25 frasi tratte dai libri di Fëdor Dostoevskij per conoscere la vera natura dell’uomo

23 Gennaio 2026

I temi che emergono nelle opere di Dostoevskij sono profondi, indagano l'oscurità dell'animo umano, ma sempre tesi verso una ricerca di redenzione. Ecco alcune frasi simbolo del suo pensiero.

25 frasi tratte dai libri di Fëdor Dostoevskij per conoscere la vera natura dell'uomo

I fratelli Karamàzov”, ”Delitto e castigo”, ”L’adolescente”. Questi sono solo alcuni dei romanzi di successo scritti dalla penna di Fedor Dostoevskij. Libri che sicuramente tutti voi avete letto almeno una volta nella vita.

I suoi libri contengono alcuni passaggi che sono le colonne portanti della filosofia di Fëdor Dostoevskij. Se ne “L’idiota” l’autore russo si concentra sul fallimento della bontà pura in un mondo corrotto e sul valore della compassione. Ne “I fratelli Karamazov” esplora il conflitto morale, l’amore per il creato (animali inclusi) e la psicologia del male. In “Delitto e castigo” Dostoevskij analizza la colpa, la necessità del castigo come espiazione e la miseria morale della massa, mentre opere come “Memorie dal sottosuolo” e “Le notti bianche” affrontano l’alienazione, la noia e la fuga nella fantasia.

I temi affrontati nei libri di Dostoevskij

Nelle opere dello scrittore russo, emerge frequentemente la dialettica tra il dolore e la sofferenza dell’uomo. Dostoevskij non vede il dolore solo come un male, ma come la condizione necessaria della consapevolezza. In “Delitto e castigo”, la sofferenza è il “dovere” di un cuore profondo. Senza di essa, l’uomo rimane in superficie; in opere come Memorie dal sottosuolo, emerge come l’uomo sia l’unico essere che può essere “appassionatamente innamorato” del proprio tormento, usandolo come prova della propria libertà.

In opere come “L’idiota” e de “I fratelli Karamazov”, Dostoevskij mette al centro la contrapposizione tra compassione e giustizia, tra pietà e amore: secondo l’autore non basta amare, bisogna “estrarre la radice del dolore” dell’altro. Il limite della giustizia sta nel fatto che la legge fredda, senza pietà, non è altro che una forma di crudeltà.

La natura umana, tra vigliaccheria e crudeltà, è sempre al centro delle sue opere: Dostoevskij esplora le zone d’ombra dell’animo umano con un realismo spietato. L’uomo è definito come “l’essere che si abitua a tutto”, una definizione che l’autore carica di un senso di vigliaccheria. Egli è peggio delle bestie perché è crudele in modo creativo, consapevole e raffinato.

L’uomo di Dostoevskij ha comunque bisogno dell’altro: nonostante l’odio e la crudeltà, l’essere umano ha un bisogno disperato di testimonianza e di contatto umano, anche se il pensiero più intimo rimane sempre inaccessibile agli altri.

Nonostante queste debolezze, è comunque insito nell’animo umano la ricerca di dare un senso alla propria esistenza, tendendo al bello. Frasi come “la bellezza salverà il mondo” non si riferiscono a una bellezza estetica, ma a quella morale e spirituale, l’unica forza capace di contrastare il nichilismo. Per Dostoevskij vivere non basta; l’uomo ha bisogno di un “perché”. Senza una direzione spirituale, l’esistenza diventa inerzia o noia.

Le frasi dai libri di Fëdor Dostoevskij per comprendere la vera la natura dell’uomo

I temi che emergono nelle opere di Dostoevskij sono profondi, indagano l’oscurità dell’animo umano, ma sempre tesi verso una ricerca di redenzione. Abbiamo selezionato alcune delle frasi più celebri contenute nei suoi libri, capaci di farci riflettere sulla vera natura dell’uomo.

 

1. Non passione ci vuole, ma compassione, capacità cioè di estrarre dall’altro la radice prima del suo dolore e di farla propria senza esitazione.
L’idiota

2. Voi morirete, ma non potrete mai comunicare a nessuno la sostanza più intima della vostra idea.
L’idiota

3. La bellezza salverà il mondo.
L’idiota

4. Voi mancate di pietà: non volete essere nient’altro che giusto, il che vuol dire che siete ingiusto.
L’idiota

5. Gli uomini sono fatti in modo da doversi necessariamente tormentare a vicenda.
L’idiota

6. Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive.
I fratelli Karamazov

7. Penso che se il diavolo non esiste, ma l’ha creato l’uomo, l’ha creato a sua immagine e somiglianza.
I fratelli Karamazovi

8. Io amo l’umanità, ma con mia grande sorpresa, quanto più amo l’umanità in generale, tanto meno mi ispirano le persone in particolare.
I fratelli Karamazov

9. Amate gli animali: Dio ha donato loro i rudimenti del pensiero e una gioia imperturbata. Non siate voi a turbarla, non li maltrattate, non privateli della loro gioia, non contrastate il pensiero divino. Uomo, non ti vantare di superiorità nei confronti degli animali: essi sono senza peccato, mentre tu, con tutta la tua grandezza, insozzi la terra con la tua comparsa su di essa e lasci la tua orma putrida dietro di te; purtroppo questo è vero per quasi tutti noi.
I fratelli Karamazov

10. La gente spesso parla di crudeltà “bestiale” dell’uomo, ma questo è terribilmente ingiusto e offensivo per le bestie: un animale non potrebbe mai essere crudele quanto un uomo, crudele in maniera così artistica e creativa.
I fratelli Karamazov

11. Le piccole cose hanno la loro importanza: è sempre per le piccole cose che ci si perde.
Delitto e castigo

12. A volte l’uomo è straordinariamente, appassionatamente innamorato della sofferenza.
Delitto e castigo

13. La sofferenza, il dolore sono l’inevitabile dovere di una coscienza generosa e d’un cuore profondo. Gli uomini veramente grandi, credo, debbono provare su questa terra una grande tristezza.
Delitto e castigo

14. Tutto è nella mani dell’uomo, e tutto esso si lascia portar via sotto il naso, solamente per vigliaccheria.
Delitto e castigo

15. Bisogna pure che ogni uomo abbia la possibilità di andar da qualcuno! Vengono certi momenti in cui occorre assolutamente andar da qualcuno!
Delitto e castigo

16. Soffrire e piangere significa vivere.
Delitto e castigo

17. Eccoli gli uomini. Vanno avanti e indietro per la strada: ognuno è un mascalzone e un delinquente per natura, un idiota. Ma se sapessero che io sono un omicida e ora cercassi di evitare la prigione, si infiammerebbero tutti di nobile sdegno.
Delitto e castigo

18. Hanno pianto un poco, poi si sono abituati. A tutto si abitua quel vigliacco che è l’uomo!
Delitto e castigo

19. Se avessi voluto aspettare che tutti fossero diventati intelligenti, sarebbe passato troppo tempo… Poi ho capito anche che questo momento non sarebbe arrivato mai, che gli uomini non cambieranno mai e che nessuno riuscirà a trasformarli e che tentar di migliorarli sarebbe fatica sprecata!
Delitto e castigo

20. Incontriamo a volte persone che non conosciamo affatto, ma che destano in noi subito, fin dal primo sguardo e, per così dire, di colpo, un grande interessamento, sebbene non si sia scambiata ancora una sola parola.
Delitto e castigo

21. Per agire intelligentemente non basta l’intelligenza.
Delitto e castigo

22. Un attimo di vera beatitudine! È forse poco per riempire tutta la vita di un uomo?
Le notti bianche

23. Quanto più siamo infelici, tanto più profondamente sentiamo l’infelicità degli altri; il sentimento non si frantuma, ma si concentra.
Le notti bianche

24. Mi inventavo avventure, mi creavo una vita fittizia, tanto per vivere in un mondo qualunque. E tutto per via della noia; l’inerzia mi schiacciava.
Memorie dal sottosuolo

25. Si conosce un uomo dal modo in cui ride.
L’Adolescente

© Riproduzione Riservata