Una frase di Luciano De Crescenzo sulla grandezza della vita

29 Agosto 2025

Dietro l’apparente semplicità di queste parole si nasconde una riflessione che non dovremmo sottovalutare. Luciano De Crescenzo, scrittore e fine osservatore dei costumi, aveva la capacità di esprimere concetti profondi con una leggerezza narrativa che li rendeva accessibili a tutti. La sua filosofia quotidiana, intrisa di ironia e saggezza popolare,

Una frase di Luciano De Crescenzo sulla grandezza della vita

Dietro l’apparente semplicità di queste parole si nasconde una riflessione che non dovremmo sottovalutare. Luciano De Crescenzo, scrittore e fine osservatore dei costumi, aveva la capacità di esprimere concetti profondi con una leggerezza narrativa che li rendeva accessibili a tutti. La sua filosofia quotidiana, intrisa di ironia e saggezza popolare, trova in questa frase una delle sue massime espressioni: vivere è il valore supremo, prima di ogni altra cosa.

«La vita è la vita» risponde prontamente il dottor Vittorio. «E non credere che la risposta sia banale. Significa che la cosa più importante è vivere.»

Luciano De Crescenzo e “Così parlò Bellavista

L’affermazione «La vita è la vita» potrebbe sembrare tautologica, quasi banale. Ma, come sottolinea il dottor Vittorio, non lo è affatto. La forza di queste parole sta proprio nella loro immediatezza: la vita non ha bisogno di giustificazioni esterne o di definizioni complesse. È, semplicemente. Il fatto stesso di esistere è il punto di partenza e di arrivo.

Questa prospettiva si avvicina a molte tradizioni filosofiche, dall’esistenzialismo europeo alla saggezza orientale. Filosofi come Kierkegaard, Heidegger o Sartre hanno riflettuto sull’essenza dell’esistenza, spesso sottolineando la necessità di assumere la vita come dato originario, da vivere autenticamente. Allo stesso modo, nelle filosofie orientali come il taoismo o il buddhismo, si invita a considerare la vita nella sua immediatezza, senza sovraccaricarla di concettualizzazioni che finiscono per allontanarci dall’esperienza del presente.

Vivere come valore primario

Quando il dottor Vittorio aggiunge: «Significa che la cosa più importante è vivere», egli mette in chiaro il nucleo del pensiero di Luciano De Crescenzo. Nella società moderna, spesso dominata da ansie produttive, obiettivi da raggiungere, beni da accumulare, si rischia di dimenticare che l’essenziale non è il possesso o il successo, ma l’atto stesso di vivere.

“Vivere” qui non va inteso come un semplice “sopravvivere”. Non si tratta di resistere biologicamente, ma di riconoscere nella vita un dono, un’occasione irripetibile. È un invito a riscoprire la quotidianità, i piccoli gesti, le relazioni umane, le esperienze autentiche che spesso trascuriamo perché presi da altre priorità.

La prospettiva di Bellavista

In Così parlò Bellavista, De Crescenzo mette in scena un microcosmo napoletano in cui filosofia e vita quotidiana si intrecciano. Bellavista è un professore in pensione, amante della filosofia e della saggezza popolare, che osserva la vita con uno sguardo ironico e disincantato. La frase del dottor Vittorio si inserisce in questo contesto: non è un’astrazione accademica, ma una riflessione nata dal vivere concreto, dall’esperienza, dal contatto con le persone e le cose.

Il messaggio è chiaro: la filosofia non deve allontanarsi dalla vita, ma deve servire a renderla più consapevole e piena. De Crescenzo, con la sua scrittura, incarna questa idea, avvicinando la riflessione filosofica al grande pubblico, liberandola da un’aura di esclusività.

Vita e felicità

Un aspetto interessante della frase è il suo implicito collegamento con il tema della felicità. Spesso ci si domanda che cosa sia la felicità, come raggiungerla, quali siano le condizioni necessarie per ottenerla. Luciano De Crescenzo sembra suggerire che la vera felicità non stia nella ricerca ossessiva di qualcosa di esterno, ma nell’accettazione della vita così com’è.

La vita, nella sua essenza, contiene già un valore inestimabile. Imparare a riconoscerlo e a goderne è la via per una serenità autentica. Questo pensiero si collega alla tradizione epicurea, che invitava a non inseguire piaceri infiniti ma a godere delle piccole gioie quotidiane, e si riflette anche nella saggezza popolare, che spesso esorta a “prendere la vita come viene”.

Un antidoto alla modernità frenetica

In un’epoca come la nostra, segnata dalla velocità, dalla competizione e dall’ansia di prestazione, le parole del dottor Vittorio assumono un significato quasi terapeutico. Fermarsi a riflettere che “la cosa più importante è vivere” significa ridimensionare le preoccupazioni, mettere al centro ciò che davvero conta.

Non è un invito all’inerzia, ma alla consapevolezza. L’idea è che ogni cosa – il lavoro, le ambizioni, i progetti – deve essere misurata rispetto alla vita stessa. Se questi elementi la arricchiscono, sono benvenuti; se invece la soffocano, è necessario ripensarli.

La frase di De Crescenzo può essere letta anche come un manifesto di filosofia dell’essenziale. Non si tratta di cercare risposte complesse, ma di tornare all’ovvio, a ciò che abbiamo davanti agli occhi e che spesso ignoriamo. “La vita è la vita” è una tautologia solo in apparenza: in realtà è un modo per ricordare che non serve andare oltre, che l’essenziale è già qui.

In questo senso, De Crescenzo si pone in continuità con una lunga tradizione di pensatori che hanno cercato di riportare l’uomo alla semplicità. Da Socrate, che invitava a conoscere se stessi, a Montaigne, che rifletteva sugli aspetti quotidiani dell’esistenza, fino a Leopardi, che pure nella sua visione tragica trovava nella vita la fonte di ogni poesia, l’idea di partire dall’essere vivi è sempre stata centrale.

La frase «La vita è la vita… la cosa più importante è vivere» racchiude l’anima della filosofia di Luciano De Crescenzo: un pensiero semplice ma mai banale, che mette l’esistenza al centro di ogni riflessione. È un invito a non complicare ciò che è già immensamente prezioso, a riconoscere nella vita stessa il bene più grande, indipendentemente dai successi, dai fallimenti o dalle aspettative sociali.

Attraverso la voce del dottor Vittorio, De Crescenzo ci ricorda che non c’è nulla di più importante dell’essere vivi e che la filosofia, la letteratura e persino l’ironia servono, in ultima analisi, a imparare ad apprezzare questo dono. In un mondo che corre e spesso dimentica l’essenziale, la sua frase risuona come un monito e come una carezza: la vita non va spiegata, ma vissuta.

© Riproduzione Riservata