenza umana, mostrando personaggi intrappolati in situazioni prive di senso apparente. Luigi Pirandello, pur non appartenendo a questo movimento, può essere considerato uno dei suoi precursori.

La citazione contiene anche un elemento ironico. Pirandello parla di assurdità che “sfacciatamente” non hanno bisogno di sembrare verosimili. L’aggettivo suggerisce quasi una provocazione: la realtà sembra sfidare apertamente le regole della logica e della narrativa tradizionale. È come se la vita si prendesse gioco delle nostre aspettative di ordine.

Questa ironia è tipica dello stile pirandelliano. Lo scrittore osserva l’esistenza umana con uno sguardo lucido ma anche disincantato. Nei suoi testi emerge spesso una forma di umorismo amaro, che nasce dalla consapevolezza delle contraddizioni della vita.

Un altro aspetto importante della citazione riguarda il rapporto tra verità e rappresentazione. Luigi Pirandello suggerisce che ciò che è vero non deve necessariamente apparire credibile secondo i criteri della narrazione tradizionale. Questo implica che l’arte, se vuole avvicinarsi davvero alla vita, deve accettare anche il suo lato irrazionale e paradossale.

In questo senso, Sei personaggi in cerca d’autore rappresenta una vera rivoluzione teatrale. L’opera rompe le convenzioni del teatro realistico e introduce una struttura metateatrale, in cui il processo stesso della rappresentazione diventa oggetto della storia. Il pubblico non assiste soltanto a una vicenda, ma anche alla riflessione sul modo in cui quella vicenda viene raccontata.

La frase sull’assurdità della vita diventa quindi una chiave interpretativa dell’intera opera. Luigi Pirandello invita lo spettatore a mettere in discussione l’idea che la realtà sia semplice o lineare. Al contrario, l’esistenza è fatta di contraddizioni, coincidenze improbabili e situazioni che sfidano la logica.

In definitiva, questa citazione ci ricorda che la verità non coincide sempre con ciò che appare plausibile. La vita reale, con tutte le sue imperfezioni e incoerenze, può essere molto più complessa di qualsiasi storia inventata. Ed è proprio questa complessità, a volte assurda e imprevedibile, a rendere l’esistenza profondamente umana.

© Riproduzione Riservata