Filosofo, storico, politico, critico letterario e scrittore italiano, Benedetto Croce è stato il principale teorico del liberalismo novecentesco italiano ed esponente del neoidealismo. È considerato tra i maggiori protagonisti della cultura italiana ed europea della prima metà del XX secolo, in particolare dell’idealismo.
La filosofia crociana, ispirata al liberalismo sociale e improntata alla storiografia, ebbe grande influenza sulla cultura italiana, specificatamente per il suo pensiero politico; in particolare è ricordato come guida morale dell’antifascismo con la sua “religione della libertà”.
Il pensiero di Benedetto Croce
Per Croce, la libertà non è un premio che si vince una volta per tutte, ma una forza vitale che si alimenta nel contrasto. Secondo il filosofo italiano non dobbiamo temere l’opposizione o il dissenso. Senza un avversario o una difficoltà da superare, l’intelletto si impigrisce. Per Croce, la vita è un continuo divenire: il progresso intellettuale e civile non avviene nella calma piatta, ma attraverso lo scontro e il superamento dei contrasti. La libertà esiste solo se si declina in tante “libertà” concrete e quotidiane.
Quando Croce parla di Patria o di “storia dell’anima”, sta dicendo che il passato non è un museo polveroso, intende che il passato vive solo nel presente, attraverso la nostra coscienza che lo rievoca e lo comprende.. Tutto ciò che è accaduto (vittorie e sconfitte) ci appartiene. Studiare la storia significa capire se stessi. Non possiamo chiamarci fuori dalle sorti del nostro Paese, perché la nostra identità è fatta di quella materia.
Una delle sue lezioni più famose riguarda la mente umana: non ragioniamo solo per concetti freddi, ma anche per immagini. Croce divideva l’attività umana in quattro categorie: estetica (l’intuizione, l’arte); logica (il concetto); economica (l’utile); etica (il bene). L’arte (la poesia) e l’intuizione hanno la stessa dignità della scienza e della logica. La conoscenza è completa solo quando sappiamo usare sia il “fucile” della critica che la “fantasia” del poeta.
Le sue frasi sulla violenza e sulla giustizia definiscono il suo rigore morale. Secondo Croce, la violenza è il rifugio dei deboli che non hanno argomenti. Il vero intellettuale non deve restare in una torre d’avorio (“fare il puro filosofo”), ma deve sporcarsi le mani con l’umanità, agendo con compassione e senso del dovere. Il pensatore italiano rifiutava infatti la filosofia intesa come astratto esercizio accademico: per lui, il filosofo ha il dovere di essere un cittadino attivo e un custode della libertà, che considerava la forza motrice della storia stessa.
10 frasi di Benedetto Croce sul vivere la vita con dignità
Ci sono alcune frasi di Benedetto Croce che rappresentano un vero e proprio “manuale di resistenza intellettuale”. Croce non voleva solo spiegare il mondo, ma insegnare come abitarlo con dignità. Scopriamo le frasi che sono manifesto di questo suo pensiero profondo.
1. Non possiamo distaccarci dal bene e dal male della nostra Patria, né dalle sue vittorie né dalle sue sconfitte.
2. La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna, ma soltanto distruggerla.
3. La storia nostra è storia della nostra anima; e storia dell’anima umana è la storia del mondo.
4. È appunto l’opposizione che ringiovanisce. Se fossi rimasto senatore, avrei avuto una vita troppo comoda, sarei da un pezzo diventato di mente pigra ed inconseguente. Nulla è di danno all’intelletto quanto la mancanza di opposizione; solo da quando sono solo e non ho più giovani intorno a me, mi sento costretto a ringiovanire io stesso.
5. Il filosofo, oggi, deve non già fare il puro filosofo, ma esercitare un qualche mestiere, e in primo luogo, il mestiere dell’uomo.
6. La conoscenza umana ha due forme: è o conoscenza intuitiva o conoscenza logica; conoscenza per la fantasia o conoscenza per l’intelletto; […] è, insomma, o produttrice d’immagini o produttrice di concetti.
7. La critica è un fucile molto bello: deve sparare raramente!
8. La giustizia vera è fatta di compassione.
9. La libertà al singolare esiste soltanto nelle libertà al plurale.
10. La poesia solo in piccola parte si trova negli innumeri libri detti di poesia.
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